L'intervista/Procacci: «La candidatura di Scalfarotto? Non cambia nulla, solo uno sbadiglio»

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Oronzo MARTUCCI
«Uno sbadiglio della storia».
Prego?
«Sì, uno sbadiglio della storia». Così Giovanni Procacci, consigliere politico di Michele Emiliano, commenta la candidatura a presidente di Ivan Scalfarotto con il sostegno di Italia Viva, Azione e +Europa.
Procacci, si tratta di una candidatura che rende complicata la rielezione di Emiliano. Il centrosinistra si aspettava che le polemiche dei mesi scorsi si sarebbero concluse con una intesa elettorale. Un errore di valutazione?
«Questa candidatura non complica nulla, perché era nelle prospettive ed era stata annunciata più volte. C'è qualcuno che pensa che Scalfarotto possa vincere? Si tratta di una candidatura, presentata per fatti personali o per altre vicende, che ha il solo obiettivo di drenare voti del centrosinistra e di offrire un aiuto indiretto a Fitto e al centrodestra».
In ogni caso la coalizione di Scalfarotto sottrarrà voti a Emiliano
«Scalfarotto prenderà qualche voto da coloro che già avevano deciso di non sostenere Emiliano. Chi è convinto che Emiliano ha rappresentato il buon governo non avrà dubbi nel permettere la prosecuzione di questa esperienza di centrosinistra».
Non ci sono colpe di Emiliano nell'aver alimentato una contrapposizione con Renzi e con Calenda?
«Nel rapporto con Renzi la contrapposizione è stata sui contenuti, mai sul piano elettorale. Semmai è Renzi che è uscito dal Pd, è andato all'assalto del partito e sta ottenendo un misero 2,5 per cento. A lui piace fare il guastatore, non costruisce. Scalfarotto è sostenuto da tre sigle, vuote, che avranno difficoltà a presentare liste nei vari territori».
Ne è così convinto?
«Quelli che erano considerati amici di Renzi, nel Pd, di fatto stanno con Emiliano e lo sosterranno. Anche alcuni candidati che alle europee del 2019 erano presenti nelle liste di +Europa sosterranno Emiliano, come nel caso di Michele Abbaticchio. Emiliano sarà sostenuto da 10 liste competitive, forse anche di più».
Personalità riconducibili alla sinistra continuano a muovere critiche a Emiliano per aver lavorato sul lato destro più che per consolidare il profilo della coalizione di centrosinistra. Sono note le critiche dell'avvocato Michele Laforgia, punto di riferimento del movimento La Giusta Causa.
«Le critiche sono legittime, perché nel centrosinistra non c'è la passione per il pensiero unico. La storia dello spostamento a destra è falsa. Se ci sono esponenti del centrodestra che condividono il programma di Emiliano, costruito attraverso una consultazione e mai cambiato, non possiamo che apprezzare. Anche per la prossima consiliatura il programma sarà realizzato attraverso un'ampia consultazione».
I sondaggi non appaiono così favorevoli al presidente uscente.
«I sondaggi sono costruiti valutando la collocazione politica degli intervistati, ma in Puglia lo sappiano che gli elettori sanno come votare a ogni tipo di elezione, come dimostrarono 15 anni fa, quando scelsero Vendola e bocciarono Fitto, e come hanno fatto nelle consultazioni regionali successive».
Emiliano è un populista, come sostiene Scalfarotto?
«La Puglia ha mostrato un profilo chiaramente progressista e di sinistra con Emiliano, introducendo il Reddito di dignità prima che il governo nazionale varasse il Reddito di cittadinanza. Sul piano legislativo è stata predisposta e approvata una legge contro le lobby e un'altra per rafforzare la partecipazione. Emiliano è stato capace di condurre battaglie impopolari, con coraggio e determinazione. Altro che populista».
A cosa si riferisce?
«Alla battaglia per la decarbonizzazione. Ora si sono convinti della giustezza di quella posizione anche in Europa e nel governo nazionale. All'inizio è stata dura ed Emiliano ha dovuto subire gli attacchi di Calenda e far fronte a iniziative di settori industriali che vedevano minacciato il loro business. Emiliano non gioca di fioretto. È capace di condurre battaglie a viso aperto, con forza e coerenza. Forse a qualcuno non piace per questo».
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