L'opposizione: «Schittulli in giunta? Curioso pescare tra gli avversari»

Venerdì 26 Novembre 2021

«Per fortuna che abbiamo soltanto due assessori esterni a disposizione, altrimenti ci saremmo aspettati in Giunta anche Luigi Lobuono e persino Raffaele Fitto, vista la propensione di Emiliano a chiamare chi si è candidato contro di lui, come sindaco o presidente di Regione». Bastano le voci di un possibile risiko, tra i banchi del governo, in via Gentile, per stuzzicare l'ironia di Ignazio Zullo. Il capogruppo di Fratelli d'Italia commenta così le indiscrezioni che vedrebbero la delega alla Sanità, ceduta da Pierluigi Lopalco, finire tra le mani di Francesco Schittulli: oncologo e presidente Lilt ma anche ex presidente della Provincia di Bari con il centrodestra e aspirante governatore sotto le stesse insegne. Il diretto interessato si smarca e dice di non saperne nulla, così come resta in silenzio Rocco Palese, il cui nome fa capolino. Rumors e nulla più, nati dopo l'abbandono di Massimo Bray ai banchi dell'esecutivo e che avrebbero uno spazio di manovra solo nel caso in cui si dovesse optare per un rimpasto di Giunta. Fatto sta che dal partito di Giorgia Meloni ne approfittano per qualche stilettata, contro il modus e non all'indirizzo dei singoli: «Schittulli e Palese hanno tutta la mia stima professionale e umana ma è mai possibile che nel perimetro del centrosinistra e dei grillini non ci sia nessuno preparato alla pari? Anche Nichi Vendola si trovò in una situazione simile ma scelse Tommaso Fiore, che da quel perimetro veniva. Se Emiliano dovesse guardare a destra, offenderebbe prima di tutto quella schiera di persone di alto profilo tecnico di centrosinistra. Oltre a dare conferma di quello che noi definiamo da tempo mercato delle vacche», spiega Zullo, ribadendo il proprio apprezzamento per «chi va via per ragioni ideologiche e non per la poltrona». Poi aggiunge, nel caso in cui la proposta si dovesse concretizzare: «Fossi in loro non accetterei, d'altro canto, anche il caso Lopalco dimostra come, per Emiliano, gli assessori siano soltanto degli orpelli». Suggestioni future o meno, l'uscita dalla Giunta dell'ex Ministro per la Cultura di Enrico Letta ottiene un coro di attestazioni di stima rigorosamente bipartisan. «Un gentiluomo della politica ed una persona perbene. Dai banchi dell'opposizione, abbiamo sempre apprezzato il suo garbo, la sua mitezza e la capacità di dialogo che conserva anche annunciando le sue dimissioni. Ci auguriamo che possa ugualmente continuare, sia pure senza il ruolo di assessore, ad offrire il suo punto di vista di qualità e auguriamo a lui di superare le difficoltà personali che lo hanno spinto a fare un passo indietro», gli tributano da Forza Italia.
«Proprio identità e territori sono stati i due binari dell'azione di Massimo Bray che hanno coinciso in maniera perfetta con la mia visione di cultura e turismo», fa eco il capogruppo de La Puglia Domani, Paolo Pagliaro, citando l'idea dell'ente come cabina di regia «dalla mozione per l'iscrizione del barocco leccese nel patrimonio mondiale Unesco alla proposta di valorizzare al meglio la statuetta di Zeus saettante trasferendola dal MarTa al museo archeologico di Ugento, dove fu rinvenuta sessant'anni fa», fino alla pdl per la Fondazione intitolata a Tito Schipa. «Lo scorso anno, grazie alla sua sensibilità è stata inserita nel bilancio di previsione la nostra proposta per lo stanziamento di 300mila euro per gli interventi per la valorizzazione del patrimonio Unesco in Puglia», ricorda la capogruppo pentastellata Grazia Di Bari, oltre che consigliera delegata al turismo.
E dagli stessi scranni di maggioranza arriva il riconoscimento del dem Maurizio Bruno: «Resta e resterà un punto fermo su cui spero potremo sempre fare affidamento. A lui va il mio più sincero ringraziamento per lo straordinario lavoro svolto fino a oggi e l'augurio di superare il prima possibile quelle difficoltà personali che costringono la nostra Regione a privarsi di una simile, luminosa personalità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA