C'è un legame tra colesterolo e tumori: la scoperta di un gruppo di ricercatori pugliesi

C'è un legame tra colesterolo e tumori: la scoperta di un gruppo di ricercatori pugliesi
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Giovedì 25 Agosto 2022, 16:29 - Ultimo aggiornamento: 16:51

Vi è una forte correlazione fra il metabolismo del colesterolo e la funzione dei macrofagi, le cellule “spazzino” che eliminano e distruggono le cellule tumorali. Lo studio, condotto da un team del laboratorio di ricerca diagnostica ematologica e caratterizzazione cellulare dell’Istituto Tumori di Bari, è stato pubblicato sulla rivista internazionale Hematological Oncology. La ricerca è stata condotta sul linfoma diffuso a grandi cellule, nient'altro che una forma aggressiva di tumore del sangue, che ad oggi miete 40 vittime su 100 malati. «Si tratta di un filone di ricerca molto interessante e molto promettente», commenta a riguardo il direttore generale dell’oncologico barese Alessandro Delle Donne. «Lo studio, condotto in collaborazione con l’unità di emolinfopatologia dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e l’Hospital Clinic di Barcellona, sviluppa e approfondisce alcune intuizioni su cui i nostri ricercatori lavorano da anni, già pubblicate sulle più importanti riviste internazionali».

Come determinare il successo di una terapia

Il lavoro porta la firma di Maria Carmela Vegliante ed è stato coordinato dal Sabino Ciavarella, responsabile del laboratorio barese che opera all’interno dell’unità di Ematologia dell’Istituto oncologico, diretta da Attilio Guarini. Lo studio riporta come il colesterolo andrebbe ad incidere sull'azione infiammatoria e antitumorale dei macrofagi, e può determinare il successo o meno di un farmaco o di una terapia. «Ogni paziente, infatti, ha una risposta diversa ai farmaci e alle terapie, anche in funzione della reazione delle cellule spazzino al colesterolo». 

Le risposte dei pazienti

Adesso la ricerca si concentrerà sul tipo di risposta ai farmaci dei pazienti, per cercare di identificare e costruire terapie personalizzate. L'altra novità è che il paziente non dovrà sottoporsi a esami o indagini invasive. I medici così potranno studiare il comportamento delle cellule spazzino già durante la biopsia, con l'aiuto della tecnologia Nanostring, che riesce a misurare i parametri biologici legati alla funzione dei macrofagi e che è già in uso nell’oncologico barese.

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