«Io, insultata perché albanese» Nel mirino la candidata Pd al Sud

«Io, insultata perché albanese» Nel mirino la candidata Pd al Sud
«Proprio in questi giorni che Facebook è stato costretto a chiudere diverse pagine italiane che diffondevano notizie false e contenuti d'odio, mi ritrovo ad essere io stessa oggetto di razzismo e odio. Appena i media hanno iniziato a dare risalto alla mia candidatura alle Europee si sono scatenate le ingiurie e i commenti xenofobi contro di me». Lo denuncia Gerarta Geri Ballo, 24enne pugliese di origini albanesi candidata indipendente alle europee nella lista Pd-Siamo Europei nella circoscrizione Sud. «Sono addolorata che in Italia, il Paese della cultura per eccellenza, possano avvenire fatti del genere ma è evidentemente anche questo un segno dei tempi che stiamo vivendo. Il ministro dell'interno dovrebbe riflettere sulla sua strategia di comunicazione che sta normalizzando un linguaggio violento e razzista». «Non mi spaventano i brutali attacchi di queste ore, anzi: mi danno una ragione in più per impegnarmi, con passione, per l'Italia che sognavano i nostri padri costituenti. Siamo il Paese che forse più di tutti ha sognato un'Europa unita. Torniamo a quei valori, al rispetto delle persone e delle istituzioni. Allontaniamoci dal linguaggio violento che vuole abituarci al fatto che la violenza verbale sia una cosa accettabile e normale. Le parole hanno un peso. Un peso che conosco bene. Un peso - conclude Ballo - che continuo a sopportare anche oggi». «Tengo a dire, tuttavia, che considero l'Italia un Paese tutt'altro che razzista. Tra i messaggi di solidarietà ricevuti, ho apprezzato quello di Sergio Blasi». Il consigliere regionale pugliese del Pd ha infatti scritto: «Attenzione a non sottovalutare, non c'è nulla di causale in tutto questo. Geri è la dimostrazione che la retorica di Salvini è solo paccottiglia, ma soprattutto che l'Italia non è quella descritta dal ministro dell'Interno. Ne sono certo. Gli italiani valgono molto, ma molto di più. E presto sarà ben chiaro anche a Salvini e i suoi leoni da social network».
«Un grande abbraccio a Gerarta Ballo, candidata del Pd alle europee, minacciata e insultata solo perché di origine albanese. Ecco a cosa sta portando la cultura dell'odio nel nostro Paese. Geri, dobbiamo lottare insieme per far trionfare valori come il rispetto e uguaglianza», scrive invece Nicola Zingaretti.
A Geri Ballo, evidentemente, le sfide piacciono. A 34 anni si è candidata alle europee al Sud con il Partito democratico e si è scelta un avversario non da poco: Matteo Salvini. «Quando me lo chiedono, io dico che mi candido contro Salvini perché siamo agli antipodi. La mia storia è la dimostrazione che le cose non stanno come dice lui», spiega subito. La Ballo è nata a Tirana. Laureata a Torino con tanto di Master ha lavorato nel campo della diplomazia e si è occupata di integrazione, minoranze e del Mezzogiorno. «In Italia sono arrivata alla fine degli anni 90, avevo 11 anni», racconta. «La Lega nord faceva i manifesti criminalizzando gli albanesi, ne rimasi ferita. Non lo dimentico. Poi è stata la volta dei romeni, poi dei Rom, ora degli africani. Prima, in origine, c'erano i meridionali. Ora siamo alla deriva contro le donne e ogni tipo di minoranza».
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Mercoledì 15 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 09:21