Politiche, Ubaldo Pagano (Pd): «Amministratori forti nostro valore aggiunto»

Politiche, Ubaldo Pagano (Pd): «Amministratori forti nostro valore aggiunto»
di Alessandra LUPO
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Domenica 18 Settembre 2022, 04:30 - Ultimo aggiornamento: 12:13

Ubaldo Pagano, deputato uscente e candidato nel collegio plurinominale Taranto-Altamura. Il Pd ha presentato un programma molto articolato, che per molti versi vede il Sud come centrale e che guarda con molta attenzione alla Puglia ma anche a Taranto. Perché quest’area è così centrale nel dibattito sul futuro?
«Perché tutti gli economisti sono concordi nel dirci che ogni euro investito per fare politica di coesione nelle regioni meridionali produce un’utilità pari al doppio dell’investimento effettuato. Solo attraverso politiche che riducano i divari territoriali e generazionali, l’Italia intera potrà competere con i mercati globali».
Nello specifico su cosa occorre insistere secondo lei?
«Sul grande piano occupazionale del programma dedicato alla pubblica amministrazione: scuole, ospedali, enti locali. Per arricchire quei luoghi di menti formate nella modernità e dare l’opportunità ai nostri giovani di restare ad arricchire la propria terra. La destra non parla del Mezzogiorno perché lo considera un peso di cui non intende occuparsi».
Il Partito Democratico ha voluto confermarle la fiducia candidandola come capolista nell’ampio collegio che va da Castellana a Taranto, da Altamura a Martina Franca, per tutto il tarantino e gran parte delle Murge meridionali,quali sono le priorità per quest’area?

Le priorità per quest’area sono diversificate: la Murgia barese va meglio infratturata nei suoi collegamenti perché ha una grande vocazione imprenditoriale e industriale e collegarla alle grandi arterie vuol dire darle ancora più possibilità. Abbiamo già lavorato sulle Zes (Zone economiche speciali), dobbiamo ora insistere sulla fiscalità di vantaggio e sulla sburocratizzazione. Poi c’è l’area del Tarantino, che vive ancora il dramma della transizione ecologica. Da questo punto di vista stiamo lavorando tantissimo con l’autorità portuale, con il Comune e ben presto con la Provincia per rendere sempre più attrattivo questo territorio facendolo uscire dalla monocultura dell’acciaio. E poi c’è la vivace parte Sud della provincia di Taranto che ha collegamenti inadeguati, questo non può più accadere». 
Nel dl Aiuti ter c’è un altro miliardo del Pnrr destinato a Ilva. Ora di cosa ci sarà bisogno?
«Anzitutto è la riprova che il governo sta scommettendo sul serio sulla decarbonizzazione, il prossimo passo deve essere una legge che imponga la valutazione di impatto ambientale e sanitario preventivo che stabilisca quanto si può produrre tutelando ambiente e salute».
In Puglia il centrosinistra vive una situazione anomala, legata al lavoro fatto in questi anni da Emiliano – a cui lei è politicamente molto vicino – crede che questo possa determinare un effetto sorpresa rispetto al risultato nazionale?
«La generosità di Emiliano nel mettersi a disposizione della sua parte politica avvalora il suo impegno. Difendere l’esperienza pugliese, non solo alla Regione ma anche di tanti sindaci che amministrano Taranto, Bari, Lecce, Brindisi, Trani rappresenta senz’altro un valore aggiunto anche in campagna elettorale e perché i cittadini conoscono la competenza e la dedizione nei loro confronti»
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