L'Intervista/Bavaro: «Sulla coalizione saranno decisivi i temi. La delega all’Urbanistica? Scelta errata»

L'Intervista/Bavaro: «Sulla coalizione saranno decisivi i temi. La delega all’Urbanistica? Scelta errata»
di Alessandra LUPO
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Lunedì 25 Aprile 2022, 05:30 - Ultimo aggiornamento: 20:40

L’allargamento della maggioranza? Valuteremo sui temi se può reggere». Quanto alla delega a Lacatena «sarebbe errata ma ne abbiamo solo letto sui giornali». Il segretario regionale di Sinistra Italiana, Nico Bavaro, fissa alcuni punti fermi nel caos in Regione, dove il centrosinistra continua a prendere atto a posteriori delle scelte politiche del presidente. Anche in merito all’ipotesi di una nuova delega all’Urbanistica che potrebbe imbarazzare l’assessore in carica del partito.
Segretario, Sinistra Italiana ha rivolto molte critiche all’azione di Michele Emiliano, si può dire che siano cadute nel vuoto?
«Stiamo assistendo a ulteriori passi di allargamento su cui è evidente che SI non sia d’accordo».


Ci saranno delle conseguenze politiche da parte vostra?
«La valutazione su quello che accadrà sarà fatta sulla base dei temi, delle questioni che riguardano il governo e quindi la vita dei cittadini pugliesi. Abbiamo sottoscritto un programma elettorale su cui abbiamo chiesto il consenso degli elettori e continueremo ad attenerci a quello». 
Non si rischia che una nuova maggioranza tradisca quel mandato?
«Verificheremo se tutte le componenti del governo e della maggioranza si atterranno al patto sottoscritto con i pugliesi oppure no».
Il solo modo per riuscire a convivere con questa maggioranza multiforme?
«Direi piuttosto un atto di rispetto per il mandato elettorale ricevuto che non è quello di allargare ad libitum la coalizione ma di realizzare quanto si aspetta la maggioranza dei cittadini pugliesi».
A proposito di questo, sul Piano casa c’è uno scontro in atto da tempo. C’è chi rimprovera a SI, nella persona dell’assessore Maraschio, di aver perso tempo prezioso...
«Il dibattito è imbarazzante».
In che aspetto?
«Perché non c’è una vera urgenza: la Puglia è la terza regione d’Italia per consumo di suolo e la seconda per emigrazione giovanile. Chiedo alla politica pugliese e ad alcuni esponenti della maggioranza, qual è l’emergenza? Si continua a discutere sulla necessità di consumare suolo ma a me pare invece che occorra conservare le energie dei giovani per evitare che vadano via».
Tra chi spinge per l’approvazione della legge ci sono anche i consiglieri del Pd Amati e Caracciolo. Giorni fa il nuovo slittamento della seduta di commissione, con relative polemiche.

«Anna Grazia (Maraschio ndr) sta facendo un lavoro durissimo e straordinario, come già fatto sul Piano dei rifiuti, per offrire alla Puglia una legge che metta fine al dibattito e garantisca i cittadini sul rispetto dell’ambiente, del territorio e anche del diritto alla casa».
Le critiche sono pretestuose quindi?
«Ci sono legittime aspettative di un pezzo di cittadinanza che vanno contemperate con le esigenze della maggioranza dei cittadini. Il testo di legge è pronto e guarda a tutte queste esigenze. È a disposizione del Governo e della maggioranza: siamo pronti al confronto e ad aprire una discussione che metta nel giusto ordine le priorità».
Dal punto di vista politico, dare una delega a Lacatena non le sembra quindi un tentativo di aggiramento dell’assessore Maraschio?
«Intanto va detto che a noi questa comunicazione non è mai arrivata. Abbiamo letto le indiscrezioni sui giornali».
Se fosse confermata?
«La troverei, uso il condizionale perché appunto non c’è stata alcuna conferma, una scelta sbagliata: i consiglieri regionali esercitano il loro ruolo in Consiglio e nelle commissioni e in quella sede, come stabilito dalla Legge, svolgono le loro funzioni di intervento sul dibattito, sulle leggi e su tutto quello che gli pare. Non ravvedo alcuna necessità di attribuire deleghe all’Urbanistica a chicchessìa e men che meno al consigliere Lacatena».
La maggioranza pugliese continua a imbarcare nuovi elementi dal centrodestra. Voi avete parlato di un modello “Casa delle libertà”. Articolo Uno ha criticato aspramente. Dal Pd invece, da cui con l’arrivo del commissario Francesco Boccia anche SI si aspettava “decisioni molto nette” sono in pochi a opporsi alle dinamiche di Emiliano, perché secondo lei?
«Io non discuto di quello che accade negli altri soggetti politici».
Però riguarda anche voi.
«Noi ci siamo sempre detti e continuiamo a dirlo, che vogliamo riproporre lo schema del governo Conte 2 e quindi un’alleanza che tenga insieme Pd, M5S, SI, Articolo Uno ecc. È chiaro che siamo in un momento di confusione ma ritengo ancora che la nostra funzione sui territori sia ricostruire con pazienza il tessuto di quella coalizione, anche sul piano sociale. Oltre all’alleanza tra soggetti politici dobbiamo dunque ricucire il rapporto con il mondo del lavoro, dell’associazionismo ecc. Ogni volta che si viene meno a questo impegno il disegno che abbiamo si allontana e si rischia anche di rompere le coalizioni come sta accadendo anche per le prossime amministrative».
Perché Pier Luigi Lopalco ha scelto di aderire ad Articolo Uno e non voi che siete già presenti in Regione. Glielo avevate chiesto?
«No, non gli era stata fatta alcuna proposta d’ingresso».

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