Influenza australiana, in Puglia 72mila casi: allarme se colpisce i bimbi sotto i 6 anni ed è in arrivo il picco

Influenza australiana, in Puglia 72mila casi: allarme se colpisce i bimbi sotto i 6 anni ed è in arrivo il picco
di Andrea TAFURO
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Martedì 6 Dicembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 06:33

L’influenzaaustraliana” in Puglia circola a bassa intensità ma resta alta la preoccupazione tra medici di famiglia ed epidemiologici per l’evoluzione dei contagi nella fascia al di sotto dei 6 anni e nella popolazione anziana. Tra i sintomi più diffusi: tosse, febbre, mal di gola e dolori muscolari. Il dato sulla nostra regione, è fornito dal primo report prodotto dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia, secondo cui l’attività dei virus influenzali presenta una incidenza pari a 5,69 casi per 1.000 assistiti e un numero di casi stimato nella popolazione pari a 72.404 dall’inizio della sorveglianza epidemiologica.

Il report

L’attività di sorveglianza dell’influenza stagionale in Puglia è aggiornata al 28 novembre scorso, secondo il metodo Moving Epidemic Method sviluppato dall’Ecdc, che permette di stimare l’inizio, la durata e l’intensità dell’epidemia in ogni stagione influenzale. Mentre il dato nazionale, reso pubblico attraverso sistema “influnet” basato su una rete di “medici sentinella” costituita da Medici di Medicina Generale (MMG) e Pediatri di Libera Scelta (PLS), alla 47esima settimana del 2022, inquadra l’incidenza a 12,9 casi per mille assistiti (9,5 nella settimana precedente). Difatti, il livello di epidemia registrato in Puglia è in linea con quello delle altre regioni dell’Italia meridionale ed inferiore rispetto a quello delle Regioni centro-settentrionali.

In tre Regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria) l’incidenza ha superato la soglia del livello di entità molto alta. Entrando nel dettaglio della popolazione pugliese, tra le fasce d’età la più colpita è quella pediatrica, in particolare i bambini di età compresa tra 0 e 4 anni: incidenza pari a 13,47 casi per mille assistiti. Nella fascia d’età 5-14 anni, l’incidenza è pari a 8,88 casi per mille assistiti. Tra i 15 e 64 anni l’incidenza è 5,12 casi per mille assistiti mentre per gli over65, l’incidenza è pari a 3,39 casi per mille assistiti. Nel report, individuato anche un primo caso grave riferito ad un pugliese di 55 anni ricoverato lo scorso 21 ottobre nella terapia intensiva dell’ospedale “V. Emanuele II” di Bisceglie e sottoposto a ventilazione meccanica assistita. L’indagine epidemiologica ha evidenziato che il paziente era affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il paziente non era stato vaccinato contro l’influenza. Il tampone faringeo, inviato presso il laboratorio di Epidemiologia Molecolare, ha evidenziato la presenza del virus influenzale A(H3N2).

E sulla polmonite influenzale primaria si è instaurata una polmonite batterica secondaria della quale non è stato possibile identificare il patogeno responsabile. L’uomo, dopo le cure ospedaliere, dallo scorso 8 novembre è ricoverato presso la lungodegenza dell’Ospedale di Canosa. Un quadro regionale che pone delle riflessioni sulla diffusione del virus influenzale che quest’anno, così come avvenuto nel 2009 con la “febbre suina”, ha un’origine anomala, partita nei mesi estivi, e che si pone in costante evoluzione con il picco atteso durante le festività natalizie, così come analizzato dalla professoressa Maria Chironna, responsabile regionale della sorveglianza virologica dell’influenza.

Le parole di Maria Chironna

«È una stagione influenzale molto impattante e nel proseguo delle settimane avremo numeri importanti di crescita dei contagi. Tuttavia questo virus circolava già nell’agosto scorso, dove è stato registrato un focolaio da 80 casi accertati in provincia di Lecce. Si è trattato di un’assoluta anomalia, che però lasciava presagire quello che sta accadendo ora. Questo ci porta a sottolineare – aggiunge Chironna - come i cambiamenti climatici stanno causando una variazione dell’epidemiologia dei virus respiratori (e tra questi anche quelli influenzali), ponendo così un alert per la sanità pubblica». Allarme per la sanità territoriale a cui le Asl pugliesi cercano di far fronte irrobustendo la campagna vaccinale antinfluenzale. Nell’Asl Bari sono state somministrate e registrate nel sistema “Giava”, 227mila dosi di vaccino, pari a circa il 70% della popolazione avente diritto. Nei prossimi giorni, come comunicato dalla dirigente Asl, Letizia Rizzo, la campagna vaccinale verrà allargata alle scuole con una somministrazione mirata ai bambini tra i 3 e i 6 anni. Nell’Asl di Brindisi la campagna antinfluenzale, monitorata dal direttore del dipartimento di prevenzione, Stefano Termite, ha fatto registrare circa 70mila dosi somministrate sulle 98mila consegnate.

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