Fondi per le Primarie del 2017, indagini chiuse: Emiliano sotto accusa per finanziamento illecito ai partiti. Cadono le ipotesi di concussione e abuso d'ufficio

Mercoledì 13 Gennaio 2021

Si chiude la fase delle indagini preliminari nell'inchiesta che vede indagati il governatore di Puglia, Michele Emiliano e il suo capo di Gabinetto, Claudio Stefanazzi, insieme con gli imprenditori Vito Ladisa e Giacomo Mescia. L'accusa è di finanziamento illecito ai partiti: il pm di Torino Giovanni Caspani, titolare dell'inchiesta, contesta il pagamento di alcune fatture alla società piemontese Eggers, che ha curato la campagna elettorale delle primarie 2017 (vinte poi da Matteo Renzi) per conto del governatore pugliese.

La società presentò a Emiliano un decreto ingiuntivo lamentando il ritardo nel pagamento del dovuto, ma secondo la Procura di Bari - che ha mosso i primi passi nell'indagine prima del trasferimento del fascicolo a Torino - le stesse fatture per gli stessi importi (65mila euro) erano state precedentemente già pagate dai due imprenditori per conto del presidente pugliese, secondo gli investigatori con l'obiettivo di ottenere un atteggiamento di benevolenza da parte della Regione (ma nessun tipo di scambio o favore è stato in concreto riscontrato). A Mescia e Ladisa viene contestato anche il reato di false fatturazioni. Ladisa avrebbe corrisposto alla Eggers anche i 5mila euro (4.942,47 per l'esattezza) per le spese legali necessarie al recupero di quanto vantato.

Al termine della fase di indagine - portata avanti dal Nucleo economico finanziario della Guardia di Finanza con il coordinamento della Procura - sono venute meno le accuse di induzione indebita a dare o promettere utilità (il vecchio reato di concussione) e quella di abuso d’ufficio, reati inizialmente contestati a Emiliano.

Ultimo aggiornamento: 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA