In Puglia meno arrivi: gli stranieri sono il 3,4% di tutta la popolazione

Venerdì 22 Novembre 2019 di Maddalena MONGIO'
Gli immigrati? In Puglia provengono da 168 Paesi e sono in gran parte impiegati nell'agricoltura, nell'industria, nell'edilizia, nei servizi domestici e nel commercio. E Antonio Ciniero che ha curato il capitolo relativo alla regione ha chiosato: «La Puglia dalla fine degli anni Ottanta ad oggi è divenuta sempre più poli-culturale. Abbiamo praticamente il mondo in casa». È una delle rappresentazioni dell'immigrazione contenuta nel Dossier Statistico Immigrazione 2019, curato dal Centro Studi e Ricerche, e presentato ieri mattina all'ex Monastero degli Olivetani a Lecce con un convegno organizzato dall'International Centre of Interdisciplinary Studies on Migrations (Icismi) - Dipartimento di Storia, Società e Studi sull'Uomo dell'Università del Salento, in collaborazione con i corsi di Laurea in Scienze Politiche e in Governance Euromediterranea delle Politiche migratorie.

Si tratta di uno studio corposo di circa 500 pagina, giunto alla sua 29esima edizione, che ogni fotografa lo stato dell'arte rispetto alla situazione degli immigrati, sia su base nazionale che su base regionale. «I dati del 2018 si legge nel Dossier parlano di un annus horribilis per l'immigrazione: su 68.845 arrivi in Europa attraverso il Mediterraneo, i morti e dispersi nella rotta centrale sono stati 1.314. Una drastica riduzione degli arrivi via mare a cui si è accompagnato però l'aumento della probabilità di morire lungo la traversata, in uno scenario dove si registra la sostanziale chiusura dei canali regolari di ingresso». La situazione in Puglia? «I cittadini stranieri residenti in Puglia al 31 dicembre 2018 sono 138.811, - si legge nel Dossier il cui capitolo dedicato alla Puglia è stato curato da Ciniero il 3,4% della popolazione pugliese, un dato pressoché stabile da 4 anni. La provincia che registra il maggior numero di residenti stranieri e Bari (43.058), seguita da quelle di Foggia (31.709), Lecce (26.646), Taranto (14.446), Brindisi (11.761) e Barletta Andria Trani (11.191)».

Gli stranieri pugliesi sono molto giovani: solo il 3,9% ha più di 65 anni, i minori sono 18,2%, il 78% è in età attiva (18-64 anni). Questo dato generazionale comporta, poi, che il tasso di attività sia di 9 punti superiore a quello degli italiani. In Puglia c'è registra un sostanziale equilibro nella presenza di uomini e donne (sono il 49,6%) sfatando anche un pregiudizio che vede una predominanza di maschi. I cittadini stranieri presenti in Puglia provengono da 168 Paesi anche se la migrazione nella regione è prevalentemente europea: più della meta dei residenti è originaria di un paese del Vecchio continente (il 56,6%), il 35,5% dei residenti e un cittadino comunitario. Il 22,5% proviene dal continente africano, il 17,8%, dall'Asia e il 3% dalle Americhe. I primi cinque Paesi, per numero di residenti in Puglia, sono Romania (con una quota del 26% sul totale stranieri), Albania (16,4%), Marocco (7,2%), Cina (4,4%) e Senegal (3,2%). E poi ci sono le vocazioni: nella provincia di Brindisi l'immigrazione si caratterizza per la presenza di cittadini inglesi che l'hanno scelta come luogo per godersi gli anni della pensione. I bulgari sono più presenti a Foggia e a Lecce. A Bari le donne georgiane. Sul fronte occupazionale, in Capitanata si indirizzano i flussi migratori che si dedicano all'agricoltura, mentre per l'assistenza agli anziani e per l'edilizia la meta è Lecce.

I dati sono stati presentati da Luca Di Sciullo, presidente Centro studi e ricerche Idos e da Antonio Ciniero dell'Università del Salento e componente della redazione regionale Centro studi e ricerche Idos. Hanno partecipato alla presentazione del volume: Silvia Miglietta, assessora al Welfare del Comune di Lecce; per UniSalento: Mariano Longo, direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi Sull'Uomo; Daniele De Luca, presidente corso di laurea in Scienze politicheo; Luigi Nuzzo, presidente corso di laurea in Governance Euromediterranea delle Politiche migratorie; Vitantonio Gioia, presidente Icismi; Luigi Perrone, coordinatore Scientifico Icismi; Salvatore Labriola di Cgil Lecce. Ultimo aggiornamento: 11:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA