Scalfarotto riunisce sul palco Renzi e Calenda. «In Puglia il governo peggiore d'Italia. Orgogliosi di essere diversi»

Domenica 13 Settembre 2020 di Paola COLACI
«Quello di Emiliano è il governo regionale più trasformista e incapace d'Italia. E contro questo governo noi abbiamo il coraggio di scendere in campo. Perché per sostenere questo governo, dovremmo dividere il cervello dal cuore. E non lo faremo». Bordate a getto continuo. E per più di un'ora e mezzo. Tutte indirizzate al governatore uscente Michele Emiliano. E partite dalle bocche di fuoco del leader di Italia Viva Matteo Renzi, del numero uno di Azione Carlo Calenda e del loro candidato in comune alla presidenza della Regione Puglia Ivan Scalfarotto.

L'ex premier, il suo ex ministro e gli ex avversari politici ieri non hanno voluto mancare all'appuntamento barese che inaugura l'ultima settimana di campagna elettorale in Puglia. E tra pizzicature reciproche e aneddoti ripescati da un passato comune a Palazzo Chigi, hanno inteso rilanciare la centralità di un obiettivo comune: superare in Puglia le attuali divergenze politiche - visioni che a Roma restano comunque distanti - a vantaggio di quella compattezza che ora più che mai serve per mandare a casa un nemico comune: Michele Emiliano, appunto. Ma anche per evitare di lasciare spazio al centrodestra e al suo candidato Raffaele Fitto. «Entrambi rappresentanti di una vecchia politica e dai quali siamo orgogliosi di essere diversi» ha detto Renzi in chiusura.

Ma rompere il ghiaccio è toccato al candidato governatore per Italia Viva, Azione e +Europa. Un esordio sul palco in solitaria, dopo un breve video di presentazione della sua storia personale e politica. Dunque l'affondo iniziale all'indirizzo dei due principali avversari politici: Michele Emiliano e Raffaele Fitto. «Padella e brace, come li definisco entrambi- ha sottolineato il candidato renziano - Gli artefici della disfatta in questa regione che arranca mentre in Puglia continua a mancare l'ascolto. E la politica pensa a se stessa». E a emblema di questa «miopia autoreferenziale», il candidato renziano ha puntato i riflettori sulla classe politica regionale e sulla legge elettorale. «A fronte di 50 consiglieri regionali uscenti - ha rimarcato Scalfarotto - In 49 si ripresentano cambiando schieramento come nulla fosse. E a chi mi accusa di essermi candidato contro la sinistra, ora chiedo: quella che in Puglia non riesce ad far approvare la doppia preferenza di genere è davvero sinistra? E un Consiglio regionale fatto di 5 donne e 45 uomini e consiglio regionale che non assomiglia alla società attuale e non può funzionare. Ecco perché diciamo che Fitto ed Emiliano sono la stessa cosa: entrambi cattiva politica». Dunque i temi rimarcati più volte in campagna elettorale: sanità e fondi pubblici, Psr e xylella fastidiosa.

Poi a prendersi la scena sul palco è stato Calenda. «Il centrodestra fa il suo lavoro ma il centrosinistra sapeva perfettamente che non avremmo appoggiato Emiliano - ha ribadito l'ex ministro renziano - Quindi il Pd ha scelto coscientemente di dividere il centrosinistra ricandidando il governatore». Poi, una serie di stoccate a ripetizione contro Emiliano: «Sono venuto qui per far vincere Scalfarotto, Emiliano perde da solo. Da ministro non lo conoscevo ma più volte stato funestato da quest'uomo per anni per la vicenda della Tap e per i vaccini obbligatori. Uno che fa 12 ricorso contro l'Ilva e li perde tutti è una schiappa come politico e come magistrato». Dunque, l'affondo conclusivo di Calenda: «Mentre mia moglie stava male Emiliano ha detto che eravamo amici del cancro». E l'assist a Renzi che ha rimarcato: «Immaginate quanto ci sia di animalesco in queste affermazioni». Ma il leader di Italia Viva ne ha avuto anche per l'epidemiologo Pierluigi Lopalco: «Mi rivolgo al professore che firma i libri con Burioni: sei candidato con chi ha dato il suo supporto contro i vaccini». Infine la chiosa dell'ex premier e l'attacco bipartisan: «Emiliano Fitto sono il passato di questa regione. Se credete alla politica c'è solo una cosa da fare: mettervi in gioco personalmente. Lo ha fatto Carlo venendo qua oggi, lo abbiamo fatto noi con Ivan che ci ha messo la faccia».
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