Nautica extra-lusso, mancano i posti in Puglia. Negli ultimi giorni arrivate dieci super-barche

Lo yacht a Punta Prosciutto
Lo yacht a Punta Prosciutto
di Rita DE BERNART
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Mercoledì 22 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 16:27

Una crociera circumnavigando la Puglia. Un sogno? Piuttosto una grossa opportunità da sfruttare. Le basi per mettere in piedi il progetto ci sono. Da Monopoli a Leuca, passando per Brindisi e Gallipoli: negli ultimi tre giorni, nei principali approdi pugliesi sono arrivate oltre dieci imbarcazioni tra grossi yacht, mini navi da crociera e velieri, alcune delle quali si sono spostate per diverse tappe nei porti pugliesi. Solo nella giornata di ieri, in particolare, sono attraccate Alchemist, a Brindisi, Adventures a Monopoli e Alexander a Leuca, tutti mega yacht di extra lusso della lunghezza superiore ai 60 metri che hanno sbalordito cittadini e turisti con la loro imponente bellezza. Il segmento del diportismo, quello del super lusso soprattutto, è in costante crescita e la Puglia è attualmente tra le destinazioni più richieste. La domanda è alta ma mancano di fatto gli approdi attrezzati adatti a far attraccare questa tipologia di scafi che necessitano di servizi adeguati e di qualità. 

LE SUPER IMBARCAZIONI


Basti pensare che in pochi anni le imbarcazioni di oltre 40 metri di lunghezza nel mondo sono passate da circa 2mila a 6mila; e poi ci sono le migliaia di barche, a vela o motore, al di sotto dei 40 metri ma sopra i 24: mega yacht lussuosi che spesso non trovano spazio nelle città portuali pugliesi e sono costrette a restare in rada. Un settore da potenziale enorme che potrebbe rappresentare un veicolo di sviluppo per l’intera regione: dalla manodopera dei cantieri, alle figure specializzate. «Da oltre 25 anni – spiega Teo Titi dell’agenzia marittima Titi shipping - lavoriamo per sviluppare questa attività in Puglia. Nella giornata di ieri avevamo tre grosse imbarcazioni nei porti pugliesi arrivate con la nostra agenzia. Questo segmento è in forte crescita; noi facciamo ormeggiare in Puglia circa 200 yacht all’anno. Fino a qualche tempo fa le dimensioni massime erano intorno agli 80 metri, oggi ci sono numerosi yacht di 140 metri. Oltretutto in questo segmento si tende a non demolire ma c’è una tendenza a ristrutturare e rivendere quindi il numero è in continua salita. In Italia inoltre siamo leader nel settore costruzione e come destinazione: il Mediterraneo è una delle due mete più gettonate per diversi motivi. In particolare quello occidentale: la Sardegna, la Costa Azzurra, le Baleari mentre per l’Adriatico vanno soprattutto i Balcani. Questo per via dei porti attrezzati e dei servizi». Che in Puglia mancano: uno dei principali ostacoli è rappresentato proprio dalle infrastrutture. «Stiamo cercando – continua - di creare la destinazione Puglia, la richiesta è già tanta. La Regione ha molto appeal, hanno appeal in particolare Monopoli, Brindisi che già lavora bene, e Gallipoli, in questo ha fatto tanto il passaparola; è bastato che arrivasse qualche vip o qualche sceicco. La nostra regione è una piccola penisola e può essere circumnavigata; mancano le baie, le isole, ad esclusione del Gargano, gli anfratti ma queste caratteristiche possono essere compensate con la bellezza del territorio e con le esperienze esclusive a terra. Ed è ciò che stiamo costruendo, un percorso turistico che parte dal mare: un’intera crociera in Puglia con tappe intermedie». 

I PROBLEMI

Mancano però i posti barca, in tutte le principali destinazioni, e mancano approdi adatti a queste enormi imbarcazioni. «Ciò di cui c’è bisogno sono approdi vicini al centro delle città attrezzati con i servizi a terra. Al momento questo avviene solo a Brindisi, persino Bari non ha ormeggi di questo tipo e le grosse barche devono entrare nel porto commerciale che non è certo la situazione ideale. Purtroppo è un problema culturale, un po’ in tutto il paese. Si continuano a far nascere marine e darsene lontano dalla città, spesso con servizi non adeguati ai mega yacht che molto spesso sono poi costretti a restare in rada e magari utilizzare i tender. Da Rodi Garganico a Taranto sarebbe invece interessante creare un vero percorso di porti sicuri e attrezzati». 
Un lusso all’apparenza lontano dalla cittadinanza che porterebbe però ad innescare un circuito virtuoso. «In genere queste imbarcazioni si spostano anche in inverno, scelgono destinazioni dove si vive bene tutto l’anno, hanno equipaggi alto spendenti che utilizzano tutti i servizi della città a partire dai cantieri per la manutenzione. Ci sono scafi che addirittura scelgono una destinazione dove svernare. Occorre consapevolezza: guardare a questa opportunità economica e di sviluppo diffuso; per qualificare il territorio. A partire dai cantieri per i quali ci sarebbe davvero una svolta; è un progetto verso l’alto insomma che innesca un meccanismo virtuoso che parte dalla formazione di manodopera e figure specializzate e si estende anche più in generale ad un discorso di qualificazione di tutta l’offerta turistica. Come è successo ad esempio nella valle d’Itria dove la domanda crescente ha generato un movimento crescente di strutture di lusso».

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