Opere commissariate, il 75% va a rilento. «Serve il modello Genova»

Opere commissariate, il 75% va a rilento. «Serve il modello Genova»
di Massimiliano IAIA
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Martedì 18 Gennaio 2022, 05:00

Il 75% delle opere commisssariate in Puglia presentano criticità di vario genere - dalla complessità delle procedure all’ottenimento di provvedimenti di Via o di pareri afferenti al Ministero dei Beni Culturali - che di certo ne rallentano la realizzazione.
Lo stato dell’arte è descritto in un report del Ministero delle Infrastrutture che indica i colori del semaforo verde, giallo e rosso per indicare il livello del ritardo sui lavori.

IL REPORT
Delle 102 opere nazionali prese in esame, otto sono quelle pugliesi esaminate dal ministero. Si parte con il completamento del raddoppio Pescara-Bari (lotto 1 Ripalta-Lesina e lotto 2 Termoli-Ripalta), per un costo complessivo di 700 milioni. Per quanto attiene al lotto 1 Ripalta-Lesina, l’appaltatore ha richiesto una proroga di 60 giorni dei tempi contrattuali della progettazione esecutiva. Per quanto attiene al lotto 2 Termoli-Ripalta al momento non si segnalano criticità, ma per l’opera il semaforo è giallo.
Per la tratta ferroviaria Napoli-Bari (secondo lotto funzionale Hirpinia-Orsara, raddoppio Orsara-Bovino) le principali criticità che potenzialmente possono impattare sui tempi e sui costi del progetto riguardano i ritrovamenti archeologici. Anche qui il semaforo è giallo.
Semaforo verde invece per il potenziamento della direttrice ferroviaria Taranto-Metaponto-Potenza–Battipaglia: in questo caso le attività sono in linea con il cronoprogramma.
Il semaforo torna a colorarsi di giallo per la Ss 16 Adriatica, sia per l’adeguamento del tratto tra Foggia e San Severo, sia per la Tangenziale Ovest di Foggia. Attualmente è stata redatta la progettazione definitiva, ma per entrambi gli interventi “si rileva che le tempistiche di riscontro degli enti interferenti e delle autorità preposte alla tutela ambientale e paesaggistica non sono congrue con le finalità acceleratorie proprie dello strumento commissariale”. Identica criticità, con analogo semaforo giallo, è stata rilevata per i lavori sulla Ss 89 (razionalizzazione viabilità San Giovanni Rotondo e collegamento con Manfredonia). 

LA 275
Discorso a parte, con semaforo inevitabilmente giallo, merita la 275 Maglie-Leuca, protagonista di un’odissea che va avanti da oltre vent’anni. È lo stesso ministero a ricordare infatti che l’intervento “è contrassegnato da molteplici contenziosi, azioni di project review e conseguente necessità di nuova valutazione e autorizzazione da parte delle diverse autorità competenti, specie in materia ambientale, paesaggistica e di tutela dei beni culturali. Avviati confronti per individuare l’iter necessario all’acquisizione dei pareri e degli atti autorizzativi in materia di tutela ambientale e paesaggistica”.
Nessun problema per il Comando vigili del fuoco della Bat, mentre il semaforo torna giallo per il Parco della Giustizia di Bari: lavori per 405 milioni di euro. “È stato predisposto - spiega il ministero - un addendum alla convenzione stipulata tra Agenzia del Demanio e Ministero della Giustizia per il reperimento degli ulteriori fondi necessari al completamento del primo lotto funzionale”.

ROSPI
Una fotografia, questa, che induce inevitabilmente a una riflessione sul rallentamento dovuto alle procedure autorizzative, al punto da rendere difficile il lavoro degli stessi commissari, appositamente designati per imprimere un’accelerazione ai cantieri. Sull’argomento è intervenuto il deputato di Forza Italia Gianluca Rospi, autore nel 2018 del decreto per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova, modello più volte indicato per essere imitato: «Perché non replicarlo anche per le 102 opere commissariate, la maggior parte al Sud, per un valore di circa 100 miliardi? Penso, ad esempio, ai 29,4 miliardi destinati al Mezzogiorno per opere destinate all’adeguamento ferroviario, tra le quali le linee Bari-Napoli, Battipaglia-Potenza-Taranto e il raddoppio della Termoli-Lesina, fondamentali per tutto il Meridione e in grado di valorizzare l’intermodalità tra Campania, Basilicata e Puglia».

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