I ribelli all'attacco: «Emiliano? Nessuno qui è insostituibile»

Giovedì 10 Ottobre 2019 di Vincenzo DAMIANI
«Le dichiarazioni di Emiliano mi addolorano e mi lasciano perplesso, l'assemblea di sabato prossimo è, invece, l'occasione per il centrosinistra per un confronto aperto e che guarda al futuro». Federico Massa, riferimento in Puglia dell'area del Pd che fa capo ad Orlando, ha mal digerito le parole del governatore che, martedì, ha ribadito una volta di più che ricandidarsi per lui «è un dovere», anche perché nel centrosinistra non esisterebbe un suo successore. Un intervento a gamba tesa che ha riacceso le polemiche tra il presidente della Regione e quell'area del Partito democratico che, assieme alla Sinistra, lo critica a giorni alterni. «Quella di Emiliano è una posizione legittima, un suo pensiero ma come tale assolutamente discutibile», replica anche Michele Laforgia, fondatore dell'associazione La Giusta causa, tra i promotori dell'assemblea Prima le idee che si svolgerà dopodomani a Bari e che servirà a fare il punto su quanto non realizzato dal governo pugliese e a costruire una bozza di programma da condividere con gli alleati, Movimento5Stelle incluso. Sì, perché gli antagonisti di Emiliano nonostante il no secco dei diretti interessati - non hanno ancora abbandonato l'idea di potersi sedere attorno ad un tavolo con i pentastellati per discutere dei problemi della Puglia.

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«L'assemblea di sabato spiega Laforgia serve innanzitutto a far uscire dalle stanze dei partiti questa surreale discussione sulle prossime Regionali. L'obiettivo è aprire il dibattito, rendendolo partecipativo e trasparente e ponendo al centro non candidature bensì i temi. Il M5S pugliese non vuole confrontarsi con il centrosinistra regionale? Innanzitutto occorre capire a quale centrosinistra si riferiscono, anche noi de La Giusta causa non facciamo parte dell'attuale coalizione. Se il loro problema è Emiliano, beh anche noi siamo critici nei confronti del presidente della Regione e non abbiamo mai detto che è il nostro candidato. Poi vorrei ricordare che il M5S è già al governo con il centrosinistra, a Roma: confrontarsi oggi potrebbe servire ad evitare una fusione a freddo come avvenuto a livello nazionale». Anche Massa spinge per un accordo con i pentastellati, almeno nel provarci: «Nessuno chiarisce pensa di impedire ad Emiliano di candidarsi, la questione è un'altra: discutere in maniera allargata dei problemi della Puglia serve a porre le basi per una vittoria. Bisogna uscire dalla logica del leaderismo, non esistono persone insostituibili. Anche in Umbria è stato faticoso ma lo sforzo di condividere un programma tra Pd e M5S è stato fatto». L'ex parlamentare del Pd è convinto che questo sia lo schema vincente per il futuro, per bloccare l'avanzata della destra populistica di Salvini. Ed è certo che una sconfitta in Emilia Romagna del centrosinistra metterebbe fine al governo giallo-rosso e spianerebbe la strada alla Lega, con ripercussioni in Puglia non pronosticabili. Anche per questo è uno dei principali sostenitori dell'alleanza Pd-5Stelle, a differenza dell'altra candidata alle primarie, Elena Gentile. E a proposito di primarie, nel centrosinistra ci si prepara ad altri scossoni: ieri sono state consegnate oltre 5mila firme raccolte dai sostenitori del senatore Dario Stefàno per invitarlo a candidarsi.
«Abbiamo raggiunto un traguardo straordinario commenta uno dei promotori della petizione online, Andrea Scardicchio - l'appello si è fatto strada liberamente sul web, raccogliendo l'adesione spontanea di coloro che credono nella serietà e nell'autorevolezza di una figura come quella di Dario Stefàno per rilanciare la nostra regione. A questo punto, caro Dario, ti consegno questo appello sottoscritto da più di 5000 pugliesi: un numero non certo esiguo di donne e di uomini che si riconoscono in un'idea di politica fatta di serietà, impegno e concretezza. Te lo consegno affinché tu possa prenderne atto e fare le valutazioni del caso».
Anche su un fronte diverso, quello più vicino a Renzi, ci si prepara: ieri Fabiano Amati ha lanciato quello che è a tutti gli effetti un programma. È il momento annuncia - di candidare alle primarie un elenco di soluzioni nette e non un repertorio di noiosi ma anche, cioè parole al vento o rimedi che paiono accontentare tutti perché non decidono niente per nessuno. Servono proposte di soluzioni chiare per affrontare i problemi più importanti e controversi, attorno ai quali aggregare un ampio fronte critico pronto alla sfida. Se il confronto non si mantiene sulle soluzioni ai problemi, si finisce per dibattere su vanità, ripicche o rivincite, a tutto vantaggio di Emiliano e delle politiche che si criticano. Amati chiede primarie aperte, senza regole per escludere, e poi stila un elenco di problemi e possibili soluzioni: si va dalle liste di attesa (sospensione della libera professione) alla Xylella (linea dura sulle estirpazioni), dai rifiuti (nuovi impianti) ai consorzi di bonifica (e la loro soppressione), passando per il piano casa, le vaccinazioni, case popolari, agricoltura di precisione, sanità (5 nuovi ospedali), cantieri, energia, turismo, industria, cultura, acqua e fogna. Ultimo aggiornamento: 20:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA