Dopo il rebus trasporti, arriva la polemica sulle mascherine. Bianchi ipotizza di non farle indossare ai vaccinati, ma i presidi insorgono: «Rischio emarginazione»

Dopo il rebus trasporti, arriva la polemica sulle mascherine. Bianchi ipotizza di non farle indossare ai vaccinati, ma i presidi insorgono: «Rischio emarginazione»
di Maria Claudia MINERVA
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Sabato 4 Settembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 15:49

Se in classe sono tutti vaccinati indossare la mascherina anti Covid non sarà più necessario. L’annuncio del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi fatto due giorni fa ha scatenato l’ennesima bufera, seguita da moltissime polemiche. Una fra tutte la protesta dei dirigenti scolastici piuttosto scettici sulla decisione avanzata da Bianchi e che ora avvertono il governo su «un evidente rischio di discriminazione in classe». Il malcontento arriva dall’Associazione nazionale dei presidi (Anp) che, attraverso il presidente Antonello Giannelli, invita alla riflessione sulle conseguenze di una decisione come quella annunciata da Bianchi in collaborazione con il ministro della Salute Roberto Speranza. 
A pochi giorni dalla ripresa delle lezioni, ormai si litiga su tutto, con il rischio di non riuscire a centrare l’obiettivo del ritorno in presenza. «Fermo restando che aspiriamo tutti a tornare a una situazione di normalità, resta il fatto che né i dirigenti né i docenti possono avere informazioni sullo stato di vaccinazione di un alunno - aggiunge il presidente dell’Anp -. Come facciamo dunque a saperlo? Si potrebbe ovviare con una super app, come quella che dovrà essere varata per i docenti, con cui si può sapere quali sono le classi completamente vaccinate senza dover chiedere ad ognuno certificati o documentazioni». Quindi, incalza: «Nelle classi ci sarà sempre qualcuno di non vaccinato, e questo creerà una situazione di disagio, con il rischio di emarginazione da parte dei ragazzi che vorrebbero levare la mascherina. Si pensi, per esempio, se in una classe di 25 studenti c’è solo uno senza vaccino, come si sentirà questo ragazzo?».

La polemica

Il rischio è che anche questa polemica sulle mascherine - che ha prodotto intanto un’interrogazione urgente da parte di Fratelli d’Italia - possa generare nuovi conflitti pure tra i genitori, proprio come lo scorso anno quando la Dad ha portato a una netta spaccatura tra le famiglie favorevoli alle lezioni a distanza e le famiglie assolutamente contrarie. Insomma, l’ennesimo problema che si somma agli altri nodi ancora irrisolti. Come quello sui trasporti, che in Puglia sta alimentando un braccio di ferro tra scuole e aziende erogatrici del servizio. Infatti, è passata un’altra settimana senza trovare una quadra. Al contrario, le posizioni continuano a restare diametralmente opposte, nonostante la mediazione dei prefetti. Casus belli? Gli orari scaglionati. Una problematica che vede sul piede di guerra i presidi pugliesi, pronti a rivendicare il diritto di parola, come sottolineano in una nota. «Sono ripresi i lavori dei tavoli insediati nelle prefetture di tutte le province pugliesi per trovare le possibili soluzioni al problema del trasporto degli studenti verso le scuole superiori della nostra regione, ma noi non siamo presenti come organizzazione sindacale - polemizza il presidente di Anp Puglia, Roberto Romito -, però la voce delle scuole e dei colleghi dirigenti può arrivare ben chiara grazie alla presenza istituzionale dei presidi di ambito provinciale dell’Ufficio scolastico regionale e di alcuni colleghi che, insieme a loro, partecipano alle riunioni. A loro affidiamo il nostro messaggio, riportato anche in una nota inviata anche alla Regione Puglia». 

Le proposte

Sostanzialmente, i presidi pugliesi ripropongono quanto avevo già proposto lo scorso anno. Innanzitutto la contrarietà ai doppi turni. «Il doppio orario di ingresso penalizza eccessivamente gli studenti che entreranno al secondo turno, soprattutto quelli degli istituti scolastici con orari più lunghi, come i tecnici ed i professionali. Non è una questione di ricercare a tutti i costi la migliore “comodità organizzativa” per le scuole, come qualcuno insinua - spiega Romito - si tratta, invece, di far del tutto per proteggere e garantire il diritto all’apprendimento da parte degli studenti, che è uno dei compiti precipui del profilo professionale dei dirigenti scolastici». Per Anp Puglia il doppio orario si può evitare «potenziando, come avevamo detto già un mese fa, il numero delle corse, ma anche quello dei mezzi disponibili nelle prime ore del mattino, sia nei centri urbani che per quanto riguarda il trasporto extraurbano, sul quale viaggia un notevole numero di studenti “pendolari”».
Anp rilancia la proposta di ricorrere ai mezzi delle aziende private «che agiscono sul mercato dei trasporti turistici, settore non da oggi in grave crisi: lo consentono le leggi nazionali, lo prevedono le disposizioni locali già oggi operative». Potenziare corse e mezzi significherebbe, scrive Romito, scongiurare prevedibili e pericolosi assembramenti di studenti (e lavoratori) sui mezzi pubblici. «Un turno unico di ingresso non significa necessariamente che tale assembramento si debba verificare alle porte delle scuole: esse hanno già fronteggiato il problema, almeno nei primi mesi dello scorso anno scolastico, e sanno già come operare: ingressi diversi per gruppi diversi di studenti e personale, percorsi interni, etc». Infine, nei casi in cui si dovesse andare necessariamente ad un orario su due turni bisognerebbe tener conto del fatto che se la proposta fosse dei due ingressi alle 8.00 e alle 9.40 comporterebbe la necessità che le scuole interessate effettuino, per le prime due ore, un orario ridotto a 50 minuti, pena l’ingestibile sovrapposizione con le susseguenti ore di lezione che, per espressa disposizione devono avere una durata di 60 minuti. Com’è noto, le riduzioni di orario devono essere recuperate da docenti e studenti. Se si applicasse questa regola in modo indiscriminato - conclude Anp Puglia -, ogni giorno si accumulerebbe un “deficit” orario di 20 minuti da recuperare, ma quando? Impensabile farlo nei periodi di sospensione delle attività didattiche, anche perché occorrerebbe ricorrere nuovamente alla Dad, con i problemi che essa comporta». 

Il Coordinamento dei Consigli di Istituto

Su questo punto c’è anche il parere favorevole dei genitori che fanno parte del Coordinamento dei Presidenti dei Consigli di Istituto della Puglia. Proprio ieri, infatti, il presidente Gianfranco De Maglie, ha indirizzato una nota a tutti i soggetti istituzionali coinvolti dal problema per sollecitare chiarimenti sulla questione trasporti e doppi turni, ribadendo la necessità di evitare i doppi turni aumentando numero di corse e bus.

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