Asse Governo-Mittal: si tratta senza sosta. Udienza rinviata al 6 marzo

Venerdì 7 Febbraio 2020 di Alessio PIGNATELLI
Concesso dal giudice il terzo rinvio dell'udienza nella procedura cautelare promossa dai commissari straordinari dell’ex Ilva di Taranto contro ArcelorMittal. E' in corso la trattativa per definire l'accordo di modifica del contratto di affitto finalizzato all'acquisto del complesso aziendale oggi gestito da Arcelor Mittal e i legali della multinazionale hanno chiesto che sia concesso altro tempo, almeno fino a fine mese, mentre l'amministratore delegato Lucia Morselli ha confermato, anche in aula, il mantenimento degli attuali livelli di produzione.

Il giudice civile Claudio Marangoni ha dunque rinviato l'udienza al 6 marzo. Il nuovo documento di accordo punterebbe tutto su un impegno diretto dello Stato nell'ex Ilva, sul pagamento dei canoni rimanente ad Arcelor Mittal con uno sconto del 50% e, dunque, un risparmio di 7,5 milioni di euro e poi alcuni punti fermi su occupazione e investimenti. 

Si sta dunque ripetendo ciò che avvenne a dicembre. Da una parte la guerra di carte bollate, dall'altra il negoziato che porta a più miti consigli. Il 17 dicembre il pool di avvocati della multinazionale presentò nell'ambito del procedimento a Milano delle controdeduzioni molto forti in cui attaccava senza mezzi termini Stato e Commissari straordinari. Sembrava il preludio a una possibile rottura perché tre giorni dopo era prevista l'udienza a Milano. Il 20, invece, da ambo le parti arrivava la richiesta di una proroga al giudice Marangoni e si firmava il preaccordo denominato Heads of agreement La seconda preintesa dovrebbe contenere elementi più concreti riguardanti l'impegno dello Stato, i pagamenti dei canoni restanti da parte di ArcelorMittal che potrebbero essere ridotti, l'occupazione, gli investimenti. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo aver incontrato in settimana Mittal senior a Londra, ieri ha ribadito che «il governo sta valutando la possibilità di utilizzare per il polo di Taranto risorse provenienti dal Just Transition Fund» ossia il Fondo della Commissione Ue il cui obiettivo è «promuovere la transizione economica e sociale nelle regioni maggiormente dipendenti da energie fossili e da produzioni industriali carbon-intensive». L'idea è di creare un ciclo misto con la realizzazione di due forni elettrici e l'installazione di un impianto per la produzione del preridotto da affiancare agli altiforni.

Da parte della multinazionale, nella giornata in cui si dettagliava sui conti, alcune dichiarazioni vanno nella direzione di una netta volontà nel proseguire il negoziato: «I risultati 2019 dell'ex ilva sono stati inferiori alle nostre attese, il 2020 è iniziato bene» ha affermato il presidente e direttore finanziario di ArcelorMittal, Aditya Mittal. E riferendosi al recente incontro a Londra tra il premier e il padre Lakshmi, ha assicurato che «è stato positivo: Ilva è un tema complesso ma nell'ultimo incontro ci sono stati dei progressi e confidiamo che si possano fare ulteriori passi avanti».

Il numero uno del colosso franco indiano, Lakshmi Mittal, ha preso la parola per fare un'analisi globale della situazione: «Negli ultimi anni abbiamo fatto quattro acquisizioni, tre sono state eccellenti e hanno portato alla creazione di valore, la questione Ilva invece ha avuto almeno per ora un esito diverso. Le premesse erano buone, è un grande asset, poi si sono verificate delle situazioni non prevedibili. In particolare, ci sono stati fattori a livello macro che hanno influenzato il mercato dell'acciaio, oltre a elementi più specifici». Un riferimento poi anche al cambio dell'esecutivo e la questione dell'esimente legale: «È cambiato il governo e sono cambiate delle norme, cosa che ha portato a una controversia legale. Ad ogni modo, ora capiamo i problemi». Aggiungendo infine che tutte le azioni messe in campo «ci porteranno alla sostenibilità dell'Ilva e alla creazione di valore». Ultimo aggiornamento: 12:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA