“Torna” Igi Poseidon: all’approdo di Otranto ora arriva anche il gas

Martedì 4 Aprile 2017 di Francesco G. GIOFFREDI

Due in un raggio ridotto, appena 30 chilometri, una lingua di costa salentina che così si candida a essere crocevia di un vero e proprio intreccio internazionale. Due gasdotti allo stesso modo autorizzati (con procedura Via e dal decreto ministeriale), ma certo non contestati e contrastati con la medesima vivacità e virulenza. Due opere di gittata transnazionale, cruciali per le strategie d’approvvigionamento energetico dell’Europa, e fin qui legate l’una all’altra da un destino speculare: la prima (Tap) col gas in cassaforte, ma alle prese con mille ostacoli per realizzare l’infrastruttura a San Foca; la seconda (Igi Poseidon) accolta senza barricate a Otranto, persino supportata dal disco verde di Regione ed enti locali, ma alla disperata ricerca della materia prima. Almeno fino all’altroieri: Igi Poseidon ora ha anche il metano. E presto potrebbe affrontare i successivi step, avviando il cantiere. L’accordo è ufficiale, siglato a Tel Aviv da Carlo Calenda (il ministro dello Sviluppo economico) e da Israele, Cipro, Grecia e Ue.
Il progetto della partecipata di Edison e della greca Depa (50% e 50%) sembrava destinato all’oblio.
La cornice, innanzitutto: il nuovo gasdotto si chiamerà EastMed, nella sua articolazione transnazionale è «il più lungo del mondo», misura 1.900 chilometri (1.300 in mare e 600 onshore) e punta a “succhiare” gas dai giacimenti offshore di Israele, Cipro, Egitto, Libano e Gaza. Da Cipro risalirà verso la Grecia e infine a Otranto. Circa 2mila miliardi di metri cubi di gas a disposizione, 6,2 miliardi di euro la stima del costo complessivo. EastMed rientra nella lista - così come Tap - dei progetti europei di interesse comune, il che gli ha permesso di beneficiare dei finanziamenti del Cef (connecting Europe facility). «Il gas - ha spiegato Calenda da Tel Aviv - è una risorsa sempre più cruciale per l’Italia. Siamo la seconda economia manifatturiera in Europa, la diversificazione e la qualità delle nostre fonti energetiche sono fondamentali per il Paese anche in termini di competitività. Per questo motivo la questione dello approvvigionamento e della diversificazione delle fonti di gas è al cuore della nuova Strategia energetica nazionale. In questo contesto particolare attenzione e importanza deve essere riservata al tema della sicurezza degli approvvigionamenti di gas». «Noi come ministero abbiamo partecipato alla fase dello studio di fattibilità con Edison», ha aggiunto.
E il tratto italiano? La porzione a mare tra la Grecia e Otranto è di 200 chilometri, profondità massima 1.370 metri. Il decreto di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio risale al 2011 (con riconoscimento di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità), Igi Poseidon ha incassato anche il via libera di Comune, Provincia, Regione, vigili del fuoco, «attraverso - si legge nelle carte della società - un forte coinvolgimento delle autorità locali, regionali e nazionali nella definizione del progetto». L’infrastruttura Igi Poseidon permetterà di convogliare verso l’Italia 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, con un possibile incremento fino a 15 miliardi. Il primo accordo intergovernativo Italia-Grecia è datato 2005. Il sito d’approdo di Otranto è tra il porto e Torre del Serpe: una scelta fatta «in accordo con Regione e Comune», un sito «compatibile con la morfologia costiera», in «una zona già impiegata da altre infrastrutture energetiche come «il cavo elettrico Grecia-Italia» dunque con «minimizzazione dei vincoli di servitù su aree attraversate».
Nei mesi scorsi, Edison e Depa avevano stretto l’accordo con i russi di Gazprom, per le forniture dal Mar Nero. Igi Poseidon, è scritto nei vecchi dossier, «è un progetto multifonte e multidestinazione, perché non è dedicato a un’unica fonte d’approvvigionamento e consentirà di servire i mercati dell’Europa occidentale e del Sud-Est europeo» attraverso l’interconnesione Grecia-Bulgaria del più ampio progetto Itgi.
Critica Legambiente Puglia: «Con la firma dell’accordo per il lancio del progetto Eastmed – commenta il presidente Francesco Tarantini – si concretizza sempre più il rischio di avere ben due gasdotti in Puglia. Invitiamo nuovamente istituzioni e politica a lavorare sull’ipotesi di un unico gasdotto, attraverso un processo decisionale che coinvolga pienamente i territori interessati. La vicenda del Tap non può essere affrontata in maniera isolata, ma deve rappresentare l’occasione per discutere della strategia energetica nazionale che punti sulle fonti rinnovabili, sull’efficienza energetica e sull’utilizzo del gas come fonte fossile di transizione». Duro Paolo Pagliaro, ufficio di presidenza Forza Italia: «Una follia. Faccio appello a Emiliano, alla Giunta regionale e a tutti: bisogna scongiurare questo ennesimo scempio ai danni del Salento, stavolta siamo davvero in tempo per fermarlo in tempo utile»

Ultimo aggiornamento: 5 Aprile, 10:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA