Gas, la Puglia al centro delle strategie del governo per affrancarsi dalla Russia: Tap, centrale Enel e Fsru

Gas, la Puglia al centro delle strategie del governo per affrancarsi dalla Russia: Tap, centrale Enel e Fsru
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Lunedì 25 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 18:00

Il governo esplora rotte alternative al gas russo, chiude accordi con altri Paesi puntando la bussola verso l’Africa e non esclude di massimizzare la produzione delle centrali a carbone tra cui quella di Brindisi. Senza dimenticare, l’opzione navi rigassificatori che però continuano a sollevare dubbi e polemiche pure in Puglia. La strategia per affrancarsi dalle importazioni dalla Russia - la guerra in Ucraina ha accelerato il senso etico della missione ma è chiaro che fosse una priorità anche in periodo pre-bellico - è in atto. E la nostra regione è particolarmente interessata per diversi motivi.

Il tour del gas

Quello che è stato ribattezzato il “tour del gas” in Africa, resta al centro dell’azione del governo italiano, tenuto conto che entro l’inverno bisognerà riempire gli stoccaggi per far fronte ai mesi freddi e, nell’arco di 2 o 3 anni, liberarsi della dipendenza dalla Russia. Proprio per perseguire questo obiettivo, i nuovi accordi di fornitura con Algeria, Congo, Angola e Mozambico sono stati determinanti. Come spiegato dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, occorre sostituire i 29 miliardi di metri cubi che ogni anno importiamo dalla Russia. In Angola e in Congo sono stati firmati degli accordi per forniture che a regime arriveranno a oltre 5,5 miliardi di metri cubi di gas liquido, l’Algeria è pronta ad assicurarne 9 miliardi di metri cubi in più dal 2023.

Puglia sotto osservazione

Ora, veniamo alla Puglia che è la sesta regione italiana per consumo di gas naturale: 4,6 miliardi di metri cubi nel 2020 sul totale. Come e quanto può essere interessata da questa strategia geopolitica globale? Innanzitutto, il gasdotto Tap: l’infrastruttura con attracco a Melendugno lo scorso anno ha veicolato in Italia quasi 8 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan. La previsione progettuale è di 10 miliardi annui (la capacità teorica è di 20 miliardi) e già così si potrebbero recuperare in un’ottica più o meno a breve termine 2 miliardi di metri cubi pompando più gas. Più a lungo termine, è il progetto EastMed-Poseidon: oltre 1.900 chilometri trasporteranno energia dal Bacino Levantino nel Mediterraneo orientale (tra Israele, Egitto e Cipro) fino a Otranto. Per completare l’opera serviranno tre o quattro anni: in una prima fase potrebbe portare 10 miliardi di metri cubi di gas, raddoppiabile a 20.

C’è poi la delicata questione inerente alla centrale a carbone di Enel a Brindisi: tralasciando i piani futuri, l’esecutivo - secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore - vorrebbe massimizzare il funzionamento delle 4 centrali (Brindisi, Fusina e Torrevaldaliga di Enel e Monfalcone di A2A) portando la capacità al 100%: si otterrebbe un risparmio, per il mancato uso del gas, di circa 3,5 miliardi di metri cubi annui ma sarebbe un’operazione a tempo limitato e con verifiche semestrali.

Altrettanto delicata la situazione navi Fsru (Floating storage and regasification units): si tratta di navi da rigassificazione, si comprano o si affittano per 400-500 milioni, forniscono 5 miliardi di metri cubi l’anno e possono lasciare il porto di attracco una volta terminata la necessità. Cingolani ha precisato che questi rigassificatori off-shore vanno preferibilmente dislocati oltre il collo di bottiglia di Sulmona, quindi in zone nord dell’Adriatico o del Tirreno. «Ma potrebbero essere collocati a Taranto dove c’è pescaggio e allaccio diretto alla rete». Anche in questo caso, però, le polemiche e i “no” potrebbero mettere paletti alle scelte.

Infine, le prospezioni. In questo caso, l’approvazione del Pitesai ha introdotto nuovi vincoli che gravano sull’attività estrattiva oil&gas. Dal punto di vista esplorativo, si registra la revoca a livello nazionale di 42 titoli su 45: in Puglia sono stati 6 i semafori rossi relativi al mare e 3 alla terra ma altre prospezioni sono operative.

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