Addio a Franco Cassano, sociologo e padre del “pensiero meridiano”. Bray: «Interprete geniale del Sud». La cerimonia domani in streaming

Martedì 23 Febbraio 2021

Sarà trasmessa domani alle 16 in diretta streaming sulla pagina di Uniba la cerimonia laica di commiato al al sociologo Franco Cassano, ordinario di Sociologia all'università di Bari “Aldo Moro”, politico e soprattutto teorizzatore del “pensiero meridiano, che si è spento oggi a 78 anni. 

Un pensiero che elogia la lentezza del Sud, che significa riflessione e tempi più umani, rispetto all'inutile corsa a un incessante sviluppo da parte dell'occidente capitalista.

Era nato ad Ancona 78 anni fa, ma è sempre stato considerato un pensatore pugliese e un filosofo del Sud. 

Inizia la carriera universitaria nel 1970 come professore incaricato all'Università di Messina. Dal 1971 è assistente ordinario di Filosofia del diritto all'Università di Bari dove, nel 1980, diventa professore ordinario di Sociologia della conoscenza. Dal 1991 al 1993 ha diretto la Rassegna Italiana di Sociologia.

Parte integrante del gruppo di giovani studiosi riuniti intorno alla sezione universitaria del PCI e alle case editrici Laterza e De Donato che negli anni '70 si impegnarono a Bari in una proposta di riforma in senso democratico e partecipativo delle forme di organizzazione politica ispirate al marxismo, negli anni '80 Cassano intraprende una critica della modernità fondata sulla decostruzione dei suoi integralismi: l'etnocentrismo, il culto del progresso, la velocità, il primato del mercato.

Nel 1996, la sua opera più nota "Il pensiero meridiano" (tradotto in francese, inglese, tedesco e giapponese) rinnova il dibattito sulla questione meridionale, rivendicando per il Sud il ruolo di "soggetto di pensiero" ovvero il diritto dei Sud del mondo ad emanciparsi da valutazioni precostituite che li confinano nella cornice dell'arretratezza, per promuovere una visione autonoma che, lungi dall'indulgere all'autoassoluzione, sappia identificare i contributi originali che la prospettiva meridionale può apportare ad una ridefinizione dei modelli economici e politici dominanti. A cominciare da un riequilibrio del processo di integrazione europea che sappia contemplare il contributo portato in dote dai popoli affacciati sul Mediterraneo. Il mar Mediterraneo, infatti, "mare tra le terre" e mai confine invalicabile, per Cassano rappresenta un valido modello storico di rapporto con l'Altro, segnato da misura, contaminazione e rispetto delle differenze.

Nel 2011 grande dibattito ha suscitato la tesi contenuta ne "L'umiltà del male", nel quale l'autore proponendo una rilettura innovativa della Leggenda de Il grande inquisitore esorta la sinistra ad abbandonare l'"aristocratismo etico" in cui si sarebbe rifugiata negli ultimi anni.

Nel 2003 fonda e presiede nel primo anno d'attività l'associazione barese di cittadinanza attiva Città Plurale. L'attività associativa e i saggi contenuti in Homo Civicus sulla riscoperta della cittadinanza attiva e dell'importanza dei beni comuni, da molti osservatori sono ritenuti elementi fondativi della cosiddetta "Primavera pugliese", stagione di affermazioni elettorali del centrosinistra in Puglia che ha in Michele Emiliano e Nichi Vendola gli esponenti più noti.

Nel 2013 è eletto alla Camera dei deputati in quanto capolista per la circoscrizione Puglia nelle file del Partito Democratico per le Elezioni politiche italiane di quell'anno.

Bray: Interprete geniale del pensioero sul Sud

“Ci ha lasciato questa mattina Franco Cassano. Interprete geniale di un pensiero del Sud e per il Sud, che dalla linfa che scorre nelle vene e nelle radici profonde di queste terre traeva quotidiano nutrimento, Cassano è stato un punto di riferimento per tutti quelli che, in questi anni di battaglie per la rinascita culturale e politica del Mezzogiorno, si sono impegnati per far emergere, con le idee e l’azione politica, un protagonismo nuovo di questa parte del paese e uno sguardo diverso verso il Sud. Uno sguardo che superasse lo stereotipo della chiusura e della estraneità alle dinamiche globali e alla loro complessità per evidenziare invece il particolare modo del Mezzogiorno di essere connesso con il mondo che lo circonda, con il mare che lo circonda, con quel Mediterraneo che è naturalmente e dovrebbe essere per vocazione il suo orizzonte privilegiato.

Voce severa verso lo “sguardo corto” con cui la classe dirigente (politica e culturale) meridionale ha operato per molti anni, realizzando una sorta di “perversa profezia che si autoadempie, seminando intorno a sé sguardi altrettanto corti”, Franco Cassano è stato, anche in anni recenti, promotore e protagonista di tante battaglie per la salvaguardia di una terra che ha amato e contribuito a difendere, testimoniando in prima persona la realtà di un Sud che non si arrende a veder svenduto e deturpato il suo inestimabile patrimonio culturale e paesaggistico, oltre che umano, di volontariato, partecipazione e attivismo.

Guardava con affetto e speranza alle tante forme vitali dell’associazionismo del Mezzogiorno, una base di energie vive da mettere in rete e aiutare a crescere. Il suo modo lucido e innovativo di intendere l’azione politica e culturale, di interpretare la modernità, i suoi tempi e le sue dinamiche sono stati per me un punto di riferimento che continuerò a seguire.Grazie Franco per tutto quello che ci hai insegnato e aiutato a capire”.

Ultimo aggiornamento: 17:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA