Forza Italia, è bufera: via alla resa dei conti pugliese

Forza Italia, è bufera: via alla resa dei conti pugliese
di Nicola QUARANTA
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Mercoledì 27 Giugno 2018, 12:22

Fratelli d’Italia lo aveva auspicato, Noi con l’Italia lo aveva pubblicamente condiviso, la Lega lo ritiene urgente e Forza Italia lo annuncia: attorno al “tavolo” è caos nel centrodestra, che in Puglia ha raccolto soddisfazioni soltanto nel Foggiano, a San Nicandro Garganico, dove l’onda dei simboli ufficiali del centrodestra ha avuto la meglio. Per il resto, un disastro: su undici comuni al ballottaggio, 10 hanno voltato le spalle a Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
E all’indomani, l’aria che si respira in Puglia, in seno alla coalizione, è da resa dei conti. Un passo indietro da coordinatore regionale di Forza Italia? Luigi Vitali, intervistato dal quotidiano online “Affari Italiani”, chiarisce: «Non mi presento come dimissionario. Detto ciò, ho sempre legato la mia permanenza a due fattori: la mia volontà e quella del presidente. Se Berlusconi ha altri programmi per me non ci sono problemi, posso fare il dovere da capitano, in panchina o anche in tribuna e senza gradi. Tutti i coordinatori regionali sono in scadenza, ma se venissi riconfermato chiederò di avere piena agibilità e mani libere come nel 2015». Ma è sulla sconfitta di Brindisi che si sofferma, “a sua discolpa”: «C’era un problema personale tra due esponenti del Centrodestra. Il mancato accordo è dovuto ad un errore strategico della Lega che ha annunciato il candidato a gennaio poi il nostro parlamentare di Brindisi ha scelto un altro candidato e non si è arrivati alla sintesi. Se la coalizione si fosse presentata unita e con la Lega insieme a noi avremmo vinto al primo turno».
E nel mirino del coordinatore regionale c’è il deputato brindisino Mauro D’Attis: «A Brindisi non ho deciso io. Ha deciso l’onorevole D’Attis. Ho cercato da coordinatore regionale una soluzione unitaria trasferendo anche il problema a livello romano e sul piano nazionale, ma le posizioni si erano talmente irrigidite che alla fine ognuno è andato per conto suo».

Tanto basta per infiammare il clima. “Anacronistiche le richieste di “pieni poteri” come se fino a oggi non si fosse avuta la possibilità di fare e disfare a piacimento senza alcun confronto. Mi rifiuto di entrare in quella che ad oggi appare a tutti gli effetti una lotta da pollaio, che getta discredito sul partito e allontana ancora di più i nostri elettori. Non più rinviabile un chiarimento definitivo in Forza Italia», sbotta il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo. E aggiunge: «Le amministrative in Puglia fanno registrare un dato in controtendenza rispetto all’intero territorio nazionale e vedono il centrodestra sconfitto in grandi realtà e Forza Italia in seria e preoccupante difficoltà. Quello che, però, lascia ancor più sconfortati e amareggiati è il tono e lo stile che stanno caratterizzando le uscite pubbliche di chi ricopre incarichi di responsabilità all’interno di partito. Per il bene di Forza Italia e per il rispetto che dobbiamo ai nostri elettori, non è accettabile che a considerazioni e critiche costruttive si risponda solo e unicamente con attacchi personali che mirano a dileggiare e delegittimare chi si fa portatore di un malessere ormai diffuso in tutta la Puglia”, attacca il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo, che ammette: «È un dato oggettivo che a livello regionale nel Partito sia mancata una seria e approfondita analisi del risultato delle politiche di marzo e poco, pochissimo è stato fatto per preparare la tornata delle amministrative». Un j’accuse senza veli, e senza appello: «La verità è che, in assenza di luoghi e momenti di condivisione, ogni richiesta di confronto o di dialogo è stata vissuta come un atto di lesa maestà a cui si è risposto cercando di emarginare o silenziare la protesta interna, non capendo che tutto quello che è stato fatto e detto nasceva dalla voglia di aiutare il partito a cui si appartiene e che ci si onora di rappresentare».

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