Lo sprint per il voto. Fitto, i leader della coalizione e l'unità ritrovata sul palco: «Portiamo tutti a votare»

Domenica 13 Settembre 2020 di Vincenzo DAMIANI
Strette di mano, abbracci per sancire anche a favore di telecamera l'unità della coalizione, ma la competizione interna comunque resta. Ieri sera a Bari, sul lungomare sud, per la prima volta, i quattro leader politici del centrodestra, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antoni Tajani e Lorenzo Cesa sono saliti sullo stesso palco per lanciare la volata finale a Raffaele Fitto. E per la prima volta dopo tre mesi, anche Fitto, il candidato unitario, e Salvini si sono incrociati pubblicamente, non era mai accaduto durante questa anomala campagna elettorale estiva. Due i fili conduttori del comizio elettorale finale: «l'aria di cambiamento che si respira in Puglia»; ma, allo stesso tempo, la necessità di «convincere» amici, parenti, conoscenti ad andare a votare e non lasciar vincere l'astensione. È una frase che, a turno, hanno ripetuto sia Meloni che Salvini: nella coalizione di centrodestra, evidentemente, più del voto disgiunto preoccupa la bassa affluenza alle urne. Con il governatore uscente Michele Emiliano si prospetta un testa a testa che potrebbe decidersi all'ultimo voto e ogni voto potrebbe, quindi, essere determinante.

Il centrodestra ha dalla sua il fatto di presentarsi compatto nei seggi elettorali, le forze di governo invece si sono divise. Sul palco il primo a prendere la parola è stato il padrone di casa, Fitto, che ha ricordato quelli che a suo dire «sono stati i fallimenti dei cinque anni targati Emiliano»: dall'agricoltura (Psr, Xylella) alla sanità, passando per le infrastrutture e i rifiuti. «Il fatto di stare qui in piazza con tutti i leader del centrodestra nazionale testimonia in modo concreto che c'è una unità non di facciata ma seria, concreta e dà molta credibilità al nostro progetto politico». «I risultati di questi ultimi 15 anni sono sotto gli occhi di tutti. Dal 2007 la Puglia preleva l'addizionale regionale più alta di tutta Italia. Tasse che sono servite per costruire un mostro a più teste che si chiama Regione dove si sono realizzate agenzie e società utili solo per distribuire incarichi e prebende senza rendere funzionale la regione». «Noi, invece - ha evidenziato - dobbiamo mettere in campo una regione seria moderna e efficiente che spenda le risorse messe a disposizione dall'Ue».

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Dopo Fitto, nell'ordine hanno cercato di accendere l'entusiasmo dei circa 500 presenti (tutti rigorosamente con mascherina e seduti a distanza di sicurezza) Cesa, Tajani Meloni, mentre l'onore di chiudere il comizio è stato lasciato al capo del Carroccio. Il vicepresidente di Forza Italia ha attaccato Emiliano su xylella e lavoro, ma ha ribadito la posizione del partito sull'ex Ilva: «Crediamo che sia un'altra risorsa importante e hanno sbagliato i magistrati, il governo locale, il governo nazionale perché va difeso il sito siderurgico più importante d'Europa. Allo stesso tempo bisogna evitare che sia danneggiata la salute dei cittadini».

Giorgia Meloni ha ribadito che il voto pugliese potrebbe essere decisivo anche per il destino del governo Conte: «La democrazia incalza - ha sempre un peso e quindi mi stupisco che Conte, Di Maio e Zingaretti non considerino il risultato della Puglia abbia un peso sulla politica nazionale. Credo che non si possa ignorare il segnale che arriva da milioni di cittadini che votano in questa tornata elettorale. E c'è un dato da non sottovalutare: noi votiamo in sei regioni, i due governatori uscenti che vengono dati per confermati sono del centrodestra e i quattro che stanno combattendo sono del centrosinistra dove quello messo meglio è De Luca che passa la sua giornata a insultare il Pd e il governo nazionale». Sull'appello al voto utile e disgiunto di Emiliano e dei ministri Pd, taglia corto: «Adesso la sinistra va in giro a chiedere il voto utile. Ma utile a chi? Al Pd per mantenere la rete di clientele con cui ha massacrato il territorio per anni. Lo dico in buona fede per il M5s. Oggi vorrebbero che si votasse per lo stesso sistema clientelare. La Regione Puglia - ha aggiunto - altro non è stata che un carrozzone in questi anni. Altro non è stata che un'amministrazione in cui si moltiplicano le agenzie per moltiplicare le poltrone per sistemare amici di amici di amici contro ogni meritocrazia».

Da Salvini la richiesta di «andare a bussare casa per casa» per «scaldare teste e cuori». «Manca una settimana ricorda - il nostro avversario non è Emiliano. Lo abbiamo visto, è preoccupato, ha preso la campagna elettorale come la raccolta delle figurine. Meglio poche liste con persone vere e non vendere fumo. L'unico avversario da affrontare nei giorni decisivi è l'indifferenza. Ci sono tanti pugliesi che non ci credono più. Ci sono i baresi delusi, quelli che per protesta non votano più. Vi chiedo in questi sette giorni di bussare casa per casa, negozio per negozio, borgo per borgo, scaldando teste e cuori». Cesa ha evidenziato il numero elevato di liste a sostegno di Emiliano: «Noi evidenzia - abbiamo cinque simboli, la coalizione di centrosinistra si presenta con 15 liste facendo promesse e marchette continue pur di vincere. Bisogna cambiare verso a questa regione e portare Raffaele alla guida».
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