Fitto: «Con l'Udc una coalizione ancora più solida»

Domenica 26 Luglio 2020
«Abbiamo in queste ore una Regione piegata sulla campagna elettorale, con diversi ambiti istituzionali impegnati più che ad affrontare le questioni vere a fare campagna elettorale, che in alcuni casi assume anche elementi di gravità perché appare quasi una occupazione militarizzata delle istituzioni finalizzandola alla campagna elettorale». Non ha usato mezzi termini Raffaele Fitto, candidato presidente in Puglia per il centrodestra, ieri mattina a Bari durante la conferenza stampa di presentazione della lista dell'Udc con il segretario nazionale Lorenzo Cesa. Un'accusa, quella del candididato presidente, che non si esaurisce qui: è lui stesso, infatti, ad assicurare che se ne tornerà a parlare tra qualche giorno. «Nelle prossime ore - ha proseguito Fitto - faremo questa denuncia in modo più dettagliato perché così non si può continuare».
Ma quella di ieri è stata la giornata in cui è stato di fatto sancito l'inizio del percorso comune con Udc, in vista delle Regionali di settembre. Parlando dell'appoggio dell'Udc, infatti, Fitto ha detto che «è molto importante che lo scudo crociato e la storia della democrazia cristiana condivida questa candidatura e sia presente nello schieramento di centrodestra. L'Udc allarga i confini della coalizione e stabilisce un messaggio forte e chiaro verso una fascia di elettorato. Questo è un elemento molto importante e positivo e sono convinto che darà un contributo significativo sia nella fase pre-elettorale sia in quella successiva».
L'occasione è stata propizia anche per ribadire l'unità all'interno della coalizione: «L'unità del centrodestra è una novità in Puglia rispetto al passato. Sono stati fatti sicuramente degli errori, abbiamo fatto le dovute riflessioni del caso, abbiamo fatto autocritica e abbiamo avuto la capacità di presentarci agli elettori uniti, con un messaggio chiaro che - ha concluso - dia la certezza di una prospettiva di governo».
Sulla stessa lunghezza d'onda Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc. «Noi ci presentiamo con le liste dei partiti tradizionali del centrodestra, e lo stiamo facendo in tutte le regioni, contrariamente a quello che fa oggi la sinistra che cerca di aggregare la qualunque attorno a sé», ha detto. «Questa è una coalizione molto seria, non una accozzaglia - ha aggiunto Cesa - come quella fatta da qualcuno che mette insieme monarchici con comunisti. Dove è la coerenza? Quella roba non porta a nulla. Qui, invece - ha concluso il segretario dell'Udc - si è fatta una coalizione che, pur con differenze culturali tra i diversi partiti, la si pensa allo stesso modo sul da farsi». «Vorremmo - ha proseguito Cesa - che ci possa essere in tutto il Sud uno schieramento di governatori di area di centrodestra perché si possa alzare il tiro anche a livello nazionale sul tema del Mezzogiorno. Da parecchi mesi lavoriamo con gli amici della Federazione della Democrazia cristiana per ricostruite nel nostro Paese un contenitore politico di area democratico-cristiana: vorremmo portare all'interno del Consiglio regionale la difesa dei valori che sono dietro quello scudo crociato e rimettere al centro della politica il tema della famiglia, non come slogan ma come politiche sociali, ambientali, rimettere al centro la persona soprattutto in questo momento di grande difficoltà che vive il nostro Paese e il meridione d'Italia, al quale - ha concluso il segretario dell'Udc - dovremo dedicare una grande attenzione».
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