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Fine isolamento Covid, "no" dei medici ai test rapidi fai-da-te. I sanitari: «Meglio investire sulle professionalità»

I sanitari: «Meglio investire sulle professionalità»

Fine isolamento Covid, "no" dei medici ai test rapidi fai-da-te. I sanitari: «Meglio investire sulle professionalità»
di Andrea TAFURO
4 Minuti di Lettura
Lunedì 17 Gennaio 2022, 07:17 - Ultimo aggiornamento: 17:14

«No all'autotesting in Puglia per iniziare e chiudere l'isolamento Covid. Il cortocircuito registrato anche nella nostra regione nelle operazioni di tracciamento e isolamento si può risolvere implementando l'utilizzo di professionalità adeguate e laboratori di analisi già esistenti, da mettere a disposizione delle collettività». La bocciatura all'iniziativa in partenza dal 19 gennaio in Emilia Romagna, che potrà consentire ai cittadini solo se completamente vaccinati, di avviare o terminare autonomamente le procedure previste per la quarantena  e l'isolamento imposti dal virus, arriva dal presidente nazionale dell'ordine dei medici, Filippo Anelli.

Anelli: «L'autotesting non garantisce il controllo corretto della pandemia»

«La struttura delle Asl è andata in crisi perché i sistemi informatici non erano pronti a sviluppare quegli automatismi che renderebbero molto semplice l'attuale gestione. Tuttavia afferma Anelli - non credo che si possa risolvere il problema attraverso l'autotesting, poiché sebbene questa soluzione funzioni per diverse patologie come il controllo della ipertensione o dei diabetici, in questa fase non garantisce di controllare il corretto andamento della pandemia. L'utilizzo dell'autotesting in modo errato precisa il presidente dei medici italiani - aumenta il rischio di risposte falsamente negative che non risolvono il problema anzi possono sortire l'effetto contrario. Pertanto, credo che si debba puntare sulle competenze e sulle specificità delle professioni. Questo per garantire la sicurezza della salute degli italiani e la certezza dei provvedimenti di salute pubblica da assumere». Un no secco quello espresso dal dottore Filippo Anelli che riguarda anche le procedure improntate per effettuare l'auto-tampone. Con l'autotesting approvato dalla Regione Emilia Romagna, basterà infatti l'esecuzione di un test antigenico rapido nasale a domicilio. Di fatto un tampone fai da te, fra quelli validi che possono essere acquistati in farmacia. Quindi, secondo prime indicazioni, se il test dà esito negativo non accade nulla, se invece dà un risultato positivo occorrerà caricare la foto con l'esito stesso sul Fascicolo sanitario elettronico e così facendo il periodo di isolamento inizia immediatamente. Ma non solo. Tampone fai da te e procedura online che potranno essere utilizzati anche per chiudere l'isolamento, anziché recarsi in farmacia. Uno step, questo del test di guarigione, pare riservato solo ai vaccinati con terza dose.

Asl Lecce, Fedele: «Fai-da-te poco sicuro»

Procedure e tempistiche simili a quelle già in vigore anche in Puglia per i test antiCovid effettuati in strutture autorizzate, e da consolidare secondo il parere del direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asl Lecce, Alberto Fedele. «L'autotesting non mi pare una buona idea. Nella nostra regione stiamo incrementando una serie di iniziative quali drive through, l'impegno dei medici di medicina generale e dei pediatri, la rete delle farmacie e i laboratori accreditati ed autorizzati ad effettuare tamponi, che non richiedono il ricorso a una iniziativa anche poco sicura».

Monopoli (Fimmg): «Autogestione molto più complessa per il paziente»

Sul piano della responsabilità dei cittadini nelle operazioni del tampone fai da te dirige invece l'attenzione il dottore Donato Monopoli, segretario regionale della Fimmg. «Tutto è proponibile ma dipende dal livello di preparazione del paziente ad autogestire il tampone. Autogestione che è diversa e molto più complessa dell'autosegnalazione della positività al virus, che purtroppo non sempre ha funzionato in questi mesi. Meglio quindi la certezza delle soluzioni già presenti». Analisi di Monopoli che interviene infine sui compiti affidati ai medici di famiglia. «A questa emergenza abbiamo risposto e continueremo a rispondere, amplificando oltre ogni limite l'impegno, la presenza e l'abnegazione, ma non può esserci richiesto da parte di chi gestisce il Servizio Sanitario Pubblico di sopperire anche ai ritardi, mancanze, omissioni ed errori di altri servizi. Quindi pur con la massima comprensione per i problemi della popolazione assistita, l'invito è a non chiamare il vostro medico di fiducia per le problematiche burocratiche poiché non può aiutarvi, ma trovereste inoltre più facile e più veloce consultarlo se e quando avrete qualsiasi problema relativo alla vostra salute, perché non bloccato da compiti impropri e di responsabilità altrui».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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