Estate 2024, ondate di calore e temperature sopra la media: le previsioni dei prossimi mesi

Estate 2024, ondate di calore e temperature sopra la media: le previsioni (e come l'Europa si prepara ad affrontarle)
Estate 2024, ondate di calore e temperature sopra la media: le previsioni (e come l'Europa si prepara ad affrontarle)
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Sabato 25 Maggio 2024, 19:44 - Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 14:11

Estate 2024, che tempo farà? Dopo le temperature da record del 2023, la prossima estate si prospetta (se possibile) ancora più calda. Secondo le prime proiezioni, infatti, la stagione in arrivo sarà caratterizzata da un'afa particolarmente intensa, con temperature superiori alla norma per via dell'anticiclone atlantico. Un fatto, questo, che ha già messo in allerta l'Europa, con moltissime città già pronte per difendersi dalle ondate di calore. Tra queste, Parigi e Madrid, che nell'ultimo periodo hanno implementato il progetto di Climate shelter.

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Estate 2023, caldo record

Ce la ricordiamo tutti come un'estate rovente, caratterizzata da un susseguirsi di lunghe ondate di calore. E infatti, secondo gli scienziati, l'estate 2023 è stata la più calda degli ultimi duemila anni nell'emisfero settentrionale. Quasi quattro gradi in più dell'estate più fresca dello stesso periodo. A fare il calcolo, utilizzando le informazioni sul clima del passato custodite negli anelli degli alberi anno dopo anno nel corso di due millenni, sono riusciti gli scienziati dell'Università di Cambridge e dell'Università Johannes Gutenberg di Magonza, dimostrando l'eccezionalità dell'estate scorsa. Il 2023 era già stato segnalato come l'anno più bollente mai registrato, ma le prove strumentali risalgono nella migliore delle ipotesi solo al 1850. Ora i ricercatori sono andati molto più indietro, concludendo che, anche tenendo conto delle variazioni climatiche naturali nel corso di centinaia di anni, l'estate scorsa è la più calda dai tempi dell'Impero Romano, superando di mezzo grado Celsius gli estremi della variabilità climatica naturale. «Quando si guarda a un arco di storia così lungo, si può vedere quanto sia drammatico il recente riscaldamento globale - sottolinea il coautore del lavoro, Ulf Büntgen, del Dipartimento di geografia di Cambridge - Il 2023 è stato un anno eccezionalmente caldo e questa tendenza continuerà a meno che non riduciamo drasticamente le emissioni di gas serra».

I risultati, pubblicati sulla rivista Nature, dimostrano anche che nell'emisfero settentrionale l'accordo di Parigi del 2015 per limitare il riscaldamento a 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali è già stato violato. I dati disponibili sugli anelli degli alberi, incrociati con le prime registrazioni strumentali della temperatura, rivelano che la maggior parte dei periodi più freddi degli ultimi 2.000 anni, come la "piccola era glaciale" nel VI secolo e quella all'inizio del XIX secolo, sono seguiti a grandi eruzioni vulcaniche ricche di zolfo. Queste eruzioni emettono enormi quantità di aerosol nella stratosfera, innescando un rapido raffreddamento della superficie. L'estate più fredda degli ultimi duemila anni risale al 536 d.C., dopo una di queste eruzioni, con una temperatura di quasi 4 gradi C in meno rispetto allo scorso anno.

Le cause

La maggior parte dei periodi più "hot" in questi 2mila anni possono essere attribuite all'influenza di El Niño, ma negli ultimi 60 anni il riscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra ha causato un aumento di questi eventi, con mesi estivi sempre più caldi. Si prevede che l'attuale evento di El Niño continui fino all'inizio dell'estate 2024, che con tutta probabilità batterà nuovi record di temperature. «È vero che il clima cambia continuamente, ma il riscaldamento nel 2023, causato dai gas serra, è ulteriormente amplificato dalle condizioni di El Niño, quindi ci ritroviamo con ondate di calore più lunghe e severe e periodi prolungati di siccità», ha affermato Jan Esper, autore principale dello studio e professore dell'Università Gutenberg di Magonza in Germania. «Se si guarda al quadro generale, si vede quanto sia urgente ridurre immediatamente le emissioni di gas serra», rimarca. La ricerca è stata in parte sostenuta dal Consiglio europeo della ricerca.

Estate 2024, le previsioni

 

Come anticipato, con tutta probabilità l'estate 2024 batterà nuovi record di temperature. Secondo le prime previsioni sulla prossima stagione, infatti, giugno potrebbe risultare più caldo della norma (+0.5-2°C) soprattutto sul versante adriatico. Un fatto, questo, causato dai ripetuti passaggi instabili provenienti da una probabile circolazione cilonica centrata sull’Europa occidentale che potrebbero interessare sopratutto il nord-ovest italiano e parte delle aeree tirreniche, riducendo le velleità anticiclonica ad affermarsi su tutto lo Stivale. A dirlo il meteorologo Ampro (Associazione Meteo Professionisti) Roberto Nanni. Luglio e agosto saranno invece da caldo a molto caldo (+1/+2°C) su buona parte dell’Europa meridionale: questo grazie all’espansione dell’anticiclone atlantico associato però a masse d’aria subtropicali particolarmente energiche (con maggior probabilità di ondate di calore nel mese di luglio e parte di agosto) che saranno destinate a mantenere più asciutti e secchi i settori occidentali europei. 

Quando arriverà l'estate?

Nonostante il maltempo di questi giorni, bisognerà aspettare poco per l'arrivo del caldo. Sempre secondo Roberto Nanni, già dal 29 maggio al 3 giugno potremmo goderci alcune fasi calde pienamente estive. In quei giorni dovrebbe infatti farci visita l’anticiclone nordafricano che interesserà prima il sud e successivamente anche il centro. In questo caso le temperature attese al centro-sud potrebbero toccare i 32-35 gradi. Anche se, al nord, per una fiammata estiva, bisognerà attendere ancora qualche giorno.

Le città europee si preparano al caldo

Secondo uno studio pubblicato sul Nature Communications e riportato dall'Huffingtonpost, il problema delle temperature sempre più elevate e delle ondate di calore sempre più intense e frequenti andrebbe risolto il prima possibile, soprattutto considerando che i settori più fragili della società raramente sono dotati di sistemi di condizionamento. Un nodo, questo, chiamato "cooling poverty", che andrebbe sciolto quanto prima: entro il 2050, infatti, in tutto il mondo fino a 246 milioni di anziani in più rispetto a oggi saranno esposti a livelli pericolosamente alti di calore. Per questo motivo, sempre più città si stanno attrezzando per affrontare le richieste di servizi sociali e sanitari, creando una rete di rifugi e di aree fresche dove sfuggire alle ondate di calore e alle condizioni meteorologiche estreme. A Barcellona, per esempio, gli spazi interni sono attivi tutto l’anno in modo da poter essere sfruttati per far fronte sia al caldo che al freddo. Gli spazi esterni sono attivi solo durante la fase preventiva per le ondate di calore, dal 15 giugno al 15 settembre. I rifugi devono essere facilmente accessibili e sicuri e prevedere comode aree di sosta e acqua gratuita. I parchi urbani, che fanno parte di questa rete, hanno abbondante verde urbano e sono accessibili alle persone a mobilità ridotta e hanno fontane e sedili. Le aree designate come rifugi climatici sono naturalmente gratuite. Parigi, Madrid, Londra, Amsterdam e L’Aia hanno invece implementato negli ultimi dieci anni il progetto dei Climate shelter. Parigi, per esempio, ha trasformato le scuole della capitale in isole di rinfrescamento urbano, coinvolgendo gli studenti nella progettazione e rafforzando i legami sociali. Vegetazione, punti acqua, giochi creativi, luoghi tranquilli e una migliore distribuzione degli spazi.

Anche Roma si attiva

Anche l'Italia si sta muovendo per contrastare le ondate di caldo. A Roma, in particolare, si sta lavorando sul tema dell'isola urbana e delle ondate di calore. «Abbiamo in programma un monitoraggio della temperatura e dell’umidità all'interno dei canyon urbani e lo allargheremo a un monitoraggio continuo dell’intera città», ha spiegato Stefania Argentini, dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, come riportato dall'Huffingtonpost. «Le misure potrebbero essere effettuate ponendo la strumentazione a bordo degli autobus della rete pubblica, su tratte che vanno dal centro alla periferia, sia di giorno che di notte, per misurare la temperatura percepita in differenti contesti ambientali: dal viale alberato alla strada asfaltata, dalle zone ad alta urbanizzazione a quelle rurali. Con una ventina di sensori potremmo ottenere una mappatura della città che terrebbe conto dei vari usi del territorio. Una sperimentazione di questo tipo sarebbe di pubblica utilità ed interessante a fini di ricerca».

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