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Eolico in mare, si valuta l'impatto ambientale per i progetti di Otranto-Leuca e San Cataldo-Brindisi

Eolico in mare, si valuta l'impatto ambientale per i progetti di Otranto-Leuca e San Cataldo-Brindisi
di Donato NUZZACI
4 Minuti di Lettura
Giovedì 5 Maggio 2022, 09:14 - Ultimo aggiornamento: 14:36

È partita la fase relativa allo Studio di impatto ambientale (Sia) del progetto di parco eolico Odra Energia previsto lungo la costa tra Otranto-Castro-Santa Maria di Leuca e, allo stesso tempo, quella per i progetti eolici Kailia Energia tra San Cataldo (Lecce)-Vernole e Brindisi. A farlo sapere sono le aziende proponenti Falck Renewables e BlueFloat Energy che sono al lavoro per valutare tutte le osservazioni pervenute finora nella fase di scoping (consultazione preliminare), richiesta per entrambi i progetti e avviata, in particolare, all'inizio dell'anno per le 90 pale di Odra Energia insieme al deposito presso il ministero della Transizione Ecologica dell'istanza autorizzativa per il parco eolico marino galleggiante nel Canale d'Otranto. Lo scoping è infatti una fase facoltativa finalizzata «ad indirizzare al meglio i contenuti dello studio di impatto ambientale per la successiva procedura di Via (valutazione di impatto ambientale)».

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L'iter amministrativo va avanti


Dunque l'iter amministrativo dei progetti prosegue la sua strada, nonostante le manifestazioni di dissenso registrate nel territorio, e ora affronterà gli ulteriori passaggi ministeriali. A sostegno del parco marino, le aziende evidenziano una serie di attività svolte in Europa nei territori coinvolti dai progetti eolici «dalle cooperative alle turbine comunitarie, dal lending crowdfunding all'idrogeno verde». «Ad esempio - spiegano da Falck Renewables - sono state create in Europa cooperative indipendenti locali per acquistare una quota dell'impianto e ottenere in cambio dividendi su base annua. In Scozia, una delle 15 turbine del parco eolico nella località di Fintry è virtualmente di proprietà della comunità locale che da essa riceve l'energia elettrica. La turbina comunitaria di Fintry è stata esempio di best practice nel rapporto Stimulating Investment in Community Energy pubblicato nel 2020 dall'agenzia International Renewable Energy».

Altre azioni in Sicilia

 

Altre azioni sono state avviate in Sicilia, con il lending crowdfunding per il parco agrivoltaico di Landolina a Scicli (Ragusa), «l'iniziativa si sviluppa attraverso un prestito remunerato in modalità crowdfunding, permettendo in via prioritaria ai cittadini di Scicli di partecipare alla realizzazione e alla vita dell'impianto, ricevendo una remunerazione annuale sul prestito effettuato. La raccolta di fondi - spiegano - è stata un grande successo e ha superato l'obiettivo previsto, ricevendo anche il premio UnipolSai L'Italia che verrà, nell'ambito Territorio. Inoltre, è stato costituito un fondo annuale a sostegno del Comune di Scicli, borse di studio per formare nuove professionalità nel campo delle tecnologie rinnovabili e della sostenibilità energetica».


Falck fa sapere di aver sviluppato pure dei progetti «focalizzati sulle necessità delle amministrazioni pubbliche volti principalmente a ritorni energetici, come la riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica o a Led nelle scuole; servizi per cittadini e turisti, quali hot-spot, monitoring dei parametri ambientali, pannelli informativi multimediali; servizi per la mobilità sostenibile con l'installazione di bike sharing, sensori per piste ciclopedonali o colonnine di ricarica per mezzi pubblici». Accanto a questo, altri progetti per la produzione di idrogeno verde nei territori degli impianti, come in Spagna dove si prevede «l'integrazione del parco eolico di Cabezo San Roque con un elettrolizzatore che destinerà parte dell'energia prodotta dall'impianto alla produzione di idrogeno verde necessario per la decarbonizzazione delle industrie locali».
Se da un lato quindi va avanti l'iter progettuale, lo stesso fa il fronte della protesta.

Continua anche la protesta

A Porto Miggiano domenica mattina si sono ritrovati - a distanza di cinque mesi dal primo sit-in di protesta contro il progetto Odra Energia - associazioni, attivisti, ambientalisti, Pro Loco, i coordinamenti cittadini del Movimento Regione Salento, e poi rappresentanti della Provincia di Lecce e dei Comuni, consiglieri regionali, sindaci, che hanno risposto alla sollecitazione del consigliere regionale Paolo Pagliaro autore di una nuova mozione in Consiglio a Bari. «Siamo delusi - hanno detto - dall'atteggiamento della Regione che non volendo discutere la mozione non si è espressa nel merito e non ha preso una posizione chiara. Questa battaglia contro una centrale gigantesca da 90 pale di quasi 300 metri non è di campanile ma di buonsenso, combattuta per tutelare la bellezza che rischia di essere vittima della violenta aggressione a questo angolo di paradiso».

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