L'intervista/ Emiliano: «Non torniamo indietro. Avanti con lo stop al carbone e i progressi in sanità»

Venerdì 18 Settembre 2020 di Francesco G.GIOFFREDI
Michele Emiliano, governatore e candidato del centrosinistra: è sufficiente evocare il “pericolo delle destre” per compattare i ranghi del centrosinistra? Non percepisce delusione anche nel suo elettorato?
«Il pericolo è tornare indietro di 15 anni. Abbiamo reso la Puglia una regione apprezzata nel mondo, prima nemmeno sapevano dove fosse sulla cartina. No, non percepisco delusione nella mia parte politica, ma grande consapevolezza e motivazione. Semmai a destra, al di là delle comunicazioni ufficiali, il candidato è patito da molti. Sembra poi che una parte dell’elettorato del Movimento 5 stelle farà voto disgiunto votando la lista ed Emiliano come presidente».

È soddisfatto della gestione dell’emergenza Covid? Il tasso di mortalità è più alto rispetto al resto del Sud e il numero dei tamponi è invece basso. Pentito di aver concesso troppe aperture all’inizio dell’estate? Potrebbero aver favorito la circolazione del virus.
«Questo lo dicono i miei avversari, i dati attestano l’ottimo lavoro fatto. Grazie al professor Lopalco, alla Protezione civile regionale e alla nostra sanità pubblica abbiamo tutelato i pugliesi e salvato la vita anche ai nostri fratelli lombardi curati qui. Non si cambia una squadra così. Siamo riusciti a spegnere il pericoloso focolaio dell’azienda di Polignano dove abbiamo isolato 146 positivi al covid tra i dipendenti: proprio in quella fabbrica, giorni fa, il mio avversario, quello che mi vuole far commissariare nella gestione del Covid, è entrato senza mascherina né distanziamento insieme a Giorgia Meloni per fare campagna elettorale. Mentre Fitto sproloquia e parla a vuoto, noi abbiamo gestito la più pericolosa pandemia della storia della Puglia, l’abbiamo gestita bene, con l’aiuto di tutti, con il sacrificio degli operatori sanitari e la capacità di ciascuno di noi di fare il proprio dovere e rispettare le regole. Questa è la Puglia che piace a noi, quella pasticciona e piena di chiacchiere senza senso è quella che piace a Fitto».

Intanto però è stato accusato di aver usato le leve della Regione a scopo elettorale: le stabilizzazioni delle Sanità service con tant odi “sfilata” per la firma, o i bandi degli ultimi giorni.
«Queste accuse arrivano da chi ha determinato nel 2002 un blocco delle assunzioni durato 18 anni e un buco da 700 milioni di euro, con emissione di bond a interessi altissimi. Sempre lui. A causa dei danni che ha provocato quando era presidente ci ha costretti a mandare avanti la nostra sanità con 15mila addetti in meno rispetto all’Emilia Romagna a parità di abitanti. Adesso che siamo riusciti a risanare i conti, ad avere l’ok dal ministero a sbloccare finalmente le assunzioni di nuovi medici, infermieri e operatori sanitari invece di essere contento per la sua regione, parla pure». 

Da cosa intende ripartire, per i prossimi cinque anni? Qual è il tema centrale? «Portare la sanità pugliese ai primi posti in Italia. Decarbonizzare l’ex Ilva di Taranto. Realizzare un grande acquedotto rurale che, utilizzando i nostri depuratori che hanno reso il mare di Puglia il più pulito del paese, faccia la rivoluzione unendo agricoltura e industria nell’immagine del brandPuglia».

E c’è qualcosa, o un settore, in cui ritiene siano stati commessi errori e che perciò richiede un reset o comunque un nuovo approccio?
«Ho sbagliato a scegliere l’assessore all’Agricoltura, lo stesso che ora si ricandida con la destra, ma questo è un problema loro. Un nuovo approccio in tema di politiche agricole è necessario, abbiamo imparato dagli errori passati».

Ecco, capitolo Psr: come intendete recuperare il tempo perso e riuscire a spendere le risorse a rischio disimpegno automatico? Intendete avviare una interlocuzione con l’Ue?
«La stagione buia dei contenziosi che hanno ostacolato il Psr si è finalmente conclusa. Abbiamo sbloccato finanziamenti per centinaia di milioni di euro per le aziende e i giovani che vogliono dedicarsi all’agricoltura. Nemmeno un euro è stato perso, con buona pace di chi si aspettava una perdita dei fondi comunitari o stravolgimenti di graduatorie. Per il futuro: adotteremo un modello di finanziamento che segua logiche più moderne, in grado di sostenere ingenti investimenti in agroindustria. Ecco perché intendo far cadere il muro tra Psr e Fesr e creare una sezione di Puglia Sviluppo dedicata all’agricoltura».

Xylella allarma, e un pezzo di Puglia s’interroga su ricostruzionedelpatrimonio olivicolo e reimpianti. Ma al momento è tutto fermo.
«Un miliardo di euro del recovery fund verrà destinato alle province di Lecce, Brindisi e Taranto per ricostruire il patrimonio paesaggistico e produttivo di quelle aree. Ci sarà un impegno speciale per uscire da questa vicenda e trasformarla da tragedia in opportunità».

La Puglia si avvia all’uscita dal piano operativo sanitario, ma come passerete alla fase2 di riorganizzazione della rete ospedaliera e dei servizi sul territorio? Medicina di prossimità e liste d’attesa, intanto, rappresentano ancora un problema irrisolto.
«La vera battaglia è riequilibrare la distribuzione del fondo sanitario nazionale, solo così potremo avere l’autonomia per intervenire come vogliamo. Ma per farlo bisogna avere i conti in ordine, altrimenti ti dicono che non sai spendere. Dobbiamo insistere sui successi che la sanità pugliese ha avuto in questi cinque anni, abbiamo recuperato dieci posizioni sui livelli essenziali di assistenza, ridotto la spesa farmaceutica, nessun ospedale è stato chiuso, anzi, ne stiamo costruendo 5 nuovi modernissimi. Siamo sulla strada giusta e l’uscita dal piano lo dimostra».

In cinque anni il Consiglio non è riuscito ad approvare il Piano rifiuti: c’è bisogno di un’accelerazione, e soprattutto di nuovi impianti.
«La Puglia, lo dicono i numeri, è un modello virtuoso e ora dobbiamo chiudere il cerchio. A breve inaugureremo l’impianto di compostaggio di Bari e nei prossimi mesi si concluderanno gli iter per realizzarne altri cinque: puntiamo ad abbattere i costi di trattamento, attraverso impianti funzionali al raggiungimento degli obiettivi dell’economia circolare, e realizzando una rete industriale tecnologicamente avanzata che trasformi il rifiuto in risorsa, conferendogli nuova vita, creando ricchezza e riducendo l’utilizzo dimaterieprime».

Fitto accusa: in 15 anni non sono state realizzate nuove infrastrutture. Partendo dalla necessità condivisa di accelerare, per quel che compete alla Regione in che modo intendete farlo?
«Chiacchiere: in 5 anni abbiamo finanziato investimenti per 6 miliardi di euro in infrastrutture, manutenzione del territorio e di strutture pubbliche, difesa dell’ambiente, economia circolare con l’utilizzo dei reflui da depurazione per fini irrigui in agricoltura, viabilità. Adesso lo sguardo è già rivolto alla programmazione 2021-2027 e all’utilizzo degli 8 miliardi del recovery fund».

È però necessaria una accelerazione nella spesa delle risorse europee. E intanto bisogna già redigere il nuovo Por per il ciclo 2021-27.
«Siamo perfettamente in linea con le previsioni di spesa condivise con la Commissione europea che ci pone l’obiettivo di spendere il 100% delle risorse entro dicembre 2023, rispettando il piano finanziario e il cronoprogramma previsto, come confermato dal raggiungimento e superamento di ogni target annuale di spesa».

Manterrà questo assetto di governance, con i Dipartimenti e le tante Agenzie?
«Sì, penso che questo modello garantisca una gestione amministrativa ottimale».

Nominerà tutti gli assessori o terrà deleghe per sé? Rispetto a cinque anni fa, guarderà con maggiore attenzione alle competenze?
«Otto dei dieci assessori devono essere scelti per legge tra i consiglieri eletti. Difficile fare previsioni prima dell’esito delle votazioni».

Proporrà assessorati ai cinque stelle?
«Non mi interessa parlare di poltrone. Piuttosto ragioniamo sui punti in comune. Uno su tutti: la decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto, che vede finalmente Regione e Governo con Pd e M5S sulla stessa posizione: potremmo scrivereuna pagina di storia».

Cosa risponde alle polemiche sul sindaco di Nardò, Pippi Mellone, suo alleato? Chiese la chiusura dell’Anpi, si rifa a una tradizione schiettamente di destra...
«Governiamo bene la Puglia perché siamo una coalizione inclusiva, con idee chiare sulle cose da fare. Mellone è uno dei tanti sindaci che sostengono il nostro programma, scritto dai pugliesi, con i quali abbiamo realizzato opere molto importanti per il territorio. La frase sull’Anpi è stata un errore». © RIPRODUZIONE RISERVATA