Politiche, Conte, Meloni e Carfagna: in Puglia i "big" della politica

Politiche, Conte, Meloni e Carfagna: in Puglia i "big" della politica
di Antonio BUCCI
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Giovedì 1 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:02

Il centrodestra si prepara a mostrare i muscoli e punta al gran finale con Giorgia Meloni, Giuseppe Conte torna in Puglia per un tour de force al fianco del Movimento 5 Stelle e Mara Carfagna si appresta a benedire le liste del terzo polo. Sarà pure colpa di quelle che Lucio Battisti e la Pfm chiamavano “impressioni di settembre” ma, messa alle spalle la soglia psicologica del mese di agosto, anche la campagna elettorale entra nel vivo. Il tam tam sui social annuncia l’arrivo della leader di Fratelli d’Italia a Bari: appuntamento per il tardo pomeriggio di sabato 17 settembre.

L'agenda

Per l’aspirante alla Presidenza del Consiglio è un ritorno - peraltro a brevissima distanza dai messaggi inviati dal palco de “La Piazza” di Ceglie Messapica - ma nel capoluogo ha anche un significato simbolico. E non solo perchè la diretta interessata corre da capolista a Montecitorio proprio a Bari, con alle spalle il coordinatore regionale FdI, Marcello Gemmato. Quella in via Sparano, all’ombra dell’omonima chiesa di San Ferdinando, è la piazza storica di quella parte di campo: lì si chiudono le campagne dei candidati alla fascia tricolore e si lanciano scalate. E vale anche per Palazzo Chigi, tanto più ad una settimana esatta dal fischio finale.


Intanto, già sabato, i partiti della coalizione si ritroveranno insieme per una conferenza stampa congiunta. Forza Italia e Lega hanno già giocato il jolly: Antonio Tajani e Licia Ronzulli – che corre per Palazzo Madama nel listino - da una parte, Matteo Salvini dall’altra, che pure è capolista al Senato e potrebbe lasciare il posto ad Anna Rita Tateo. Oggi è il giorno di Giuseppe Conte ma solo in Capitanata. Prima tappa prevista a San Severo alle 11.30. Nel pomeriggio, Vico del Gargano e Vieste, per poi chiudere la giornata a San Giovanni Rotondo. E ripartire domani dalla sua Volturara, spostandosi a Candela, Cerignola – dove visiterà il centro sociale intitolato a San Pio – e, infine, Manfredonia: «Siamo orgogliosi del suo arrivo in Puglia e del fatto che abbia scelto la nostra regione per candidarsi», gongolano i pentastellati, visto che anche l’ex premier è in cima all’elenco degli aspiranti ad uno scranno alla Camera, nel collegio in questione. Un po’ effetto traino sul voto d’opinione, un po’ un modo per far scattare il seggio alla seconda in listino, Carla Giuliano. Succede nelle stesse ore nelle quali, a presentare la pattuglia di Italexit, è un ex illustre del Movimento, come Gianluigi Paragone, al fianco del regionale Dino Mininno e dei coordinatori provinciali, dal Gargano al Salento. Corsi e ricorsi. La titolare del dicastero per il Mezzogiorno di Mario Draghi - Mara Carfagna - non a caso, guida tutti i listini, ad esclusione di quello senatoriale: è attesa sabato 10, all’“AncheCinema Royal” di Bari per presentare la squadra sotto le insegne del terzo polo. «La candidatura di Mara Carfagna in Puglia è motivo di orgoglio e non lascia equivoci sul modello di Sud che vogliamo: più competitivo, più veloce, più connesso. La “clausola Carfagna”, per cui la ministra si è tanto battuta, prevede la destinazione del 40% delle risorse del Pnrr alle regioni del Mezzogiorno e conferma, ancora una volta, che la crescita dell’Italia sia inscindibilmente legata a quella del Sud», plaude Titti Cinone, numero uno regionale di Azione e in lizza sotto gli scudi di Calenda. 


Per allora, anche il fuoco di fila sul dg Arpal (in aspettativa) Massimo Cassano - in corsa nel capoluogo - potrebbe essersi placato, visto che la prossima settimana, Loredana Capone dovrebbe convocare i capigruppo in Consiglio regionale, per provare a mettere in calendario la ripresa delle attività della massima assise. Se è per questo, il salentino m5s Francesco Mandoi se la prende anche con gli assessori regionali candidati, rei – secondo l’accusa – di correre mantenendo lo status senza lasciare i banchi del governo: «Nessuno di loro ha rinunciato all’incarico regionale. Sono sicuro che non lo faranno, ma la tentazione di usare il potere di cui dispongono per aggiungere voti a quelli su cui già contano, attraverso promesse ed impegni, sarà comunque tanta. Basterebbe applicare la stessa regola che funziona per i sindaci del Comuni oltre 20.000 abitanti. Regola che prevede la incandidabilità o le dimissioni», cita. E nel suo collegio, l’uninominale è appannaggio di Sebastiano Leo, civico e titolare della delega alla formazione di Michele Emiliano. L’unico della Giunta a tentare il salto nella Capitale. Lunedì 12, in quota dem arriva Debora Serracchiani, capogruppo uscente degli onorevoli e di ritorno, dopo la maratona per i candidati alle Comunali di giugno. Nel dubbio, è un florilegio di claim e manifesti: dal “Sono di parte, perchè sono con il mio territorio” di Marco Lacarra al più classico “Un passo avanti insieme, più forte il territorio” di Raffaele Piemontese, fino al più minimal “Scegli”, in linea con la campagna nazionale – peraltro della barese Proforma - solo a citarne alcuni già affissi. Impressioni di settembre, appunto. 

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