Amministrative, Marti (Lega): «In Puglia candidature per tempo. Il centrodestra non lasci il civismo a Emiliano»

Amministrative, Marti (Lega): «In Puglia candidature per tempo. Il centrodestra non lasci il civismo a Emiliano»
di Paola COLACI
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Mercoledì 6 Ottobre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 13:47

Roberto Marti, senatore della Lega e coordinatore del partito in Puglia e Basilicata, andiamo al punto: Matteo Salvini su “Corriere della Sera” ha citato Nardó tra i comuni dove la Lega ha vinto con un proprio sindaco. Quindi Mellone è il vostro candidato o quello del governatore Michele Emiliano?
«A Nardò la Lega elegge tre consiglieri. Ed è, dunque, il principale partito tra quelli che sostengono il progetto politico Pippi Mellone. Del resto, il sindaco uscente e riconfermato è indubbiamente e universalmente riconosciuto come un amministratore i cui valori non sono certo di sinistra. Mellone è apprezzato dalla gente per il suo buon senso. Se, poi, è apprezzato anche da Emiliano vuol dire che rappresenta la scelta migliore in assoluto. E non possiamo che essere contenti di avere un sindaco apprezzato dai cittadini e dallo stesso presidente della Regione, il quale è notoriamente di sinistra».
A non apprezzarlo dunque sono stati gli altri partiti della coalizione: Fratelli d’Italia e Forza Italia che a Nardò hanno puntato su altri candidati?
«Guardi, sul punto intendo essere chiaro: il 6 agosto ho rivolto un appello agli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il centrodestra proprio si sarebbe potuto presentare alle amministrative forte, unito e rigenerato. E avevamo l’opportunità di partire con questo nuovo modello proprio da Nardó, riunendo il centrodestra intorno a un sindaco giovane e diffusamente apprezzato da tutti (anche dagli avversari) come Pippi Mellone. La storia recente ci dimostra che la Lega ci aveva visto giusto. Siamo stati facili ma inascoltati profeti»
Sì, ma anche in qui Comuni come Cerignola nei quali vi siete presentati alle amministrative uniti i risultati non sono arrivati. Il candidato sindaco del centrodestra non è neppure al ballottaggio.
«Forse perché il civismo è diventato preponderante in Puglia come nel resto d’Italia. Ci sono intere coalizioni a base civica dalle quali i partiti sono del tutto assenti. E si creano attorno a progetti locali o singole candidature a sindaco. Partendo da questo dato, ritengo che lo sforzo che dobbiamo fare è quello di allargare al civismo e non lasciare i valori civici di centrodestra in mano a Michele Emiliano».
Al di là del ruolo del civismo, è possibile che il centrodestra anche in Puglia stia pagando il prezzo di una leadership non ancora così definita e delle distanze tra i partiti che lo rappresentano?

«Il centrodestra è maggioranza nel Paese. Nel caso delle amministrative, come ha riconosciuto lo stesso leader Matteo Salvini che è persona chiara e lontana dalle logiche del passato, sicuramente si doveva partire con anticipo rispetto alla scelta dei candidati. I progetti politici vanno costruiti con affidabilità. E su questo il centrodestra deve fare un passo avanti, senza dubbio. Già dal mese prossimo, infatti, anche in Puglia partiremo con l’individuazione di candidature di spessore in vista delle prossime amministrative di maggio 2022. Non commetteremo più l’errore di scegliere un candidato all’ultimo minuto. Rispetto alla leadership, il centrodestra dimostra di avere una ricchezza di uomini e donne di partito significativa e durevole nel tempo. E continua a ruotare su tre pilastri: Matteo Salvini, Giorgia Melone e il presidente Silvio Berlusconi».
Intanto il 17 e 18 ottobre la Lega andrà al ballottaggio a Ruvo di Puglia e a Massafra, in entrambe contro il sindaco uscente c’è possibilità di invertire la rotta della Puglia che vede il centrosinistra affermarsi ovunque?
«Partiamo dal presupposto che la Lega in questa tornata elettorale ha guadagnato tre sindaci e ha eletto circa 36 consiglieri. E a Ruvo di Puglia e Massafra ci giocheremo il ballottaggio con la massima convinzione e forza».
I cinque stelle in Puglia avevano vinto tutti i collegi elettorali nel 2018 con percentuali vicine al 50% oggi considera quel fenomeno ormai superato. La lega come intende recuperare quell’elettorato?
«Che il fenomeno dei 5 stelle sia superato lo dicono i numeri. Ma questi dati vanno analizzati e incamerati dai partiti del territorio come la Lega. E recepire il messaggio dei cittadini che è fondamentale: personalismi e baronati della vecchia politica vanno superati. E la Lega non ha né baroni né sistemi feudali».
Per molti il progetto della Lega al Sud non riesce a decollare. Lei è stato tra i primi a crederci e oggi guida due regioni del Mezzogiorno su cosa ritiene si debba investire e lavorare per tornale al famoso 26% del 2019?
«Per tornare a quel 26% è necessaria una visione chiara del futuro. Il governo Conte ha fatto solo danni. L’attuale governo del premier Mario Draghi sta dando, invece, prova di competenza, efficienza e sicurezza su tutti i fronti. E su questa strada bisogna proseguire».
[FIRMA-RIPROD]P.Col.
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