Edilizia, crescita record nel 2021 e nel 2022 ma dubbi sul prossimo anno. Ance: «Più stabilità»

Edilizia, crescita record nel 2021 e nel 2022 ma dubbi sul prossimo anno. Ance: «Più stabilità»
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Mercoledì 26 Ottobre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:15

Un boom nel biennio 2021-2022 che ha coinvolto e trascinato soprattutto l’economia del Mezzogiorno. Ma il futuro potrebbe non essere così roseo e il grido d’allarme lanciato dall’associazione degli edili riguarda anche la Puglia: per l’anno prossimo si prevede un ritorno del segno negativo con un calo degli investimenti nelle costruzioni. In particolare la riqualificazione degli immobili, con lo scadere degli incentivi per le unifamiliari, subirà una brusca frenata mentre è atteso un incisivo aumento delle opere pubbliche con l’avvio dei cantieri legati al Pnrr anche se il Sud sconta ritardi fisiologici nelle progettazioni.

Questa l’analisi fornita ieri dall’Osservatorio congiunturale dell’Ance che ha confermato quei dati estremamente positivi del comparto che hanno caratterizzato gli ultimi anni soprattutto grazie ai bonus. Ma, parallelamente, l’associazione ha avanzato forti dubbi sulla crescita del settore per il 2023. A confermare questa situazione anche per la nostra regione è Luigi De Santis, presidente dei giovani Ance Puglia: «Il tema dei rincari dei prezzi impatta decisamente sulla nostra situazione. Serve un meccanismo di adeguamento automatico, anche in Puglia abbiamo registrato ottimi numeri ma sul 2023 incombe questa criticità». De Santis, anche vice presidente nazionale gruppo giovani Ance, rimarca la necessità di semplificare le norme: «Qui in Puglia viviamo di incertezze anche per le continue modifiche del Piano Casa. Dobbiamo avere più stabilità per proseguire il trend positivo».

I numeri

Anche perché gli effetti maggiori della ripresa hanno riguardato proprio la componente più fragile del Paese, il Mezzogiorno, dove l’aumento degli occupati dipendenti è stato del 18,6% nel primo semestre del 2022, rispetto all’anno precedente, a fronte di una media nazionale del 12,3%. Ma questi dati confortanti non sono accompagnati da un’efficienza nella progettazione dei macrolavori riguardanti il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La recente Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr del Mims, al 30 settembre 2022, contiene un dato significativo. Evidenzia, con riferimento alle linee di intervento di competenza dello stesso Ministero, che circa il 60% delle amministrazioni locali competenti è ora impegnato nella fase di redazione del progetto definitivo e/o esecutivo, ma questa percentuale scende al 36% nelle regioni del Mezzogiorno mentre è superiore al 90% per quelle del Centro. Un divario ancora più preoccupante se si considera che molti dei nuovi investimenti del Pnrr sono localizzati proprio nelle regioni meridionali.

La limitata capacità amministrativa degli enti rischia di incidere proprio su uno dei principali obiettivi che il Piano intende raggiungere, trasversale a tutte le Missioni individuate, ovvero il recupero delle disuguaglianze territoriali. Inoltre, il caro-materiali sta producendo per il Pnrr un ritardo di 6 mesi. In generale, al 15 ottobre 2022, dei 108 miliardi di euro destinati ad interventi di interesse del settore delle costruzioni, 96 miliardi, pari all’89%, risultano «territorializzati», ovvero per tali finanziamenti è possibile individuare i territori nei quali le risorse europee produrranno effetti in termini di investimenti realizzati. In merito alla distribuzione geografica delle risorse territorializzate, emergono le regioni del Mezzogiorno e del Nord, rispettivamente con 41,4 miliardi (42%) e 40,7 miliardi (41%) di euro, mentre quelle del Centro ricevono 16 miliardi (16%).

Sul fronte dei bonus, l’Ance presto farà una proposta al Governo seria, responsabile e compatibile con le coperture necessarie per far sì che la riqualificazione energetica sia oggetto di un provvedimento strutturale che consenta a famiglie e imprese di pianificare i propri interventi e di programmare il lavoro. In conclusione un messaggio rivolto alla premier Giorgia Meloni, in Parlamento per il suo discorso di insediamento, affinché affronti sin da subito i dossier più urgenti a cominciare dal caro materiali e dal codice appalti.

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