Ecotassa, 50 milioni da restituire: i Comuni dichiarano guerra alla Regione

Venerdì 24 Gennaio 2020 di Paola ANCORA
Sono decine i Comuni di tutta la Puglia pronti a fare causa alla Regione Puglia per ottenere la restituzione di 50 milioni di euro indebitamente pagati a titolo di Ecotassa a partire dal 2014. I giudici del Consiglio di Stato, infatti, hanno stabilito che tutte le amministrazioni comunali che, prima di mandarli in discarica, hanno sottoposto i rifiuti a trattamento negli impianti Tmb hanno diritto a pagare l’Ecotassa nella misura minima di 5,16 euro a tonnellata, come stabilito dalla legge nazionale.

Un principio che, sancito dai giudici di Palazzo Spada sul ricorso presentato da 96 Comuni del Salento, di fatto ha spalancato le porte dei rimborsi per tutte e 257 le municipalità di Puglia. La somma da restituire, qualora tutti i Comuni adissero le vie legali, è enorme e visto che gli Enti locali non possono certo dirsi in periodo di vacche grasse, ottenere qualche centinaia di migliaia di euro per abbassare la pressione fiscale sui cittadini e tirare il fiato è obiettivo che gratificherebbe più di qualche amministrazione comunale. Tanto più che la strada, ormai, è stata spianata dal Salento.

Il Consiglio regionale, pochi giorni fa, ha approvato una mozione presentata dai gruppi di minoranza con la quale impegna la Giunta a valutare la possibilità di procedere alla restituzione di queste somme ai Comuni, ma il presidente Michele Emiliano su quel provvedimento si è astenuto, lasciando aperto qualsiasi scenario possibile. La Giunta regionale potrebbe dare corso alla richiesta dei Comuni, restituendo le somme illegittimamente richieste per gli anni scorsi, oppure potrebbe rimanere inerte, costringendo le amministrazioni che ne abbiano l’intenzione ad avviare nuove battaglie legali davanti alla magistratura amministrativa.

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Di certo la questione è delicata. Applicando correttamente la norma nazionale, fra il 2014 e il 2019 la Regione avrebbe dovuto incassare circa 20 milioni di Ecotassa, quando invece ne ha ottenuti 70, cioè 50 in più.

«C’è da augurarsi – commenta l’avvocato Luigi Quinto, che ha difeso al Tar e al Consiglio di Stato i Comuni del Salento, vincendo – che la Regione prenda finalmente atto del proprio errore nel richiedere ai cittadini pugliesi somme che non erano dovute. Lo hanno affermato i giudici amministrativi e persino la Corte Costituzionale. L’auspicio è che si ponga finalmente fine alla fase di contrapposizione e si passi ad un tavolo di confronto e concertazione tra gli Enti locali, da me sempre auspicato nel corso dei vari contenziosi, ma finora sempre rifiutato dalla Regione, così da pervenire ad una soluzione che possa salvaguardare sia il contenimento della tassazione a carico dei cittadini, sia la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati da conferire in discarica. “Nulla vieta – lo ha detto la Corte Costituzionale - che il sistema di incentivi alla raccolta differenziata e il trattamento fiscale agevolato previsto per gli scarti e i sovvalli coesistano”».

A incalzare la Giunta Emiliano è anche Rocco Palese, di Forza Italia. «E’ incredibile – scrive - l’ostinazione con cui la Regione ha continuato in questi anni a mettere le mani nelle tasche dei cittadini salassandoli con l’Ecotassa dichiarata incostituzionale dalla Consulta già nel 2017. Ora il Governo regionale si rassegni: i soldi che in questi anni sono stati illegittimamente prelevati dalle tasche dei cittadini e che sono finiti nelle tasche dei privati proprietari delle discariche, quando non della criminalità, vanno restituiti. La Regione faccia in modo che, già dalla Tari 2020, i Comuni vengano risarciti e possano quanto prima restituire ai cittadini il maltolto». © RIPRODUZIONE RISERVATA