E-commerce, Puglia in vetta: così si rilanciano le imprese

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Maria Claudia MINERVA

La pandemia mette le ali all'e-commerce. Durante il lockdown molte imprese hanno compreso l'importanza di fare business online: dalle grandi catene al piccolo negozio di quartiere tutto si è trasferito sul digitale, e pure i più refrattari a questa modalità si sono dovuti ricredere. Anche la Puglia, negli ultimi mesi, ha conosciuto un'impennata di aziende e di addetti nell'e-commerce. Un trend che continua la sua scalata con un livello di digitalizzazione che testimonia un buon avanzamento della Regione verso l'utilizzo di tecnologie informatiche nel proprio business e una forte spinta alla crescita competitiva proprio grazie anche alla nascita di imprese innovative.


«Il canale online offre alle imprese, sia grandi che piccole, opportunità di business fino a qualche anno fa inimmaginabili - spiega Davide Stasi, responsabile dell'Osservatorio economico di Aforisma school of management -. Non a caso tra le attività di vendita al dettaglio in progressiva e costante crescita, si distinguono quelle che commercializzano gli articoli da acquistare sulla base di materiale pubblicitario, cataloghi, informazioni disponibili su siti internet».

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La fornitura di servizi via internet è classificata con il codice Ateco 47.91.10 (Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet). In Italia, si contano 25.115 imprese attive, 30.248 sono le localizzazioni e 34.189 addetti. In Puglia, invece, si contano 1.536 imprese, di cui 592 in provincia di Bari, 155 in quella di Brindisi, 225 in quella di Foggia, 367 in quella di Lecce e 197 in quella di Taranto. Sempre nella nostra regione ci sono 1.847 localizzazioni dove sono impiegati 1.945 addetti. Di questi 843 lavorano in provincia di Bari, 163 in quella di Brindisi, 262 in quella di Foggia, 487 in quella di Lecce e 190 in quella di Taranto.


Il successo dell'e-commerce risiede anche nel fatto che l'utente acquista stando comodamente da casa senza spostarsi, motivo per cui questo periodo di chiusure ha favorito l'impennata degli acquisti online. Dall'inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, di cui 1,3 milioni sono arrivati alle piattaforme di acquisto digitale proprio durante l'emergenza sanitaria del Covid-19. In tutto, nel nostro Paese oggi comprano online 29 milioni, mentre fino a febbraio 2020 erano 27. Negli stessi mesi dello scorso anno (da gennaio a maggio 2019), si registravano 700 mila nuovi consumatori, quindi si può dire che nei primi 5 mesi del 2020 il loro numero è pressoché triplicato. Il rischio però ora è che questa modalità di vendita possa fagocitare i piccoli negozi di vicinato, minando le fondamenta di una categoria messa in ginocchio dal virus, come hanno raccontato alcuni imprenditori di successo ieri sempre sul nostro giornale.


Ma l'e-commerce è ormai inarrestabile e i motivi sono molteplici. «Le merci vengono ordinate per corrispondenza, per telefono o direttamente su internet - spiega Stasi -. A seconda delle loro caratteristiche, i prodotti acquistati possono essere scaricati direttamente dalla rete internet o recapitati fisicamente al cliente. Grazie al digitale cade ogni tipo di barriera geografica e temporale (anche le piccole realtà possono oggi espandere il proprio raggio d'azione a livello nazionale e addirittura internazionale) con ricadute ovviamente positive per il fatturato. Si affinano nuove tecnologie e percorsi di acquisto e vendita e l'e-commerce diventa un formidabile strumento di marketing e profilazione, ma anche il canale ideale per erogare informazioni su prodotti-servizi sempre più ricche e complete e rafforzare il rapporto azienda/consumatore. In base alla natura dei soggetti coinvolti è poi possibile distinguere diverse declinazioni del concetto di e-commerce: si parla di Business to Business (B2b) quando la relazione è tra due imprese (una fornitrice e una acquirente) e di Business to Consumer (B2c) quando la relazione è tra un'impresa fornitrice e un consumatore finale».


Si contano almeno sei vantaggi per le aziende se diversificano con l'attività di e-commerce: «il sito di vendita online è sempre aperto e si può acquistare in qualsiasi momento della giornata, senza limiti di giorni e di orario; si possono moltiplicare le possibilità di business, ampliare il bacino di utenza, anche all'estero; si può risparmiare perché i costi di un e-commerce sono più contenuti ed inferiori rispetto ad un negozio tradizionale; si possono pianificare più facilmente le azioni commerciali, comunicando in tempo reale le novità di prodotto, le prossime uscite, le promozioni in corso; si può acquisire una maggiore visibilità, in quanto può contribuire a definire e migliorare l'immagine aziendale - conclude Stasi -. E, ancora, si possono implementare le nuove strategie commerciali, perché attraverso un canale di vendita online si possono monitorare meglio gli acquisti, grazie agli strumenti di web analytics per avere una visione completa dell'andamento delle vendite, ma non solo. Attraverso un sito e-commerce è possibile, infatti, monitorare i percorsi realizzati dagli utenti, i prodotti più visualizzati, le transazioni effettuate e acquisire preziose informazioni per profilare il target».

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