Due focolai e 13 nuovi positivi Convocata la task force «Occorre grande attenzione»

Sabato 25 Luglio 2020 di Vincenzo DAMIANI
Due focolai, uno nel Leccese e uno nel Foggiano, e oltre 70 persone in isolamento precauzionale. Le avvisaglie c'erano già state nei giorni scorsi, ieri è arrivata la conferma se mai ce ne fosse stato bisogno - che il Coronavirus è attivo, circola e torna a spaventare: dopo i 9 casi di giovedì, ieri sono stati registrati altri 13 contagi su 1.901 tamponi processati, ma il bilancio potrebbe essere provvisorio. I 13 casi sono stati rilevati 6 nella provincia di Foggia e 7 in quella di Lecce, c'è stato anche un decesso in Capitanata che porta le vittime complessive del Covid-19 a 549. Ieri il governatore Michele Emiliano ha convocato d'urgenza la task force regionale per fare il punto della situazione, e non si esclude che possano essere adottati nuovi provvedimenti. «Allo stato attuale nella provincia di Lecce, ai 5 casi d'importazione da Paesi extracomunitari, si aggiunge un focolaio di sette casi sviluppati attorno ad un sanitario attualmente ricoverato. I nuovi casi positivi erano già in isolamento in quanto contatti stretti del caso indice. A seguito delle nuove positività il servizio di Igiene Pubblica ha esteso l'indagine epidemiologica per tracciare i contatti e circoscrivere il focolaio», spiega il direttore generale della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo. A Scorrano sono stati chiusi due reparti ospedalieri.

A Bagnolo, dopo aver appreso della positività di un anziani concittadino, il sindaco Irene Chilla ha emanato un'ordinanza per invitare chi fosse stato in contatto con l'uomo ad isolarsi in auto-quarantena cautelativa.
Nel Salento, sino a ieri, erano 16 le persone positive al Covid-19; situazione più complicata nel Foggiano, dove il focolaio riguarda una sessantina di persone.

Puglia: altri 13 casi, 7 in provincia di Lecce. A Scorrano chiusi due reparti ospedalieri

«Un focolaio di Covid-19 spiega il direttore della Asl, Vito Piazzolla - è stato accertato in un comune della provincia di Foggia. Al momento risultano positive cinque persone. Il servizio di Igiene si è immediatamente attivato per ricostruire la catena dei contatti ponendo in isolamento domiciliare circa 60 persone. È in corso l'esecuzione dei tamponi, una parte dei quali ha già dato esito negativo. Su tutte le persone interessate è stata attivata la sorveglianza sanitaria prevista dai protocolli ministeriali e regionali». Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 225.690 test, sono 3.962 i pazienti guariti, 67 i casi attualmente positivi, di cui 11 ricoverati.
«Ho convocato la task force anti Covid, perché i segnali che provengono dal mondo, sono segnali che inducono tutti ad una grande attenzione», ha ammesso Emiliano ieri. «Le regole sono sempre le stesse - ha sottolineato uso delle mascherine, distanze sociali e soprattutto non tenere comportamenti a rischio. Ognuno di noi deve responsabilmente evitare quelle condotte che possono esporre al contagio. Il virus è circolante e attivo. Noi siamo pronti ad affrontare la seconda ondata del Covid, la task force è attiva, con il professor Lopalco, con Vito Montanaro, con la Protezione Civile, con gli istituti di prevenzione. Lunedì firmeremo con le forze dell'ordine l'accordo di collaborazione per utilizzarle nelle indagini epidemiologiche. Siamo pronti ad affrontare la seconda ondata, continuando a vivere».
Secondo i dati del ministero della Salute diffusi ieri, la Puglia è la quinta regione per l'aumento dei contagi nelle ultime 24 ore: la prima è l'Emilia dove se ne sono contati 63. Per la Puglia c'è però un dato positivo che riguarda l'indice di contgiosità, pari a zero (solo Molise e Calabria sono allo stesso livello). «Il virus avverte il professore Pierluigi Lopalco - continua a circolare a bassa intensità, ma circola. Proviamo a scoppiare quanti più palloncini possibile, prima che arrivi l'autunno». L'epidemiologo analizza la situazione utilizzando la metafora dei palloncini: «Dove andranno a finire i palloncini, si interrogava Renato Rascel nel famoso ritornello. E noi ci poniamo una domanda non banale: ma l'estate, che fine fanno i virus del raffreddore? Non vi nascondo che la risposta è complicata - premette - e credo che la pandemia di Covid-19 ci aiuterà a dare risposte più robuste. Sulla stagionalità dei virus respiratori esistono pochi dubbi. Il raffreddore, del resto, si chiama raffreddore per un motivo. In inglese lo chiamano cold', più chiaro di così. È dunque una malattia legata alla stagione fredda. Il freddo, che predispone ad inoculi virali più consistenti, insieme alla ripresa delle attività al chiuso, fa aumentare la circolazione e l'espressione clinica di questi virus».
I timori maggiori restano per l'autunno, quando è prevista la seconda ondata di contagi ma il campanello di allarme è già scattato. Intanto, il governo nazionale ha disposto la quarantena all'arrivo in Italia per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo aver firmato la nuova ordinanza.
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