Dorsale Adriatica Ancona-Lecce, Emiliano: «Spiragli per corridoio europeo ma la battaglia è lunga»

Dorsale Adriatica Ancona-Lecce, Emiliano: «Spiragli per corridoio europeo ma la battaglia è lunga»
di Pierpaolo SPADA
4 Minuti di Lettura
Sabato 13 Novembre 2021, 05:00

L’inglobamento nei corridoi di trasporto europei della dorsale Adriatica Ancona-Lecce appare più vicina, sebbene le resistenze di natura politica e commerciale non facciano mancare il proprio apporto alla battaglia di interessi che anima la rinegoziazione dei perimetri in corso tra Governo e Commissione europea. Anche con riferimento alle cosiddette tratte “trasversali”, quelle poste, cioè, a cavallo dell’asse appenninico. 

Il governatore dell'Abruzzo, Marsilio: «A un passo da un risultato storico»

«Siamo a un passo dall’ottenere un risultato storico: dalle anticipazioni che abbiamo, è altissima la probabilità che, a fine anno, quando la fase negoziale sarà conclusa, l’asse Adriatico sia inserito nel corridoio delle Reti di trasporto trans europee (Ten-T). Siamo alla vigilia dell’esame della nostra proposta. Qualora non dovesse essere accolta, o solo parzialmente, avremmo a disposizione un nuovo ciclo dei fondi europei e le risorse statali aggiuntive che daranno comunque risposte», ha spiegato il presidente dell’Abruzzo, Marco Marsilio, ospite ieri a Bari del Consiglio regionale. Parole nette, espresse al fianco del presidente Michele Emiliano, del collega marchigiano Francesco Acquaroli e dell’assessore molisano al ramo, Quintino Pallante (in sostituzione del presidente Donato Toma), con i quali, dall’ottobre 2020, Marsilio ha messo in piedi una strategia comune ad hoc denominata “Mapp”, dal nome delle quattro regioni. Qualcosa, dunque, si muove.

Emiliano frena: «Spiragli ma la battaglia è lunga»

Ma «la vicenda non è ancora definita, la battaglia è ancora lunga», ha ammesso Emiliano. Senza contare la sfida nella sfida che il Salento è costretto ancora una volta a combattere e rispetto alla quale ieri non vi è stato accenno. Il riferimento è all’effettivo coinvolgimento nella dinamica di inglobamento nei corridoi europei della dorsale Adriatica fino a Brindisi e Lecce. Una questione già oggetto della levata di scudi da parte dei rispettivi territori un mese e mezzo fa, quando emerse chiara la mancata inclusione nella mappatura definita dal ministero dei Trasporti e della mobilità sostenibile. 

La proposta: nel corridoio europeo l'asse da Ancona a Lecce

Un’esclusione tanto evidente da innescare una forte reazione politica, compresa quella del deputato Gianluca Rospi (Coraggio Italia) firmatario della relativa risoluzione approdata in commissione Trasporti alla Camera il 25 settembre. Interpellato sul punto dopo il confronto a Bari, Marsilio - che ha fin qui rappresentato il fronte Jonico-Adriatico nell’interlocuzione con il governo - ha spiegato: «La nostra proposta include l’intero asse, da Ancona a Lecce. So anche che le probabilità sono buone, ma non sono in grado di dire se Bruxelles accoglierà interamente o parzialmente la proposta, potrebbe anche accordare l’estensione dei corridoi al solo asse centrale Ancora-Bari. Bisognerebbe chiederlo al ministero». Già. Ma, al momento, nemmeno la viceministra al Mims, Teresa Bellanova, riesce a far sapere di più: «Il negoziato è in corso e l’obiettivo del ministero, come il mio, è valorizzare il più possibile la linea Adriatica», afferma contattata. Si vedrà.

In gioco il futuro di 7 milioni di abitanti tra Puglia, Abruzzo, Marche e Molise

In gioco c’è il futuro di un bacino di oltre 7 milioni di abitanti, sempre più soggetto a spopolamento e ampliamento del gap competitivo rispetto alla parte tirrenica e centro settentrionale del Paese. Marche, Molise, Abruzzo e Puglia pongono 4 priorità attuative per il ripristino dell’equilibrio: completamento del corridoio Baltico-Adriatico con estensione all’intera dorsale Adriatica-Jonica; ampliamento nord-sud del corridoio Scandinavia-Mediterraneo fino a Lecce; miglioramento del collegamento est-ovest la penisola Iberica, l’Italia centrale e i Balcani occidentali; irrobustimento dei collegamenti portuali. È una strategia che intreccia i percorsi già tracciati con le risorse del Pnrr e quelle stanziate nella legge di Bilancio: «Ora anche l’Europa ha interesse che si sviluppi un’interazione più proficua - ha detto Emiliano - con l’area dei Balcani, con la quale conserviamo intensi scambi». E, ancora: «La A14 - ha aggiunto il presidente Acquaroli (Marche) - deve diventare una lunga autostrada da Ancona a Lecce». Puntuale anche il trasversale riferimento alla velocizzazione della dorsale Adriatica, per la quale proprio Bellanova ha di recente annunciato lo stanziamento in legge di Bilancio di ulteriori 5 miliardi di euro, sebbene il Salento attenda come il pane il piano di fattibilità per l’alta velocità (a 300 km/h) chiesto a Rfi dalla stessa esponente di Italia Viva. Persone, e merci. Allacciata alla leva Zes c’è anche quella della logistica, alla quale i corridoi europei fornirebbe indubbiamente slancio. Lungo la dorsale Adriatica si sta lavorando al ripristino di più scali, ma, in attesa della definizione del quadro europeo, i tempi - vedi il caso Surbo - slittano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA