Docente salentino scrive a Draghi e al ministro Bianchi: «Formiamo studenti più "felici" e futuri imprenditori»

Docente salentino scrive a Draghi e al ministro Bianchi: «Formiamo studenti più "felici" e futuri imprenditori»
di Maria Claudia MINERVA
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Sabato 19 Giugno 2021, 05:00

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. La filosofia di Confucio traduce l’idea di scuola “studente-centrica” del professor Daniele Manni, premiato con il titolo “Docente dell’anno 2020”, che ieri ha scritto al premier Mario Draghi e al ministro Patrizio Bianchi proponendo un modello di istruzione che formi futuri dirigenti e imprenditori. Una scuola che valorizzi, incentivi e acceleri il percorso degli studenti meritevoli e impegnati. E che, allo stesso tempo, abbia la capacità di “attrarre” i distratti, di motivare i meno interessati, di supportare i più fragili, di offrire loro una scuola a misura delle loro passioni e interessi e che contribuisca a rendere le future generazioni più “felici”, grazie all’approfondita e curata opera di orientamento consapevole. 

L'esperienza

Manni, docente di Informatica all’Istituto “Galilei-Costa-Scarambone” di Lecce, ha maturato questa consapevolezza grazie ai 35 anni di esperienza, con gli ultimi 15 passati a incentivare negli studenti l’auto-imprenditorialità. «Ora che l’anno scolastico è terminato e siamo tutti proiettati a re-immaginare quello entrante, anche in virtù di un potenziale periodo post-Covid, mi permetto di esprimere la mia personale visione» scrive il docente, lanciando la sua proposta di una scuola che «non vede il Consiglio di Classe riunirsi esclusivamente tre o quattro volte all’anno per deliberare voti, debiti e bocciature, ma prevede frequenti e brevi incontri online, alla necessità, in cui i docenti, come un’equipe medica, si confrontano e concordano e sperimentano strategie e azioni “ad personam”, allo scopo sia di aiutare i più “deboli” a trovare la scaletta per salire a bordo che di fornire ai più “forti” il carburante potenziato per volare più in alto.

La proposta

Come riuscirci? Integrando le lezioni di tipo tradizionale con micro imprese innovative (startup) ideate e condotte dai suoi studenti. Un metodo che a Manni è valso il Global Teacher Award 2020 (è stato il primo docente italiano a riceverlo), e la nomina di docente dell’anno 2020 da Your Edu Acrtion. In pratica, secondo il docente «il sistema scolastico attuale è perfettamente tarato per creare dipendenti e professionisti, mentre è carente, se non del tutto latitante, nel far crescere un imprenditore. Una buona e sana “educazione all’imprenditorialità” a partire dagli 11 anni - dice il professore - non può che fare del bene, ai giovani e al Paese». Ed ecco, allora, la scuola che diventa «atelier di stimoli per conoscere una molteplicità di mondi»; la scuola che «ascolta gli interessi e le curiosità dei singoli studenti»; la scuola che diventa «palestra in cui sperimentare e crescere nelle varie aree di interesse».
«In qualità di atelier di stimoli, la scuola potrebbe (e dovrebbe) offrire a tutte le alunne e a tutti gli alunni l’opportunità di conoscere un’infinità di mondi che compongono la realtà, il mondo delle arti, della tecnologia, delle scienze, dell’imprenditoria, della moda, dello sport, deella comunicazione, dell’artigianato, dell’agroalimentare, etc. - scrive ancora Manni - attraverso le testimonianze di chi, meglio se giovani, ancor meglio se giovanissimi, in questi mondi ci vive, ci lavora e ne è affascinato e appassionato».

Le esperienze

Le testimonianze possono essere “vive”, con testimonial in presenza, o digitali, raccontate con la tecnica dello storytelling e rapportate a casi e vissuti reali». E proprio come una palestra mette «a disposizione dei propri utenti attrezzature e coach, allo stesso modo la scuola potrebbe (e dovrebbe) poi fornire gli strumenti, i mezzi e le professionalità per avviare laboratori del “fare”» perché solo sperimentando e operando “hands on”, gli alunni avranno modo di verificare se l’interesse è realmente fondato o meno, se non lo fosse, se ne testa un altro.
«Nella vita - conclude il docente - ci sono tre posizioni lavorative: si può essere dipendenti, professionisti o imprenditori. Il sistema scolastico attuale è perfettamente tarato per “creare” dipendenti e professionisti, mentre è carente, se non del tutto latitante, nel far crescere un imprenditore». Invece, in un modello di scuola “studente-centrica” come quella proposta da Manni «una ragazza ed un ragazzo che sceglierà di crescere, specializzarsi e, un domani, di lavorare in un ambito che lo appassiona e lo attrae sarà più felice, sarà migliore e contribuirà a realizzare un mondo migliore, per tutti».

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