Dalla Puglia il carabiniere-eroe per ritrovare il piccolo Nicola, scomparso a 2 anni sul Mugello

Dalla Puglia il carabiniere-eroe per ritrovare il piccolo Nicola, scomparso a 2 anni sul Mugello
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Giovedì 24 Giugno 2021, 10:04 - Ultimo aggiornamento: 13:00

C'è anche la storia di un carabiniere pugliese rientrato dalla licenza apposta per le ricerche, dietro il ritrovamento di Nicola Tanturli, il bimbo di due anni perdutosi boschi di Palazzuolo sul Senio (Firenze) e trovato vivo ieri mattina in una scarpata.
Il bimbo, allontanatosi nella notte tra lunedì e martedì, aveva camminato fino a oltre tre chilometri da casa. Lo ha individuato un giornalista della Rai, Giuseppe Di Tommaso, che aveva deciso di perlustrare a piedi da sé l'unica strada, una sterrata, che dal primo centro abitato, Quadalto, raggiunge le case sparse di Campanara, zona di antichi usi civici dove oggi pochi abitanti praticano agricoltura di montagna tra pascoli, castagneti e faggete. Tra loro anche i genitori di Nicola, apicoltori.

La testimonianza


Le ricerche erano proseguite per tutta la notte, e a testimoniare il lavoro senza sosta dei carabinieri è il Maggiore Michele Arturo, barese, comandante della compagnia carabinieri Borgo San Lorenzo: «Oggi lo volevamo trovare. Ero in licenza in Puglia, sono tornato apposta solo per cercarlo. Mentre eravamo impegnati nelle ricerche, il giornalista che era con noi ha sentito un lamento. Il Comandante della stazione di Scarperia, Danilo Ciccarelli, è sceso a 25 metri di profondità lungo una scarpata complessa, è stato lì che ha visto gli occhioni del bimbo e lo ha salvato». «Quando ha visto il comandante lo ha chiamato “Mamma” - ha detto ancora il carabiniere - lui era la felicità in persona. Siamo tutti emozionati, contenti, e il bimbo è in buone condizioni».

La scomparsa e la paura


Il bimbo era uscito di casa con l'ultima luce estiva e con la luna quasi piena. Il 21 giugno lo avevano messo a letto verso le 18 e avrebbe dovuto dormire dritto fino al mattino dopo. Invece, come ricostruisce il babbo, Leonardo Tanturli, pare abbia emulato il fratellino più grande, 4 anni. Ha raggiunto in altezza la maniglia della porta di casa, tenuta chiusa ma non a chiave, si è aggrappato con un saltello e l'ha aperta. È andato fuori. Era la prima volta che lo faceva, gli è stato facile. Ma non ha chiamato, né cercato i genitori, che erano nell'orto, una ventina di metri appena sotto casa, che si chiama Villetto di Campanara. E non ha fatto abbaiare i cani, Brina e Morgana, i baby sitter lui deputati. Indossando i sandalini con cui è stato ritrovato, e la stessa maglietta rossa con cui i genitori lo avevano coricato, ha infilato la mulattiera in salita, andando verosimilmente a trovare le capre, 100 metri poco sopra, animali dei genitori che lui stesso osserva accudire. Poi non si sa che ha fatto. È sparito per oltre 30 ore da tutti i radar, senza cibo né acqua.
Per le ricerche si sono mobilitate mille persone in due giorni, droni, tecnologie, cani molecolari battendo un'area impervia e semidisabitata senza rintracciare un indizio, un segno qualsiasi. Dov'era stato Nicola? Si era allontanato oltre l'immaginabile per un bimbo di 21 mesi, ha camminato per sentieri e boschi che gli sono familiari. La procura, ieri, aveva aperto un fascicolo per la scomparsa, senza alcun indagato: ora valuterà gli accertamenti dei carabinieri che hanno escluso altre ipotesi rispetto a quella dell'allontanamento.

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