Troppi casi, tracciamento fuori controllo e tamponi a rilento: l'idea di test privati a pagamento

Domenica 18 Ottobre 2020 di Vincenzo DAMIANI

Lo aveva ammesso venerdì scorso il governatore Michele Emiliano, ora lo confermano anche i medici: «Il sistema di tracciamento dei nuovi casi Covid è saltato». Significa che è impossibile ricostruire ogni catena di contagio, ci sono troppi focolai in giro per la Puglia e i dipartimenti di Prevenzione delle Asl, con pochi uomini a disposizione, sono in forte affanno. Centinaia di persone attendono di essere sottoposte al tampone, i tempi si sono dilatati molto, in alcuni casi persino oltre i dieci giorni. Tanti gli studenti che aspettano l'esito del test per poter rientrare a scuola.

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«In Puglia la situazione dei tracciamenti è già fuori controllo. Occorre intervenire subito se si vuole evitare un nuovo lockdown» avverte Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici di Bari. C'è una crescita esponenziale dei contagi ed è diventato impossibile rispondere a tutte le richieste di tamponi che arrivano dai medici. Emiliano ha annunciato venerdì l'intenzione di aumentare i drive-through in Regione ipotizzano di raddoppiarli almeno. Attualmente sono attivi ad Altamura, Noicattaro, Giovinazzo, Alberobello, Bari, cittadella della salute di Lecce, ospedale Panico di Tricase, ospedale Perrino di Brindisi, Massafra, Manduria, Andria, Trani, Bisceglie, Cerignola, Foggia, Torremaggiore, Monte Sant'Angelo, San Marco e Manfredonia. E sino a questa estate sono stati più che sufficienti, ma adesso non bastano più. Ma c'è un'altra soluzione che Emiliano vorrebbe sperimentare, ma prima deve convincere i tecnici del dipartimento Salute: coinvolgere di più i laboratori privati, dando la possibilità ai cittadini, sempre con ricetta medica, di effettuare il tampone anche se non contatto stretto, a pagamento però. I tecnici non sono convinti di questa soluzione, ma il governatore è intenzionato a forzare la mano.

«Quando non si riescono più a tracciare i contatti e a isolare i cluster di epidemia - avverte Anelli - l'unica soluzione per evitare che il sistema sanitario vada in tilt e che succeda da noi ciò che è accaduto a Bergamo, è adottare misure drastiche come una nuova chiusura. I dipartimenti e le Usca hanno migliaia di segnalazioni non processate di casi a rischio Covid, perché non riescono a far fronte all'onda montante dell'epidemia». E nemmeno il tracciamento tramite l'app Immuni è in funzione, perché a oggi il sistema non prevede un protocollo operativo di attivazione del contact tracing tramite l'applicazione. I medici di famiglia, inoltre, segnalano di nuovo la mancanza di dispositivi di protezione individuale: ai medici di medicina generale di Bitonto, per esempio, non sono stati distribuiti. E anche alle Usca e al 118, in prima linea nella gestione del Covid, i Dpi: «Vengono forniti con il contagocce» sostengono i medici di base.

«Se vogliamo evitare misure drastiche occorre intervenire subito - spiega Anelli - serve più personale, a partire dai medici e dagli infermieri. E occorre attivare al più presto tutti i posti letto degli ospedali Covid, oltre a residenze da mettere a disposizione di asintomatici e paucisintomatici per i quali l'isolamento fiduciario non possa avvenire in sicurezza a domicilio. Inoltre, bisogna raddoppiare il numero delle Usca, attingendo se necessario ai medici di medicina generale in formazione». Il numero di tamponi in Puglia è aumentato, arrivando quasi alla soglia dei 6mila ma resta inferiore rispetto alle altre Regioni italiane. Anelli propone anche la possibilità di dare: «Ai medici di famiglia il potere di emettere provvedimenti di isolamento e quarantena per i loro pazienti».

Infine: «Servono tamponi rapidi come strumento di tutela e monitoraggio di tutte le strutture pubbliche, a partire dalle scuole. A somministrarli potrebbero essere unità speciali dedicate a questo compito. Tutte queste misure sono urgenti e indispensabili, se vogliamo riprendere il controllo del tracciamento ed evitare un nuovo lockdown» conclude Anelli.

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