Oltre 2mila ricoveri. Sos dagli ospedali: «Quadro drammatico». Posti letto in Fiera? Sì, ma senza medici e infemieri

Mercoledì 24 Marzo 2021 di Vincenzo DAMIANI

«La situazione negli ospedali è serissima, per non dire drammatica»: il dottor Antonio Amendola, dirigente medico di Anestesia e rianimazione del Policlinico di Bari e segretario regionale del sindacato Aaroi-Emac, è ancora in reparto quando viene contattato. A Bari la guerra al Covid si è trasformata in una battaglia impari: «I pazienti aumentano di giorno in giorno, personale e posti letto no», dice.

I NUMERI


I numeri sono da record e, per usare le parole della presidente del Consiglio regionale pugliese, Loredana Capone, «da brividi, da fare tremare le gambe». Per la prima volta dall'inizio della pandemia di Coronavirus, in Puglia è stato superato il tetto dei 2mila ricoveri. In un solo giorno c'è stata una impennata, con 76 pazienti in più negli ospedali si è passati da 1.935 ammalati in cura nelle strutture sanitarie a 2.011, di cui 224 sono nelle terapie intensive. E anche ieri con 37 nuovi ingressi nelle rianimazioni, la Puglia è stata la seconda regione in Italia dietro la Lombardia (+72) e alla pari con l'Emilia Romagna. La Regione ha chiesto soccorso agli ospedali privati, ma le strutture pubbliche sono sempre più piene e le attese davanti ai pronto soccorso si allungano. Nemmeno l'attivazione della maxi struttura in Fiera del Levante, a Bari, ha migliorato la situazione, anche perché secondo i sindacati Aaroi-Emac, Cisl, Cgil, Uil Fp, Anaao-Assomed, Fials medici, Fvm e Fassid, il centro «non ha aumentato i posti letto» ma «li ha solo dislocati in una struttura decentrata e non ancora organizzata per l'assistenza di pazienti ad alta criticità».

LA RICHIESTA

«Diverse settimane fa - prosegue Amendola - ho chiesto, attraverso una Pec, alla Regione di sapere nel dettaglio quanti fossero i posti letto Covid effettivamente attivati, non ho mai ricevuto risposta né con Pec né con un piccione viaggiatore. Nulla». Secondo il segretario di Aaroi-Emac «i conti non tornano. Ho chiesto dati precisi spiega dopo aver letto che la Regione, tempo fa, aveva trasmesso un aggiornamento al ministero della Salute che avrebbe portato ad un aumento di circa cento posti letto. Ricalcolo ricorda che ci permise di passare da zona arancione a zona gialla. Io non mi ritrovo e volevo capire, è un dato che meriterebbe di essere reso pubblico». Anche perché «i posti letto per essere considerati attivi - spiega Amendola - non basta che ci siano i ventilatori, i letti e i macchinari necessari, servono anche medici e infermieri». Altrimenti quelli sono posti «solo sulla carta», evidenzia. «Per sapere se fuori dal Policlinico di Bari ci sono altri posti letto liberi sono costretto a chiamare i colleghi direttamente», prosegue l'anestesista. E di letti liberi ormai ce ne sono sempre meno e, purtroppo, la situazione è destinata solo a peggiorare: «Non sono un epidemiologo - riprende Amendola - ma considerando che la zona rossa è stata istituita una settimana fa, serviranno almeno altri sette giorni per vedere i primi benefici sul numero dei nuovi positivi. Pe quanto riguarda invece i ricoveri occorrerà ancora più tempo». Quindi, ad essere ottimisti, la pressione sugli ospedali durerà almeno altri 15 giorni, presumibilmente e ammesso che le restrizioni siano efficaci.

L'OSPEDALE IN FIERA E I SINDACATI


In questo scenario, si inseriscono le polemiche mai sopite sull'ospedale in Fiera a Bari. Ieri i sindacati Aaroi-Emac, Cisl, Cgil, Uil Fp, Anaao-Assomed, Fials medici, Fvm e Fassid hanno firmato un documento unitario dopo gli incontri con l'assessore alla Salute, Pier Luigi Lopalco, e il direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro: a loro dire sarebbero «gravi le criticità della sicurezza per i pazienti e per gli operatori che lavorano. La gestione dicono - non è stata mai condivisa con le parti sociali ed ora, con l'urgenza di intervenire, viene chiesto al personale sanitario di operare in condizioni non ottimali e comunque in assenza di un corretto assetto organizzativo. Ci si è reso conto solo dopo che la struttura è stata approntata che non c'era il personale sufficiente da parte del Policlinico di Bari e quindi i vertici regionali hanno pensato di coinvolgere la Asl di Bari e più precisamente l'ospedale San Paolo cui è stato chiesto un contingente di 8 rianimatori ed 8 pneumologi». I sindacati evidenziano che a «novembre era stata approntata una struttura Covid presso il San Paolo chiedendo la collaborazione del professore Angarano. Quella struttura stava funzionando bene e ora di fatto la si riduce notevolmente e quasi la si smantella. I sindacati paventano «episodi di difficile gestione che potranno inevitabilmente comportare eventi che mettono a rischio la sicurezza delle cure e la salute dei pazienti».

Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 10:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA