Contagi in Puglia, Lopalco: «Il picco a Pasqua ma in estate si tornerà alla normalità»

Contagi in Puglia, Lopalco: «Il picco a Pasqua ma in estate si tornerà alla normalità»
di Paola COLACI
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Giovedì 31 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:27

Professore Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all’Università del Salento, da qualche settimana la Puglia è ai primi posti in Italia per incremento dei contagi da Covid e numero di nuovi positivi. Cosa sta accadendo? Stiamo attraversano la quinta ondata della pandemia?
«Per rispondere con una battuta direi che siamo alle prese con un’ondatina. Rispetto alla fase che abbiamo vissuto a gennaio la situazione attuale non solo non è affatto paragonabile ma non si svilupperà con la stessa intensità».

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Tuttavia i nuovi contagi in regione non accennano a diminuire. E così anche il numero dei decessi.
«Questo è vero per una duplice motivazione. Da un lato in Puglia come nel resto d’Italia forse i cittadini hanno abbassato la soglia dell’attenzione. Per altro verso la nuova variante del virus - Omicron 2 - ha preso il sopravvento. Questo combinato disposto di elementi ha determinato una ripresa della circolazione virale. L’ondata di Omicron stava per spegnersi ma ha ritrovato terreno e carburante e si è rimessa a correre».


Già da domani, con l’entrata in vigore delle nuove regole e l’allentamento delle restrizioni, c’è il rischio che il virus torni a riguadagnare terreno?
«Senza dubbio, il rischio c’è. La probabilità che chi è stato infettato da Omicron 1 torni a a reinfettarsi con la variante però è molto bassa. Ecco perché questa variante ora circola soprattutto tra chi non è vaccinato. Una quota di popolazione che rappresenta una minoranza ma che comunque c’è e resiste sopratutto tra i giovani. Tra loro il virus circola e spesso lo fa pericolosamente in maniera asintomatica».

Quindi ritiene sia stato prematuro abolire il green pass rafforzato?

«Passare dalla gestione d’emergenza a quella ordinaria della pandemia è più che giusto. Lo sostengo da tempo. Ma l’ordinario va preparato. Così come, abolire il Green pass rafforzato è un regalo ai no vax. Ecco perché ritengo che in questa fase sia necessario insistere ancora con la campagna vaccinale. Così come, l’isolamento di un positivo è una misura minima da conservare. È più che condivisibile dunque il mantenimento della quarantena di sette giorni per i positivi anche dopo il primo aprile, dopo la fine dello stato di emergenza Covid».

Come gestire, dunque, questa nuova fase all’insegna dell’allentamento delle restrizioni e del ritorno alla normalità senza rischiare una nuova ondata di pandemia?
«L’elemento di forza sta nell’altissima copertura vaccinale che siamo riusciti a raggiungere. Copertura che ha già evitato che Delta e Omicron provocassero un disastro negli ospedali. Guardando al futuro, intanto sarà necessario continuare a vaccinare per convincere chi ancora non lo ha fatto a immunizzarsi. Ma anche e soprattutto, imparare a utilizzare un po’ meglio i farmaci anti-Covid che abbiamo a disposizione. Anche durante l’ondata di Omicron, per esempio, i farmaci virali disponibili che pure sono stati distribuiti in tutte le regioni sono stati utilizzati molto poco. E invece l’uso appropriato potrebbe contribuire ad abbassare l’impatto del virus».

Cosa accadrà nelle prossime settimane? I contagi in Puglia continueranno ad aumentare?
«Sì, il picco dovrebbe essere raggiunto entro Pasqua. Poi fisiologicamente dovremmo assistere a una discesa dei casi. Questa ondata dovrebbe esaurirsi comunque entro la fine di aprile. E la prossima estate dovrebbe essere quella del reale ritorno alla normalità. Non si può, tuttavia, escludere l’imprevisto totale».

Cosa intende dire?
«Mi riferisco al fatto che potremmo ritrovarci a fare i conti con una variabile così lontana e così diversa da Omicron e tale da ignorare completamente l’immunità che è stata costruita grazie alla vaccinazione e alla circolazione di Omicron».

Al netto del Covid, in Puglia sembra essere tornata a circolare l’influenza stagionale. È un dato preoccupante?
«È vero, l’influenza è tornata a riaffacciarsi, complice anche l’allentamento delle misure alle quali facevo riferimento prima. Un’ondata di influenza stagionale a marzo è quantomeno insolita: normalmente, infatti, il picco dei casi si registra a febbraio. Aver tolto le mascherine e aver eliminato il distanziamento sociale, però, ha consentito al virus influenzale di tornare a circolare con forza».
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