In coda davanti alle farmacie per il tampone: «Il sistema informatico è andato in tilt»

Code davanti a una farmacia di Lecce
Code davanti a una farmacia di Lecce
di Massimiliano IAIA
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Martedì 28 Dicembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 18:47

Anche quella di ieri è stata una giornata di code davanti alle farmacie per garantirsi un tampone. I test in Puglia sono stati oltre 25mila: non certo i record stabiliti il 23 e il 24 dicembre - quando era stata raggiunta anche quota 45mila - ma certamente un numero maggiore rispetto alla media delle ultime settimane. Il motivo è presto detto: dopo i pranzi e i cenoni natalizi condivisi con parenti e amici, c’è chi ha voluto sincerarsi sulla propria condizione. E c’è già chi, sempre con il tampone, vuole iniziare a garantirsi un Capodanno sicuro, pur nella “stretta” già decisa dal governo. E a questi si aggiungono tutti coloro che, incontri natalizi a parte, si sono sottoposti al tampone semplicemente perché spaventati dall’escalation dei positivi negli ultimi giorni.

FEDERFARMA

In Italia, secondo il calcolo di Federfarma, in Italia vengono effettuati 700mila tamponi al giorno nelle 14mila farmacie che aderiscono alla campagna, con un incremento del 20% rispetto al periodo precedente alle festività. «Questi numeri sono dovuti al senso di responsabilità delle persone. Chi fa il test vuole esser sicuro di non aver preso il Covid e di non contagiare gli altri. Le farmacie stanno reggendo benissimo alla richiesta, non ci sono criticità», commenta Marco Cossolo, presidente di Federfarma. Già prima delle feste una circolare di Federfarma ai suoi associati invitava alle aperture domenicali, anche solo per il servizio dei tamponi. 
«Bisogna avere tanta pazienza - ha commentato il generale Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza - spesso i cittadini fanno file e file ai Black Friday per acquistare il capo griffato. Giusta la critica, però c’è gente che da due anni tira tutti i giorni, se si è preso un po’ di pausa anche il commissario se ne fa una ragione». 
Le code si sono formate già alle prime ore del mattino, quando le farmacie erano ancora chiuse: in tanti hanno cercato di guadagnarsi un diritto di precedenza, senza dover perdere tutta la mattinata in attesa del tampone. E i farmacisti, dal canto loro, hanno avuto il loro bel daffare a far rispettare il distanziamento tra chi si trovava in fila. 

Ma altri problemi non sono mancati: stando a quanto segnalato dal gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale «ci sono pugliesi che hanno fatto il tampone molecolare alle Asl di appartenenza il 22 o il 23 dicembre e stanno avendo i risultati in queste ore. Se si è negativi si può tirare un sospiro di sollievo, ma in caso contrario siamo di fronte a intere famiglie che si sono riunite in occasione della Vigilia, Natale e Santo Stefano e che ora potrebbero essere tanti piccoli focolai. Tutto questo perché il Sistema informatico regionale per la gestione delle attività di sorveglianza epidemiologica (Iris) in Puglia è in tilt, non riesce a reggere i maxi numeri dei tamponi che vengono fatti e questo chiaramente rende totalmente inefficace ogni tracciamento: come dire che in Puglia ci sono persone positive che non sanno di esserlo e, inconsapevolmente, circolano tranquillamente». «A questo punto - proseguono dall’opposizione - è evidente che anche i dati del Bollettino quotidiano trovano il tempo che trovano. I numeri non corrispondono alla realtà della situazione che viviamo. Su quali sono i rischi conseguenti di questa paralisi del sistema è facile immaginarli, per tutti, tranne che per il presidente Emiliano, assessore alla Sanità».

L'EX ASSESSORE
Intanto, per l’epidemiologo ed ex assessore regionale pugliese alla Salute Pier Luigi Lopalco «le regole del tracciamento e della quarantena vanno subito riscritte». «A mio modesto avviso - osserva - bisognerebbe in questa fase dare la priorità per l’accertamento con il tampone ai sintomatici, in modo da avviare precocemente il trattamento in caso di positività. Ai contatti asintomatici vaccinati prescrivere semplici regole di precauzione per evitare che entrino in contatto stretto con soggetti fragili. Ai contatti non vaccinati, isolamento per 21 giorni senza tampone di conferma». Secondo Lopalco, sarebbe un «errore» affrontare la variante Omicron «con le stesse regole con cui abbiamo affrontato le precedenti varianti». 
Per Lopalco «la corsa al tampone di questi giorni potrebbe produrre l’effetto paradossale di intasare il sistema di tracciamento, distraendo risorse umane che potrebbero essere usate per accelerare le vaccinazioni e dare a centinaia di migliaia di falsi negativi la patente di andare in giro a contagiare».

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