Covid, riapre l'ospedale in Fiera: «Pronto soccorso pieni». L'appello di Palese: «Prudenza, la pandemia non è finita»

Covid, riapre l'ospedale in Fiera: «Pronto soccorso pieni». L'appello di Palese: «Prudenza, la pandemia non è finita»
di Paola ANCORA
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Sabato 19 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 13:31

«I Pronto soccorso sono pieni di persone da ricoverare per Covid. Siamo stati costretti a riaprire ai ricoveri anche l’ospedale in Fiera, perché dal Policlinico ci è stato comunicato che non hanno più posto». Rocco Palese, assessore regionale alla Salute, riassume in poche, efficaci parole il violento colpo di coda che Sars-Cov2 sta assestando alla Puglia. I vertici della Regione, a partire dal presidente Michele Emiliano, sono preoccupati. Ieri, in occasione della Giornata mondiale dedicata alle vittime del Covid - più di sei milioni nel mondo, 157.442 in Italia e 7.850 in Puglia - il governatore ha voluto ricordare che «la pandemia non cessa con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo, ma richiede da parte di tutti attenzione e responsabilità in particolar modo nei confronti di chi è più fragile, proprio nella prospettiva di un progressivo superamento delle restrizioni».

I dati


Bollettino epidemiologico alla mano, Palese ha rincarato: «Il virus circola sulle nostre gambe. La pandemia non è finita, la guerra contro questo nemico insidioso e invisibile non va interrotta». Tanto più nella nostra regione, che insieme a Calabria e Umbria detiene il poco invidiabile primato di una incidenza di casi positivi superiore a 1.000 su 100mila abitanti (precisamente, 1.060,5), con la provincia di Lecce che - nelle ultime settimane - ha più volte registrato il record italiano per numero di contagi giornalieri. Con un 18,8% - lo conferma il monitoraggio settimanale del ministero della Salute - la Puglia ha superato la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei posti letto Covid nei reparti di area medica. Soltanto nelle ultime 24 ore ci sono stati più di 8.500 nuovi contagi accertati e il numero dei morti, con i dieci registrati ieri, sfiora i mille dall’inizio del 2022. Il totale dei positivi è salito a 96.493, confermando che ci troviamo in fase endemica, ovvero all’inizio di una lunga convivenza forzata con Sars-Cov2. «Tra qualche ora - ha detto sempre ieri Emiliano - verrà pubblicato il decreto nel quale l’emergenza pandemica sarà trasformata in gestione endemica dell’epidemia. Saranno richiesti una serie di provvedimenti connessi a questo decreto, che dovrò adottare direttamente. Sarà un passaggio delicatissimo». E lo sarà per due ordini di motivi. 

Le parole dell'assessore


Il primo lo spiega direttamente Palese: «Il virus, purtroppo, non sparisce per decreto e continua a circolare. Nonostante i grandi passi avanti della scienza, non abbiamo ancora una conoscenza esaustiva di come funzioni, ma sappiamo che nel 70% dei casi, a guarigione avvenuta, chi lo ha affrontato soffre di disturbi respiratori, neuro-motori, di perdita di memoria e attacchi d’ansia. Non sappiamo con certezza come si inneschino le varianti né quali effetti abbiano le ultime individuate. Per tutti questi motivi - continua l’assessore regionale -, se vogliamo “mettere in sicurezza” la ripresa di una vita normale e dell’economia, la cautela è d’obbligo». 
La Regione continuerà a non consentire le visite negli ospedali: «Il livello di allerta - chiude Palese - deve restare massimo nei luoghi al chiuso, nelle scuole e nei luoghi frequentati da un alto numero dì persone».
Il secondo motivo per il quale la conclusione dello stato d’emergenza sarà un momento difficile da affrontare è che verranno chiusi, contemporaneamente, tutti i canali di velocizzazione delle pratiche sanitarie che, fino a oggi, hanno snellito il lavoro degli apparati amministrativi e medici delle Asl. Migliaia e migliaia di pratiche, dall’oggi al domani, saranno nulle e andranno aggiornate: piani terapeutici, esenzione ticket, solo per citare due esempi. E la Regione, con le sue articolazioni territoriali, si troverà così a far fronte a una mole straordinaria di lavoro proprio mentre gli ospedali tornano a riempirsi di malati Covid. La primavera si allontana ancora. 

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