Covid, casi in aumento. Lopalco: «Cautela solo per proteggere i fragili»

Covid, casi in aumento. Lopalco: «Cautela solo per proteggere i fragili»
di Paola ANCORA
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Sabato 25 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:11

Professore Pier Luigi Lopalco, lei è epidemiologo e docente di Igiene all’Università del Salento. Molti si chiedono, in questi giorni, come mai nonostante le temperature estive il coronavirus dilaghi senza soste: i mesi caldi ci hanno regalato una tregua, lo scorso anno. Perché stavolta è diverso?
«La risposta è semplice e legata all’arrivo di questa nuova variante, Omicron 5. La calura non è un deterrente alla circolazione virale. Ciò che sta facendo la differenza in questi giorni è la fine della scuola, lo stop al lavoro per tanti andati in ferie e la fisiologica predilezione, in estate, per le attività in gruppo e all’aperto. Così, quando arriva una variante come questa, molto contagiosa, azzera l’effetto “caldo”. Tanto più perché trova una popolazione suscettibile al contagio, reinfettando anche chi è già stato colpito nei mesi passati. Tuttavia va sottolineato che i casi di malattia grave sono molto contenuti».


Questa inattesa ondata estiva, secondo il suo parere, dovrà tradursi in un nuovo giro di vaccinazioni a settembre?
«Dobbiamo aspettare per capire come si evolverà il quadro epidemiologico. Questo anticipo nell’incremento dei casi, che ci si attendeva per l’autunno inoltrato, probabilmente ci aiuterà a spostare in avanti una eventuale, successiva nuova ondata legata a possibili altre varianti o sotto-varianti. È difficile dire ora chi dovrà fare un richiamo del vaccino a settembre. Possiamo soltanto fare delle ipotesi». 


Facciamone una.
«Certamente chi potrà avere un vantaggio dal richiamo sono le persone fragili, le più esposte a questo come ad altri virus. L’esperienza di questi mesi ci insegna che Omicron dà problemi quando raggiunge una persona fragile e senza copertura vaccinale, magari perché l’ultima dose è stata somministrata molto indietro nel tempo. Se posso fare un’ipotesi, ritengo che arriveremo, il prossimo autunno, a una campagna vaccinale molto simile a quella anti-influenzale».


Un quadro, dunque, nel quale saranno i medici di base a contattare i pazienti più esposti e consigliare il vaccino?
«Sì, ritengo arriveremo a questo risultato».


Siamo nella fase endemica di diffusione del Sars-Cov2. Ha ancora senso proteggersi dal dilagare del virus? 
«Una persona in buona salute, che ha ricevuto tre dosi di vaccino, anche qualora infettata andrebbe incontro a rischi molto contenuti. Ma se la stessa persona assiste in casa una persona fragile, un genitore molto anziano o immunodepresso, è bene adotti un comportamento improntato a maggior prudenza perché, una volta contagiata, aiuterebbe il virus a circolare e magari infettare anche quel genitore così fragile. Il rischio individuale per le persone in buona salute è ridotto: la valutazione che va fatta riguarda gli effetti di una malattia sull’assenza dal lavoro e, ancor prima, quelli su chi ci sta intorno». 


Negli Stati Uniti è stata autorizzata la somministrazione del vaccino anche nei bambini al di sotto dei 5 anni. Cosa ne pensa?
«Il vaccino è importantissimo per i bambini che hanno dei problemi e che è bene siano vaccinati subito. Poi è sempre un problema di percentuali: per quanto i casi di malattia grave o di long Covid nei bambini siano piuttosto bassi, se il virus circola ad alta intensità il rischio aumenta, anche quando non si tratta di soggetti a rischio. L’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, non si è ancora espressa sulla somministrazione sotto i 5 anni. Stiamo a vedere per capire anche cosa ne penseranno i pediatri italiani». 


I pugliesi sono in procinto di partire per le ferie. Un consiglio?
«Si può andare in vacanza tranquilli, affrontando i rischi che presenta una qualsiasi altra malattia infettiva. L’importante è essere consapevoli. E, del resto, la consapevolezza e il buon senso sono l’eredità che ci ha lasciato questa pandemia: sfruttiamoli al meglio e guardiamo avanti». 

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