Effetto Covid: negli ospedali pugliesi crollano le operazioni chirurgiche. In un anno 134mila in meno

Effetto Covid: negli ospedali pugliesi crollano le operazioni chirurgiche. In un anno 134mila in meno
di Vincenzo DAMIANI
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Mercoledì 21 Luglio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 15:07

Oltre 134mila interventi programmati in meno nel 2020 rispetto al 2019, 65mila durante il primo lockdown, da marzo a giugno, e 52mila da ottobre a dicembre dell’anno scorso. Numeri record per la Puglia, solamente in Calabria si è registrata una contrazione delle operazioni chirurgiche maggiore: nel 2019 furono 477.648 gli interventi, nell’anno della pandemia Covid-19 solo 343.362, -28,1%. 

I dati allarmanti del report Agenas

Un calo drastico che, certamente, non è imputabile ad un improvviso miglioramento dello stato di salute dei pugliesi, ma alla chiusura forzata dei ricoveri programmati. Cifre che preoccupano e non poco, 134mila interventi non si recuperano dall’oggi al domani, senza contare che si tratta di un dato parziale che non tiene conto del blocco dell’attività da gennaio a maggio 2021. A certificare i danni provocati dall’emergenza sanitaria è il nuovo rapporto dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), numeri da far tremare i polsi, soprattutto per il futuro. Le ripercussioni sullo stato di salute generale dei pugliesi si potranno osservare solamente tra qualche anno, quando gli effetti negativi dei mancati ricoveri, delle operazioni rinviate, degli esami non effettuati e degli screening saltati si manifesteranno. 

La strategia della Regione: monitoraggio con le Asl poi piano di recupero 

In Regione si lavora per cercare di recuperare il tempo perso, il 22 luglio ci sarà una riunione tra il direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro, l’assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco, e i direttori generali delle Asl per fare il punto della situazione sulle liste di attesa. Nella prima settimana di agosto, invece, verrà effettuato un monitoraggio, “un stress test” lo chiama Montanaro, che spiega: «Andremo a misurare, Asl per Asl, quante e quali tipologie di prestazioni sono saltate e sono da riprogrammare, in modo da poter calibrare gli interventi in maniera puntuale e sulla base delle reali esigenze di ogni singolo territorio». Poi bisognerà elaborare un piano: «Sarà fatto a strettissimo giro perché non possiamo permetterci di far trascorrere altro tempo», assicura Montanaro.

La Puglia attende 35 milioni dallo Stato

Nel frattempo, la Regione spera che arrivino le risorse che, a maggio, il governo nazionale ha stanziato nel decreto legge proprio per l’abbattimento delle liste di attesa: si parla di un fondo di circa 500 milioni, se fosse confermato alla Puglia dovrebbero spettare dai 30 ai 35 milioni. Soldi che serviranno per potenziare gli organici nel pubblico, acquistare prestazioni aggiuntive e tenere aperti gli ambulatori anche di sera. 

L'elenco completo delle cure saltate

Difronte c’è l’Everest da scalare, basti pensare che tra marzo e giugno 2020, quelli della piena pandemia Covid, la Puglia ha ridotto del 41,1% i ricoveri urgenti rispetto allo stesso periodo del 2019. In tutto il 2020 rispetto all’anno prima, le prestazioni di specialistica sono diminuite del 28,1% e le visite di controllo del 22,5%. E’ l’eredità - parziale perché riguarda solo il 2020 - che l’emergenza sanitaria prodotta dal coronavirus lascia. Anche nel settore oncologico, nonostante i servizi siano stati garantiti, in Puglia nel 2020, rispetto all’anno prima, sono stati effettuati oltre 45mila screening cervicali in meno (-52,6%); -44.833 screening mammografici (-48,7%); e circa 7.500 screening colorettale in meno. Quasi 100mila esami di prevenzione saltati in un anno e non si conosce ancora quanto l’emergenza sanitaria abbia inciso nel 2021 in termini di visite e controlli saltati. E’ quanto emerge dal rapporto elaborato dall’Osservatorio Nazionale Screening (ONS) che ha monitorato l’andamento dei programmi di screening durante l’epidemia da Coronavirus.

Sospeso anche lo screening

La sospensione delle prestazioni di screening si è verificata nei mesi di marzo e aprile 2020, a partire da maggio i programmi sono stati riattivati. Uno screening tumorale non effettuato potrebbe tradursi in una malattia non diagnosticata per tempo: ad esempio, l’Osservatorio ha calcolato che per quanto riguarda solamente gli screening cervicali, è probabile che non siano stati diagnosticati almeno 18 nuovi pazienti. La situazione peggiora per il settore dello screening mammografico: secondo le stime dell’Osservatorio, 193 carcinomi non sono stati scoperti. Non è possibile fare lo stesso calcolo per lo screening colorettale perché in Puglia sono stati attivati solamente nel secondo semestre del 2019. 
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