Covid, assunzioni e ritardi nel piano per la seconda ondata: inchiesta della Procura di Bari

Domenica 29 Novembre 2020 di Vincenzo DAMIANI

Una inchiesta conoscitiva sulla gestione da parte della Regione e degli ospedali della seconda ondata Covid in Puglia è stata avviata dalla Procura di Bari; il fascicolo, senza indagati e ipotesi di reato, è coordinato al procuratore facente funzione Roberto Rossi. L'indagine è partita in maniera autonoma, da notizie apprese anche dagli organi di informazione: non ci sono esposti alla base degli accertamenti nonostante le denunce presentate da alcuni sindacati e dal Codacons. In particolare, da quanto trapela, la magistratura inquirente si sta concentrando sulle assunzioni del personale sanitario, su modalità e tempi del rafforzamento degli organici ed eventuali ritardi nell'approntare le strategie per arginare la seconda ondata di contagi di coronavirus.


Da marzo ad oggi, la Puglia ha potenziato gli organici degli ospedali inserendo 2.691 operatori sanitari, di questi 530 sono medici e 1.123 infermieri, la restante parte sono tecnici e amministrativi. Ma come sono stati inquadrati e chi sono i medici e infermieri assunti? I dipendenti presi a tempo indeterminato rappresentano una piccola fetta: 74 medici, 73 infermieri e 394 altre figure. Quasi sempre le Asl hanno proceduto con incarichi a tempo determinato, di 6 o 12 mesi e solo adesso sino a tre anni su spinta del dipartimento regionale della Salute. Gli incarichi individuali a tempo determinato sono 49 per i medici, 1.031 per gli infermieri e 387 per altri ruoli. Praticamente, circa 1.500 il triplo rispetto ai contratti a tempo indeterminato. Poi ci sono i rapporti libero professionali, in sostanza le partite Iva: sono ben 233 i medici che sono stati inseriti negli ospedali pugliesi con questa formula, nessun infermiere e 257 altre figure professionali. E ancora: all'appello della Regione Puglia agli operatori sanitari in pensione hanno risposto solamente 18 medici e 19 infermieri. Gli specializzandi sono 35, i medici abilitati alla professione ma non specializzati sono 55. Infine, ci sono 35 medici che stanno lavorando ma con altre tipologie ancora di contratto non specificate.

Una seconda inchiesta, invece, è stata aperta dalla Procura di Trani ma su un episodio specifico: il decesso di una 41enne di Trani, positiva al Covid e morta dopo aver atteso per 11 ore il ricovero. Ieri è stata eseguita nell'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari l'autopsia sul corpo di Antonia Abbatangelo, questo il nome della vittima, morta il 19 novembre all'ospedale Dimiccoli di Barletta dove era stata ricoverata il 13 novembre per le complicanze di una polmonite causata dal Covid e dove, prima di accedere al pronto soccorso, avrebbe aspettato 11 ore. Il pm di Trani Giovanni Lucio Vaira, che coordina l'inchiesta e che ha iscritto nel registro degli indagati 18 medici, ha conferito l'incarico per l'autopsia al medico legale Biagio Solarino e all'anestesista Francesco Bruno. L'esito degli accertamenti si conoscerà tra 90 giorni. La famiglia della vittima, assistita dagli avvocati Francesco Paolo Sisto e Giorgia Di Savino (Studio FPS), ha nominato come consulenti di parte Vincenzo de Filippis e Michele Vacca. L'autopsia e l'analisi della documentazione clinica dovranno accertare causa e tempi del decesso, le condizioni di salute ed eventuali altre patologie pregresse che potrebbero essere state causa o concausa della morte, quale sia stato il decorso clinico che ha condotto alla morte e quali scelte diagnostiche e terapeutiche siano state fatte dai medici che l'hanno avuta in cura, verificando - si legge nel quesito posto ai consulenti dalla Procura eventuali errori diagnostici e omissioni di trattamenti terapeutici, e protocolli medici eventualmente violati.

Ultimo aggiornamento: 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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