Verso l'esame di maturità: «Solo orale, ma l'ammissione non sarà garantita»

Verso l'esame di maturità: «Solo orale, ma l'ammissione non sarà garantita»
di Maria Claudia MINERVA
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Giovedì 18 Marzo 2021, 08:27 - Ultimo aggiornamento: 11:19

«Quella di quest'anno sarà una prova di maturità vera: abbiamo abbandonato l'idea che si lavorava 5 anni e poi arrivava una busta con i temi e si faceva una sorta di lotteria. I ragazzi avranno un mese per poter svolgere il loro lavoro, prepararlo e consegnarlo; la prova inizierà con la discussione di questo lavoro». Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, ha ufficializzato pubblicamente quanto già indicato dalle recenti ordinanze sugli esami di Stato (previsti per il 16 giugno), firmate nei giorni scorsi. Un esame, quello di quest'anno, che ricalcherà a grandi linee quanto già andato in scena dodici mesi fa: un maxi-orale, in presenza, di fronte a una commissione tutta interna, eccetto il presidente, che partirà da un elaborato sulle materie d'indirizzo preparato dal candidato, con un punteggio che valorizzerà più il rendimento dell'intero percorso scolastico che il colloquio finale. Con una differenza: rispetto allo scorso anno l'ammissione all'esame non sarà garantita a tutti. In pratica lo sbarramento dello scrutinio da parte del Consiglio di classe stavolta non sarà evitato.


«È giusto che sia così perché quest'anno la didattica a distanza è diventata una modalità strutturale, nessuno è stato colto di sorpresa - commenta la dirigente scolastica del liceo scientifico Banzi di Lecce - per cui si procederà con lo scrutinio di ammissione, considerando sempre la situazione che si è verificata. Però, stavolta gli studenti che non si sono impegnati nonostante tutti gli strumenti adottati non saranno ammessi. Lo scorso anno c'è stata un'emergenza in senso pieno, perché un conto è che dall'oggi e domani scoppi una pandemia e bisogna correre ai ripari per tamponare, un altro è cominciare l'anno, come di fatto è avvenuto, alla luce di un sistema ormai regolamentato. Ma i nostri pochi alunni che non si sono impegnati a dovere - avverte la preside - sono stati avvisati, anche perché bisogna far capire ai ragazzi che non si può pensare di iscriversi all'Università o cercare un lavoro se non si sono raggiunti determinati requisiti».


Il ministro Bianchi ha confermato che anche il voto di diploma del 2021 sarà costruito con lo stesso metodo adottato un anno fa: più peso al curriculum con cui lo studente arriva all'esame (fino a 60 punti, anziché i classici 40) e meno alla prova finale (massimo 40 punti invece dei 60 previsti a norma di legge). «Giusto dare peso ai cinque anni, il fatto che si sia passati da 40 a 60 crediti crea meno ansia nei ragazzi perché se uno dovesse essere preso dall'emozione ha comunque un paracadute che lo salva se il suo percorso scolastico è stato lineare - sottolinea la dirigente scolastica del liceo classico Palmieri di Lecce, Loredana Di Cuonzo -. Lo scorso anno c'è stata una spinta emotiva, ora si torna ad una situazione più nella norma, con una valutazione che si è consolidata attraverso tutti questi mesi in didattica a distanza». Per la preside Di Cuonzo il modello di maturità sperimentato dallo scorso anno, con la commissione di docenti interni, è da preferire a quello degli anni passati. «L'esame di maturità deve essere una valutazione, tanto vale che lo facciano i prof, che conoscono benissimo i loro studenti. I tempi sono cambiati, dobbiamo capire che non ci sono modelli validi per sempre, dobbiamo imparare da questa situazione a rivalutare cose che prima sembravano inamovibili». Il ministro Bianchi promette anche un rientro in presenza dal primo settembre. «Può essere una proposta credibile, ma se si va avanti con le vaccinazioni in generale - conclude la preside Di Cuonzo -. A questo punto meglio vaccinare tutti e cominciare semmai un mese dopo, ma con la sicurezza che poi si proseguirà senza nessuna interruzione».


«Le affermazioni di principio del ministro sono tutte sottoscrivibili - sottolinea il dirigente scolastico dell'Alberghiero di Santa Cesarea Terme, Paolo Aprile -, ma dobbiamo considerare che la situazione non è ordinaria e noi ne terremo conto, non penalizzeremo i ragazzi. E giusto che non siano ammessi automaticamente come lo scorso anno, quando tutto era ancora sconosciuto, quest'anno c'è stata confidenza con l'attività a distanza e nessuno è stato colto di sorpresa». Resta comunque il disagio vissuto dai ragazzi.
«Tutti ci aspettavamo che l'esame non sarebbe cambiato - afferma la dirigente scolastica del liceo Marzolla Leo Simone Durano di Brindisi, Carmen Taurino - tra l'altro quest'anno gli studenti hanno avuto qualche svantaggio in più rispetto allo scorso anno, perché più di metà del 2020 è stato con lezioni in presenza, cosa che non è accaduta invece quest'anno. In ogni caso, bene la volontà del ministro di applicare il rigore per le ammissioni, è un segnale importante nel solco della qualità dell'istruzione, perché è vero che la pandemia ha messo in difficoltà la scuola, ma è altrettanto vero che gli studenti devono avere le competenze necessarie sia per entrare nel mondo del lavoro che per proseguire con l'Università».

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