Dpcm in arrivo, Puglia verso un sabato “giallo” e una domenica “arancione”: l'attesa fra dubbi e incertezze

Giovedì 14 Gennaio 2021

Rischia di partire con un pasticcio il Dpcm che il governo sta definendo in queste ore e che entrerà in vigore da domenica 17 gennaio. Ed è proprio dalla data che partirebbero i primi problemi, poiché si pensava che le norme del decreto dovessero valere già da sabato 16. Non sarà così, è stato infatti deciso uno slittamento di 24 ore, ma questo farà sì che in alcune regioni si possa correre il rischio di dover rispettare regole diverse nell'arco di uno stesso weekend. E tra queste regioni potrebbe esserci la Puglia, che sabato resta in zona gialla ma che domenica potrebbe finire in zona arancione. L'ultima parola spetterà al report dell'Iss che, come tutti i venerdì, sarà diffuso domani. L'ipotesi è tutt'altro che peregrina, perché i numeri della Puglia sono da rischio alto e perché il governo, attraverso le parole di ieri in Parlamento del ministro della Salute Roberto Speranza, ha annunciato che ci saranno parametri più rigidi per contenere al massimo la diffusione del contagio per i prossimi mesi, in attesa di un miglioramento delle percentuali sulle vaccinazioni.


Speranza ha prima fornito il quadro della situazione contagi, e ne è emersa una fotografia tutt'altro che confortante. «Questa settimana si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica del Paese: aumentano contemporaneamente l'Rt, l'incidenza, il tasso di occupazione delle terapie intensive e i focolai di origine sconosciuta. Partiamo dall'Rt: nel periodo 15-28 dicembre 2020, dopo quattro settimane di decrescita, torna a crescere l'Rt e per la prima volta nell'ultima settimana, dopo sei settimane, il dato è superiore a 1. Già questo dato, preso singolarmente, indica chiaramente che stiamo, molto probabilmente, ad un nuovo cambio di fase: l'epidemia è nuovamente in una fase espansiva. I dati ci dicono che l'Rt, calcolato sui casi sintomatici, è pari a 1,03: tre regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel livello inferiore di valutazione; sei regioni lo superano nel valore medio, una lo raggiunge e tre lo sfiorano. L'incidenza: quella nazionale, a quattordici giorni, torna a crescere dopo alcune settimane di decrescita; negli ultimi quattordici giorni passiamo da 305,47 nuovi casi per 100 mila abitanti nel periodo 14-27 dicembre, a 313,28 nuovi casi nell'arco temporale che va dal 21 dicembre al 3 gennaio. Nonostante la settimana in valutazione sia stata caratterizzata da un numero più basso di tamponi nelle giornate festive, si osserva di nuovo un aumento dell'incidenza nel Paese, che oggi è di 166,02 per 100mila abitanti in una settimana».


Il nuovo provvedimento manterrà le principali misure dell'attuale decreto, prevedendo però criteri che abbasseranno le soglie per l'inserimento delle regioni in zona arancione o rossa. Tra queste, l'abbassamento della soglia dell'Rt e l'intervento sui cosiddetti indici di rischio: con 1 si va automaticamente in zona arancione, con 1,25 in zona rossa. E potrebbero ora finire in arancione anche tutte quelle classificate a rischio alto secondo i 21 parametri. E tra queste potrebbe esserci anche la Puglia. Potrebbe invece restare solo un'indicazione l'attuale regola che consente una volta al giorno a massimo due persone di andare a trovare parenti e amici, così come già avvenuto durante le vacanze di Natale. Restano ancora chiusi gli impianti di sci mentre si apre uno spiraglio sul fronte del turismo culturale di prossimità: i musei potrebbero riaprire nelle regioni in area gialla.


Verrà inoltre confermato il divieto di spostamento tra le regioni, anche quelle gialle, il coprifuoco dalle 22 alle 5 e l'apertura dei ristoranti fino alle 18 nelle zone gialle. Sarà poi introdotto il divieto di vendita d'asporto per i bar a partire dalle 18 per evitare gli assembramenti causati dalla movida. Ma su quest'ultimo punto è ancora aperta una trattativa con le regioni, che chiedono di limitare solo alle bevande il divieto di asporto. Un aspetto che sarà probabilmente deciso in queste ore, dopo l'incontro del governo con le Regioni, convocato dal ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, e a cui parteciperà anche il Commissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri. Lo stato d'emergenza sarà prorogato fino al 30 aprile (anche se il Comitato tecnico-scientifico ne aveva chiesto il prolungamento fino al 31 luglio).


Spuntano però anche opzioni di alleggerimento: il governo ha intenzione infatti di prevedere anche una quarta area, bianca, solo con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1, fermo restando le misure delle mascherine e del distanziamento. Nessuna regione, però, al momento vanta dati tali da poter immaginare una promozione in zona bianca.

Ultimo aggiornamento: 15:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA