Covid, crescono contagi e morti. Diminuiscono i ricoveri, ma in Puglia aumentano i posti occupati nelle Terapie intensive/ La nuova mappa dell'emergenza

Venerdì 4 Dicembre 2020 di Massimiliano IAIA

In Puglia continuano a non vedersi i miglioramenti confermati a livello nazionale. Miglioramenti che, beninteso, per ovvie ragioni non riguardano i decessi, che secondo gli esperti continueranno a essere numerosissimi ancora per un po' di tempo, proprio come avvenne nella prima ondata. Ma se in Italia si assiste a un evidente rallentamento della curva dei contagi, non così in Puglia. Anzi, si fa fatica a trovare anche una sola voce positiva. Aumenta il rapporto percentuale tra positivi e tamponi, crescono i decessi, torna a salire nuovamente il numero dei ricoveri in terapia intensiva, così come cresce ancora quello degli attuali positivi (che dall'inizio della nuova ondata non si è mai attenuato). I più critici si chiedono cosa stia accadendo in Puglia rispetto ad altre regioni, gli altri continuano ad attendere quell'inversione di tendenza che per ora non si vede.

Nelle ultime 24 ore 1.602 nuovi casi su 8.753 tamponi effettuati, per un rapporto percentuale del 18,30%, anche maggiore di quello del giorno prima (17,20%). Tantissimi i nuovi positivi nella provincia di Bari (721), mentre rispetto a mercoledì sono in lievissimo calo i casi della provincia di Taranto (che passano da 174 a 163). Aumentano invece i positivi sia per la provincia di Lecce (135), sia per quella di Brindisi (147). Entrambe, tra l'altro, mercoledì erano in doppia cifra. A completare i positivi nel bollettino regionale di ieri, i 177 per Bat, i 250 della provincia di Foggia, e i 14 residenti fuori regione.

I decessi sono stati 42: non è un record (il triste primato è stato raggiunto il 24 e il 26 novembre, con 52 morti), ma si tratta sicuramente di un dato molto preoccupante, per di più in aumento rispetto alle 29 vittime del bollettino di mercoledì. Più della metà dei morti di ieri riguardano la provincia di Bari (24), sei a Foggia, tre a Lecce, due a testa per Brindisi e Taranto, quattro nella Bat e un residente fuori regione. Il numero totale delle vittime sale così a 1.588.

I guariti di ieri sono 541, comunque meno rispetto ai 645 di mercoledì, ma c'è anche un altro dato che continua a scoraggiare: se da un lato, infatti, continua a diminuire il numero dei ricoverati - scesi da 1.889 ai 1.847 -, dall'altro sono invece in aumento i posti occupati nelle terapie intensive (+33, ieri l'aumento più alto in Italia). Sono ancora in crescita anche gli attuali positivi, che raggiungono quota 41.749.

Sale a 17 il numero degli anziani deceduti nella Rssa Regina Pacis di Monopoli dove a metà novembre è scoppiato un focolaio con 56 casi positivi. Attualmente gli anziani ancora positivi sono 31, sei dei quali sono ricoverati, un altro è stato dimesso e sette residenti nella struttura si sono negativizzati.

Oggi si decide sull'eventuale cambio di colore per la Puglia. Regione che da molti, finanche alla vigilia, è stata indicata come prossima zona gialla, sebbene gli attuali numeri indichino ben altri scenari. Nel pomeriggio di ieri, l'assessore regionale alla Sanità Pierluigi Lopalco ha però affermato: «Stiamo aspettando la decisione del ministero, siamo in una situazione intermedia con molti indicatori che migliorano, primo fra tutti l'Rt che è sotto l'1. Siamo in situazione di compressione della curva dei contagi e i numeri potrebbero far diventare la Puglia gialla». «Da assessore alla Salute - ha però poi ammesso - preferirei restare in zona arancione perché ho il terrore del libera tutti. Il problema è il messaggio comunicativo, bisogna fare attenzione a non far passare il messaggio che essere in zona gialla significa che non c'è più pericolo». Insorge il centrodestra: «La gestione della seconda ondata in Puglia da parte di Emiliano è stata un vero e proprio disastro, causato da una inqualificabile sequenza di errori della Regione sotto la guida di quella sinistra che da oltre 15 anni sta devastando la sanità pugliese», dice la deputata pugliese della Lega Anna Rita Tateo.

Per l'Italia, quello di ieri è stato il giorno più nero sul fronte dei decessi: 993, il dato più alto dall'inizio della pandemia. Finora il triste primato risaliva al 27 marzo, con 969 morti in 24 ore. Per quanto riguarda i contagi, i numeri forniti ieri dal Ministero della Salute indicano che i tamponi risultati positivi nell'ultima giornata sono stati 23.225, contro i 20.709 di mercoledì ma resta stabile, al 10,2%, l'incidenza delle nuove persone risultate positive al Covid rispetto ai 226.729 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. Gli attualmente positivi sono 759.982 (-1.248), i guariti e dimessi 846.809 (+23.474). In relazione all'ospedalizzazione, i pazienti che si trovano in terapia intensiva sono 3.597 (19 meno di mercoledì).

Ultimo aggiornamento: 10:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA