Da Taranto ad Alberobello, torna l'allarme nelle Rsa: «Pronti a nuove restrizioni»

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Vincenzo DAMIANI

Le Rsa e le case di riposo tornano ad essere un anello debole, nonostante precauzioni e regole rigide. Con l'aumento dei contagi da coronavirus, tornano a riaccendersi i focolai un po' in tutte le province, l'ultimo ad Alberobello: ieri un anziano della casa di riposo Fondazione Giovanni XXIII, positivo al Covid-19, è stato trasferito in ospedale dopo il peggioramento delle sue condizioni. Mercoledì nella struttura sono stati diagnosticati 71 casi di contagio, 59 pazienti e 12 operatori, l'Asl di Bari ha commissariato il centro inviando una Usca, l'Unità speciale di assistenza, che è subentrata nella gestione. Saranno i medici e infermieri ad assistere i tre anziani non contagiati.

Alberobello, quasi lockdown: chiuse scuole e uffici, sospese le attività sportive. Nella Rsa 71 contagi


Ma prima di Alberobello, dopo l'estate, ci sono stati focolai nel Tarantino, in provincia di Foggia e a Bari. Al momento, la Regione Puglia non ha intenzione di inasprire le misure di sicurezza con, ad esempio, il divieto di visite, ma lascia ai centri la valutazione caso per caso, fermo restando il rispetto del decalogo approvato lo scorso giugno, quando le strutture erano state riaperte dopo il lockdown. Visite contingentate, un parente alla volta e massimo un incontro al giorno con obbligo di indossare alcuni dispositivi di sicurezza, dalle mascherine ai guanti, evitando contatti con altri ospiti della struttura: sono alcune delle indicazioni inserite nei protocolli di sicurezza per evitare contagi di coronavirus durante le visite dei familiari agli ospiti delle Rsa e delle case di riposo pugliesi.


Il dipartimento Salute ha stabilito delle regole anti Covid durante gli incontri: nelle Rsa o case di riposo è consentito l'ingresso di una sola persona, che deve essere munita di mascherina e guanti che non dovrà mai togliere durante la visita. In linea generale, è consentita una sola visita al giorno ad orario prefissato ma possono esserci delle eccezioni. Inoltre, sono previsti i cosiddetti percorsi puliti per evitare il contatto con altri ospiti delle strutture. È necessario mantenere il distanziamento e, al termine della visita, la stanza o l'area deve essere igienizzata. «Sono regole ben precise che riducono il rischio spiega il direttore del dipartimento Vito Montanaro prescrizioni rigide che devono essere rispettate. Per ora non ci saranno ulteriori restrizioni, ma siamo pronti ad intervenire come fatto ad Alberobello se dovesse essere necessario, sostituendoci temporaneamente nella gestione». Prima di Alberobello, c'è stato il caso della residenza Villa Genusia di Ginosa, dove il focolaio è stato azzerato dopo diverse settimane di lavoro. Ad annunciarlo la dottoressa Rosmina Venere, medico responsabile del settore coronavirus della medesima struttura: «Dal 14 ottobre scorso - precisa - dopo quella grigia, è stata chiusa anche la zona rossa in quanto i restanti ospiti positivi al Covid si sono negativizzati. Sempre dallo stesso giorno, sono rientrati gli ospiti guariti che erano ricoverati al San Giuseppe Moscati di Taranto. Villa Genusia, quindi, è ritornata ad essere struttura pulita, sicura e sanificata». Undici gli ospiti di Villa Genusia che sono deceduti.

Poi ci sono stati contagi diffusi nel Foggiano, nella Rsa Pia Unione Amici di Lourdes di Foggia, dove un paziente di appena 40 anni, con patologie pregresse, è deceduto. Qualche settimana prima, a settembre, 40 persone - 40 pazienti e 9 operatori sono risultate positive al Covid all'interno del centro di riabilitazione Universo Salute Don Uva sempre a Foggia. A Bari, nella Rsa Oasi Santa Fara, il coronavirus ha contagiato 35 persone, di cui 20 pazienti. Lo scorso settembre, la Procura barese ha aperto anche un'inchiesta dopo il deposito di alcune denunce. L'indagine, delegata ai carabinieri del Nas e alla guardia di finanza e coordinata dal procuratore aggiunto di Bari Roberto Rossi, è senza indagati e ipotesi di reato e riguarda quattro strutture, il centro per anziani Don Guanella e la Rssa Villa Giovanna di Bari, il centro Nuova Fenice di Noicattaro e il centro di riabilitazione Giovanni Paolo II di Putignano, dove nei mesi scorsi complessivamente gli ospiti contagiati sono stati più di cento.

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