Covid, è allarme dell'Iss: la Puglia è l'unica regione ad alto rischio

Covid, è allarme dell'Iss: la Puglia è l'unica regione ad alto rischio
di Giuseppe ANDRIANI
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Lunedì 31 Ottobre 2022, 10:14 - Ultimo aggiornamento: 16:54

La Puglia è l'unica regione italiana a essere classificata a «rischio alto» per il covid nell'ultimo report dell'Istituto Superiore della Sanità. Il bollettino è settimanale, ma i dati si riferiscono ai giorni compresi tra il 17 e il 23 ottobre. A far scattare la classificazione alta - mentre le altre regioni sono retrocesse nel limbo del moderato - le due allerte di resilienza e i sei focolai. In quella settimana i nuovi casi erano stati 9.294 (il saldo tra i guariti e i nuovi positivi).

Il report dell'Istituto superiore di sanità


Per il report dell'Iss la sola Puglia resta a rischio alto, mentre Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Sardegna, Sicilia e Toscana entrano nella fascia del rischio moderato, e le restanti tredici regioni sono invece a rischio basso.


In un quadro tutto sommato in leggero miglioramento dal punto di vista nazionale, la Puglia fa eccezione. E in questo caso non in senso positivo. «Si conferma - è la lettura dell'Istituto Superiore di Sanità nell'ultimo report - la diminuzione dell'incidenza di nuovi casi di infezione da covid in Italia. Rimane contenuto l'impatto sugli ospedali con tassi di occupazione dei posti letto nelle aree mediche e in Terapia Intensiva sostanzialmente stabili o in diminuzione. Si ribadisce la necessità di continuare ad adottare le misure comportamentali individuali e collettive previste e/o raccomandate, l'uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani e ponendo attenzione alle situazioni di assembramento. L'elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a mitigare l'impatto clinico dell'epidemia».

I medici no vax 


Per altro, mentre infuria la polemica sui medici no vax, dalla Regione fanno sapere che in quasi tutte le province pugliesi nell'ultimo mese c'è stato un incremento delle vaccinazioni. A metà ottobre, a Bari c'è stato un aumento del 20% di vaccini erogati, con una prevalenza di quarte dosi e di vaccino bivalente. Solo tra coloro che fanno riferimento all'Asl Bari, infatti, in 843mila hanno già completato il proprio ciclo vaccinale.
A Brindisi la direzione sanitaria ha annunciato che oltre l'87% dei residenti tra il capoluogo e i comuni della provincia si sono sottoposti a tutti i richiami per le vaccinazioni e che la media, dall'inizio delle somministrazioni, è di 1.565 dosi al giorno. Buoni numeri anche da parte della Asl di Taranto che fa sapere nell'ultima settimana di ottobre, di aver somministrato 2.110 quarte e addirittura dieci prime dosi.


E sull'ultimo richiamo, la Puglia è in recupero. Non era partita bene la somministrazione delle quarte dosi, poi la svolta, per altro recente e legata alle ultime settimane. Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose è, secondo il report redatto da Gimbe appena due giorni fa, salito al 15,3% rispetto al 14,2% della scorsa settimana, un incremento dell'1,1%. Anche se la media nazionale è ben più alta, al 21,4%. La percentuale di popolazione con più di cinque anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino è pari al 7,9%, ed è più bassa rispetto a quanto avviene nel resto del Paese 10,4%. La percentuale di popolazione over 5 che non ha ricevuto la terza dose di vaccino è pari al 10,3%, in linea con il dato nazionale, che si attesta sul 10,7%.
I numeri dell'Istituto Superiore della Sanità invitano, così come del resto già spiegano spesso i medici, a non abbassare la guardia. La Puglia è l'unica regione a rischio alto, e sebbene il Covid non spaventi più come qualche mese fa, il dato resta comunque significativo e allarmante. I consigli sono quelli di sempre, la pandemia non è un lontano ricordo. Anzi.

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