Lezioni on line, fra luci e ombre: «Sforzi per raggiungere tutti»

Sabato 21 Marzo 2020 di Serena COSTA

Comunità educanti ai blocchi di partenza: nel Salento così come nel resto del Paese la scuola si trova alle prese improvvisamente con la teledidattica, in un contesto in cui - dati alla mano - il 25% degli alunni non riesce accedere alle lezioni on line. Le scuole corrono ai ripari. E così, i docenti stanno supportando i loro colleghi per il digital divide con il peer to peer, gli alunni si collegano per lo più con gli smartphone e i dirigenti scolastici forniscono i tablet a chi proprio non ha alcuno strumento.

Qualche problema, soprattutto all’inizio, c’è stato: in particolare nelle scuole elementari e medie, le famiglie hanno incontrato qualche difficoltà nel gestire questa sconosciuta che è la teledidattica, ma col passare del tempo le cose sono via via migliorate. Se il problema persiste, riguarda per lo più le famiglie che patiscono situazioni di disagio socio-economico, ma c’è un grande sforzo da parte di tutte le scuole nel superare le difficoltà.

All’Istituto tecnico “Deledda”, su 1.200 alunni solo 10 hanno problemi di connessione. Lo assicura Marina Totaro, docente di Italiano e storia, coordinatrice del Team per la rendicontazione sociale: «La cosa che mi ha colpito di più è stata percepire il profondo senso di consapevolezza da parte degli studenti che la sospensione delle lezioni non si trattava di una vacanza. Specialmente i ragazzi della quinta sentono la responsabilità degli esami di Stato. In tempi brevi, abbiamo messo su una task force per permettere al 100% degli studenti di avere il loro account di Gsuite e accedere alle classroom. Il 99% di loro è dotato di strumenti tecnologici: chi non ha il pc riesce a seguire le lezioni con gli smartphone.

I pochissimi che hanno avuto grossi problemi, stanno ricevendo i tablet in dotazione alla scuola. E anche i docenti delle materie laboratoriali si stanno attivando perché anche nelle loro discipline siano svolte attività a distanza». All’Istituto alberghiero “Presta-Columella”, solo lo 0,5% dei ragazzi non è riuscito finora a connettersi. Lo spiega Alessandra Cassar, animatrice digitale dell’istituto: «Dal nostro sondaggio interno emanato l’altro ieri sull’opinione dei ragazzi sulla didattica a distanza, risulta che, su 434 risposte, il 66% si collega con lo smartphone, il 30% col pc e solo lo 0,5% non riesce a connettersi. I principali problemi tecnici riguardano la scarsa performance della connessione e il 50% dei ragazzi ha espresso un giudizio positivo sull’esperienza in generale. Una cosa che fa riflettere è che molti di loro preferiscono studiare sui testi, invece delle videolezioni. Tra le 196 osservazioni personali, emerge che ai ragazzi manca tanto la scuola e il rapporto diretto coi professori, ma che lo studio tramite gli strumenti informatici aiuta a distrarre l’attenzione dall’emergenza Coronavirus: insomma, non vogliono essere abbandonati e con questa pandemia, sembra che abbiano riscoperto il gusto di far parte di una comunità».

Nessun assente nelle classi di Laura Pedone, docente di Storia e filosofia del liceo scientifico “Banzi-Bazoli”: «Secondo la mia esperienza, le cose stanno andando bene, anche se a volte abbiamo incontrato qualche problema tecnico. Ma i ragazzi si collegano tutti e ci sentiamo anche viaWhatsapp semplicemente per parlare, per ascoltare le loro esigenze e le loro paure. E poi ci confrontiamo costantemente con i rappresentanti di classe». Pochi assenti nelle classi di Antonio Ricciato, docente di Economia aziendale dell’Ites “Olivetti”, che sottolinea: «Ieri, in quinta classe su 23 ne mancavano solo 3 ed è un trend accettabile: uno di loro mi ha spiegato che doveva dividersi il pc col fratello. È importante utilizzare gli strumenti giusti: consiglio a tutti i colleghi di avvalersi di piattaforme che permettono di visualizzare in contemporanea tutti i ragazzi, affinché questi ultimi si sentano coinvolti».

Anche alle elementari le lezioni on line procedono bene. «Su 654 bambini, solo 9 non sono riusciti a connettersi – spiega Maria Antonietta Caus, animatrice digitale del Quinto Circolo didattico “Livio Tempesta” –. I bambini stanno rispondendo abbastanza bene e praticamente tutti fruiscono del materiale che inseriamo in piattaforma. Carichiamo i materiali, assegniamo i compiti, i piccoli alunni ce li inviano completati e noi li restituiamo corretti. Certo, è difficile poter tenere video-lezioni con i bambini, perché devono essere assistiti dai genitori e ciò non è sempre possibile». © RIPRODUZIONE RISER

Ultimo aggiornamento: 15:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA