La previsione: mille casi in Puglia. La Regione vara il piano: «Ospedali solo per il virus»

Lunedì 9 Marzo 2020 di Vincenzo DAMIANI

Rallentano i casi di positività al coronavirus, rispetto ai 15 di sabato ieri se ne sono contati solamente cinque su 108 tamponi effettuati: quattro in provincia di Lecce e uno nel Foggiano, per un totale di 44 pazienti, inclusi tre decessi. Ma la Regione, immaginando che il picco possa arrivare entro le prossime 2-3 settimane con un bilancio di mille ammalati, si prepara al peggio e per questo ha deciso di bloccare tutti i ricoveri, esami e visite programmate, cioè quelle non urgenti e rinviabili. Una scelta presa per conservare posti letto e concentrare l'attività di medici e laboratori sull'emergenza coronavirus. Quindi, sino al 31 marzo ma potrebbero esserci delle proroghe se dovesse essere necessario - stop ai ricoveri programmati sia medici che chirurgici negli ospedali della Puglia e sospensione delle visite ambulatoriali, esami strumentali diagnostici e/o operativi, day service, diagnostica laboratoristica.

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Lo ha deciso il direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro, che ha firmato ieri la circolare. I provvedimenti sono stati adottati considerando «l'emergenza sanitaria determinata dall'infezione CoViD-19 si legge nel documento - ed i conseguenti risvolti sull'assistenza ospedaliera che potrebbero determinare un brusco incremento dei ricoveri urgenti, anche in analogia a quanto si sta verificando in altre regioni italiane, e al fine di garantire la disponibilità di un congruo numero di posti letto sia nelle degenze mediche che chirurgiche».

Proseguiranno solamente i ricoveri urgenti provenienti dal pronto soccorso, la sospensione non si attua per i pazienti oncologici. Per quanto riguarda visite ed esami saranno garantiti quelli urgenti, anche in questo caso lo stop non riguarda gli ammalati di tumore. Si svolgeranno regolarmente le donazioni di sangue, anzi la Regione lancia un appello perché le scorte sono in forte calo e si va verso l'esaurimento in tutta Italia. A partire da oggi, è prevista inoltre la sospensione temporanea delle operazioni di sportello all'interno dei Centri unici di prenotazione per evitare la sosta dei pazienti nelle sale di aspetto e davanti agli sportelli, fatta eccezione per i pagamenti dei ticket relativi a prestazioni urgenti. Prenotazioni, disdette e pagamenti si potranno eseguire solo telematicamente, collegandosi al sito www.salute.puglia.it, oppure telefonicamente.

Si svolgeranno regolarmente i piani terapeutici, le somministrazioni di farmacoterapia e tutte quelle prestazioni che non si possono rimandare in quanto potrebbero procurare un potenziale danno al paziente, quali ad esempio dialisi, terapie oncologiche-chemioterapiche, Pet-Tac, radioterapia, e naturalmente tutti gli esami, le visite ed ogni altra prestazione connessa alla procreazione, alla nascita ed alla diagnosi prenatale ed al parto. Per ridurre ogni rischio di contagio, sono già in vigore provvedimenti per la riduzione degli ingressi in ospedali e ambulatori. L'accesso ai reparti di ricovero è consentito esclusivamente durante l'orario di visita ad un solo visitatore per paziente al giorno. Stesse limitazioni negli ambulatori, dove è garantito l'accesso ad un solo accompagnatore per paziente. Negato l'ingresso anche agli informatori scientifici, salvo casi urgenti per l'utilizzo corretto di un farmaco o dispositivo; ai tirocinanti, con eccezione dei medici specializzanti e i medici di medicina generale in formazione; e ai volontari. Insomma, ospedali e reparti blindati per preservare pazienti e operatori sanitari.

Secondo le previsioni della Regione, in Puglia potremmo avere mille contagiati, di questi il 15% avrà bisogno della terapia intensiva, quindi circa 150. Se la stima fosse corretta, il sistema sanitario regionale dovrebbe reggere l'urto perché, con l'aiuto degli ospedali e centri privati, la Regione conta di riservare per i pazienti contagiati dal virus 300 posti letto nelle terapie intensive e 200 nei reparti di malattie infettive. Per i casi meno gravi verranno attivati altri posti letto nei reparti di pneumologia e di medicina interna, almeno 300-400 unità. Il dipartimento Salute sta chiudendo gli accordi con i privati e gli enti ecclesiastici, già oggi potrebbe esserci l'annuncio.

Negli ospedali più grandi, intere aree verranno utilizzate solo per l'emergenza coronavirus, mentre è allo studio la possibilità di aprire reparti che sono stati ristrutturati ma non ancora inaugurati, come nel San Paolo di Bari. In caso di necessità, verranno riaperte alcune strutture disattivate, ad esempio quelle di San Pietro Vernotico e Terlizzi per trasferire i pazienti in via di guarigione che non necessiteranno più di terapia intensiva e isolamento.

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