Cresce anche fra i medici la paura del contagio: «Decine di certificati per malattia, così andiamo in sofferenza»

Giovedì 19 Marzo 2020 di Maddalena MONGIò

Si attende il picco dei contagi da coronavirus e contestualmente arrivano i certificati di malattia di medici e infermieri. Le cause? Soprattutto cefalee e sciatalgie. Così il presidente dell’Ordine dei medici di Lecce, Donato De Giorgi, avverte: «Se continua così il sistema sanitario può andare in sofferenza». Il problema è diffuso, in particolare negli ospedali più in prima linea sul Covid-19 e De Giorgi avverte: «Non voglio dire che questi certificati non siano veritieri, ma non può essere lasciata solo al medico che li redige la responsabilità della diagnosi visto che si basa sulle dichiarazioni dell’assistito. Come Ordine proporrò che questi certificati medici siano prodotti sulla base delle autocertificazioni. Sono convinto che in questo modo avremo una netta riduzione delle malattie visto che in questo momento c’è “un’epidemia” di cefalee e sciatalgie».

De Giorgi fa riferimento anche ai non pochi certificati medici arrivati da dipendenti dell’ospedale di Copertino e dal reparto di Malattie infettive e dal Laboratorio analisi dell’ospedale di Galatina, ma anche all’ospedale Vito Fazzi di Lecce c’è una curva in rialzo delle malattie, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il motivo? «Probabilmente disagio e paura – spiega De Giorgi –, ma non bisogna sottovalutare l’impatto del Covid su medici e infermieri che non sono formati per affrontare le malattie infettive. Oggi, questa emergenza sanitaria chiama in prima linea chiunque, dall’ortopedico al chirurgo che curano altro genere di malattie. Di certo ci sono un bel po’ di malattie tra i dipendenti dell’ospedale di Copertino, il reparto di Malattie infettive di Galatina è senza infermieri fra trasferimenti e malattie. Peraltro si tratta di un reparto che per intensità di cure ha bisogno di almeno tre infermieri per turno. Come pure è in malattia parte del personale del Laboratorio analisi di Galatina».

Questo lo stato dell’arte e per De Giorgi siamo in presenza di un circolo vizioso perché lo stato di salute di chi chiede il certificato medico non può essere accertato con la visita dell’assistito. «La certificazione non avviene con l’accertamento vero e proprio – puntualizza De Giorgi –, ma telefonicamente, secondo le direttive del presidente Emiliano. Si rischia che i colleghi siano passabili di falso ideologico e non ritengo sia giusto che debbano, eventualmente, incappare in problematiche di questo genere. Inoltre non vedo perché ilmedico di medicina generale non possa visitare un paziente che non ha sintomi sospetti di un Covid».

Un problema che si somma al personale in quarantena: solo a Copertino ne sono stati messi 170 perché in quel presidio ci sono stati 20 casi di contagio (tra medici e pazienti), ma il problema ha toccato anche il Fazzi (anche se non si tratta di un numero tale da compromettere la copertura dei turni), la Cittadella della Salute di Lecce, Galatina, Ostuni, Taranto, Bari. Sicuramente l’ulteriore defezione di personale sanitario aggiunge un’importante criticità a una situazione eccezionalmente difficile. Anche se De Giorgi ricorda: «Questa epidemia durerà e i certificati medici non sono sine die: prima o poi dovranno rientrare al lavoro, in trincea come tutti». De Giorgi ha parlato di ansia dei lavoratori che potrebbe determinare poi la malattia. Uno stato probabilmente determinato anche dalla carenza di dispositivi di protezione individuale che al momento rimane ancora uno dei problemi più sentiti. Medici, infermieri, personale sanitario, stanno lavorando con abnegazione e certo correndo grossi rischi. Nei giorni scorsi è risultata positiva anche un’operatrice socio-sanitaria della Geriatria di Copertino: la sanità sta pagando un prezzo alto, anche nel Salento.

Ultimo aggiornamento: 16:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA